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Perugia, PD alle primarie / Coalizione verso lo sfascio

Redazione

Perugia, PD alle primarie / Coalizione verso lo sfascio

Lun, 24/02/2014 - 18:18

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Perugia, PD alle primarie / Coalizione verso lo sfascio

Sa.Cip.

#Stiamosereni, che sotto al sole di questa primavera in anticipo succede di tutto. Intanto, le primarie del 2 marzo sono quelle del Pd. Solo del Pd. Wladimiro Boccali, sindaco uscente di Perugia, sfida Anna Rita Fioroni. E basta. Niente terzo candidato, per il momento. Così, la via dell'accordo post selezione si fa sempre più larga, dritta e percorribile. La seconda riunione fiume per la “coalizione” (le virgolette sono d'obbligo) di centrosinistra del capoluogo tra Pd, Sel, Socialisti, Centro Democratico, Prc, PdCi e IdV si chiude con un congelamento, nonostante un clima rovente. Ci vediamo tra una settimana o giù di lì, si sono detti, e riproviamo a firmare un documento programmatico che dica a chiare lettere che siamo tutti dalla stessa parte. Che corriamo insieme. Perché, per il momento, questa coalizione, di fatto, ancora non c'è. Carta ancora non canta. E la frattura diventa voragine. Pd, Socialisti e Centro Democratico da un lato. IdV, Prc, PdCi e Sel dall'altro.

Rossi di rabbia – A questo punto tocca all'area rossa decidere “che fare”. Stati generali il 2 marzo? Ricucire? Trovare un candidato valido e correre da soli? Ingoiare il boccone amaro e rientrare nei ranghi? Si vedrà. Al momento, dalle parti di Rifondazione, PdCi e Sel è un ribollire di rabbia e ragionamenti. Le porte sbattute e i pugni sul tavolo in faccia al Pd potrebbero essere un buon segnale. Così come le parole del segretario provinciale del Prc Enrico Flamini: “Le consultazioni interne del Pd camuffate da primarie farsa? Un errore”. E poi “persistono problemi sui contenuti che ci fanno dire che la coalizione non c’è ancora”. Quindi, visto che “ad oggi il Pd intende andare avanti sulle sue primarie interne”, dopo che domenica mattina si erano registrati “punti di avanzamento”, “proponiamo alle forze politiche e sociali della sinistra perugina, Sel, PdCi, Alba e Sinistra per Perugia di lavorare fin dalle prossime ore ad azioni politiche comuni e ad iniziative esterne per condividere con i cittadini di Perugia prospettive e programmi di sinistra con l’obiettivo della definizione di un’assemblea della sinistra perugina il 2 marzo. Per l'unità della sinistra”, chiude Flamini. Come a dire: direzioni diverse, “caro Pd”.

“Non vogliono far votare i cittadini” – E se Wladimiro Boccali stamattina ha messo le carte in tavola, insieme ai sassolini che si è tolto dalle scarpe, dall'altra parte della barricata democratica i toni sono caldi. Caldissimi. Tanto da sollevare nubi di sospetti e qualche punta di veleno. “Esprimiamo forte preoccupazione su come si stanno profilando le primarie per la scelta del futuro candidato a sindaco di Perugia del centrosinistra”. Parole del coordinatore del comitato elettorale per Anna Rita Fioroni, Francesco Caruso. La frustata è tutta per il Pd. O meglio, per quell'area che gravita attorno al sindaco uscente: “Il non consentire lo svolgimento di una piena e consapevole partecipazione di tutte le anime della coalizione sarebbe un grave atto di irresponsabilità”. E ancora: “Vorremmo inoltre conoscere il perché sino ad oggi non è stata convocata la Commissione elettorale; il motivo per il quale non ci sono stati comunicati luoghi e numero di seggi. Riteniamo che questo ritardo rappresenti una grave assunzione di responsabilità che limita la partecipazione e l’opportunità di una scelta consapevole. Un cittadino non può essere chiamato solamente a votare, ma gli deve essere consentito di conoscere i contenuti delle proposte”. Di più: “Una Perugia, città capoluogo, merita l’opportunità di essere governata con la più ampia partecipazione democratica dei cittadini e dell’elettorato, soprattutto in considerazione che sono Primarie aperte dove tutti possono partecipare, basta che abbiano compiuto 16 anni di età”. E arriva il punto politico: “Ci faremo comunque carico delle istanze del centrosinistra e lavoreremo sempre per mettere in sintonia le aspettative dei cittadini, con un confronto aperto, plurale ed inclusivo. Ma ad oggi siamo costretti a constatare, ad appena sei giorni dalla data prevista per le primarie, prima esperienza a Perugia per la scelta del candidato a sindaco, una preoccupante indeterminatezza circa l’assetto politico delle coalizioni, le modalità di svolgimento delle stesse e l’assenza di una capillare e doverosa informazione ai cittadini”. L'accusa sarà pure in controluce, ma sembra emergere benissimo.

Assist alla Fioroni – L'alleato IdV, nel frattempo, prende tempo. Ma l'assist al candidato Fioroni è bello che preciso. Salvo poi, frenare un attimino. Il commissario regionale Nino Pipitone scrive così: “L'Italia dei Valori dell'Umbria accoglie con favore la candidatura alle primarie della candidata Pd Anna Rita Fioroni. Siamo convinti che il processo democratico delle primarie sia uno strumento utile a quel necessario coinvolgimento degli elettori del centro sinistra”, spiega Pipitone, ma, “l'Idv scioglierà le sue riserve dopo l'incontro con tutti i candidati e dopo il confronto con le forze di coalizione. Ci confronteremo – prosegue – prima di tutto sui programmi e poi sui candidati”.

I paletti democrat – Non si scappa, né tantomeno, si rinvia. Il 2 marzo si scende in campo. “Allora, ricapitolando – scrive il segretario comunale del Pd Francesco Giacopetti via Facebook – “il Pd le sue decisioni le prende in assemblea, non telefonando ai giornali (non me ne vogliano i giornalisti, che fanno il loro mestiere e lo sanno fare). E le prende “insieme”, attraverso il confronto e la partecipazione”.
Nello specifico “a gennaio il Pd provinciale di Perugia ha votato, in assemblea, un regolamento per le primarie, fissandole per il 2 marzo. L'8 febbraio il Pd di Perugia ha deciso di fare le primarie e di farle il 2 marzo. Unica novità degli ultimi giorni è che il tavolo del centrosinistra ha ritenuto di proseguire il suo percorso di confronto nel merito del programma per Perugia. Decisione che non incide in alcun modo sul percorso di partecipazione intrapreso dal Pd, che rimane saldo sui suoi proponimenti. Quindi #stiamosereni e smettiamola di fare confusione per buttarla in caciara. Non serve a nessuno”. Tu chiamala, se vuoi, vocazione maggioritaria.

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