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Perugia, dà alla vita un bimbo nonostante un grave linfoma

Redazione

Perugia, dà alla vita un bimbo nonostante un grave linfoma

Chemioterapia durante la gravidanza, il miracolo all'ospedale di Perugia per una giovane mamma | Ieri dimessi dall'ospedale entrambi
Sab, 17/11/2018 - 11:31

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Perugia, dà alla vita un bimbo nonostante un grave linfoma

Una nascita che è un vero e proprio miracolo quella avvenuta all’ospedale di Perugia nei giorni scorsi. Il bimbo, dimesso ieri dal Santa Maria della Misericordia insieme alla sua mamma, sta bene. Lei, alle prese con un grave linfoma, dovrà continuare a fare la chemioterapia iniziata durante la gravidanza.

Protagonista di questa bella storia è una giovane donna residente in provincia di Perugia, che ha scoperto durante la gravidanza di essere gravemente malata. Le terapie che ha seguito per la cura al linfoma non le hanno però impedito di diventare mamma.

Dal dramma al fiocco azzurro sulla porta della camera della struttura di Ostetricia del Santa Maria della  Misericordia sono  trascorsi  due mesi: il nascituro sta bene e nella tarda mattinata di venerdì 16 novembre è stato  dimesso assieme alla mamma, che però dovrà proseguire le terapie. La storia ha inizio nelle prime settimane di settembre quando la donna, che chiameremo Giovanna, viene trasferita  a Perugia da un altro ospedale. Gli accertamenti disposti depongono per una  diagnosi di  un linfoma, valutata  da una  biopsia eseguita dal professor Lucio Cagini della struttura complessa di Chirurgia Toracica. Si impone un rapido consulto degli specialisti  per  individuare il percorso più opportuno: la necessità è di iniziare le terapie per la donna e permettere al bambino di  restare nel grembo della madre il più a lungo possibile.

Racconta  il dottor Giorgio Epicoco, direttore dell’Ostetrica di Perugia: “Il 13 settembre all’arrivo di Giovanna abbiamo costituito un’equipe multidisciplinare perché il quadro è davvero allarmante: oltre ad  una pericolosa fibrillazione atriale  e un versamento pericardico che affaticano il cuore, era necessario  capire  la gravità delle sue condizioni in rapporto alla eventuale nascita del  bambino con i rischi connessi ad una  forte prematurità”. I  sanitari  – dottor  Fausto Roila, Giorgio Epicoco e prof. Brunangelo Falini  – decidono di stabilizzare Giovanna, trattando i problemi cardiaci e respiratori e dando inizio ad una profilassi respiratoria e neurologica per il feto.

Subito dopo la donna inizia la chemioterapia per portare la gravidanza il più avanti possibile. Un mese di degenza  nella struttura di Oncoematologia per essere sottoposta a due cicli di  chemioterapia, con  ostetriche  e medici che giornalmente  si accertano del buon andamento della gravidanza e  benessere del feto. Allo scadere della 36esima settimana viene disposto il trasferimento presso la struttura di Ostetrica per consentire a Giovanna di essere sottoposta al terzo ciclo di chemioterapia.  Il bambino  è nato martedì 13 novembre con parto cesareo in buone condizioni (peso più che soddisfacente, 2,5 kg) con passaggio alla Terapia Intensiva Neonatale per il monitoraggio dei parametri vitali e controlli dopo le debilitanti terapie della mamma.

Ieri mattina, appunto, le dimissioni. La battaglia di Giovanna non è finita, ma ora i medici assicurano che le prospettive di una guarigione sono buone.


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