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Perugia, burocrazia frena l’apertura del ristorante di crudité

Cristiana Mapelli

Perugia, burocrazia frena l’apertura del ristorante di crudité

Niente autorizzazione per la somministrazione di alcolici | Secondo una delibera del 2012, alle attività sotto i 50 mq è consentita la vendita di alcool solo da asporto
Lun, 22/05/2017 - 13:48

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Perugia, burocrazia frena l’apertura del ristorante di crudité

Un piccolo spazio dedicato al gusto dove degustare crudité di pesce ma esclusivamente accompagnato da un bicchier d’acqua o poco più. Un progetto ristorativo nel segno del benessere? Niente affatto. Più che altro un brutto sogno. E’ quello che stanno vivendo due giovani imprenditori che hanno deciso di investire nell’Acropoli perugina con qualche difficoltà da parte della burocrazia. In piazza della Repubblica, poco dopo l’accesso su via Baldo, a breve sarà possibile degustare sushi, anche da asporto ma con qualche restrizione.


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La delibera

Secondo una delibera approvata dal consiglio comunale e datata 2012, agli spazi ristorativi che misurano meno di 50 mq è vietata la somministrazione di bevande alcoliche ed è consentita solo la vendita da asporto. Una scelta fatta, come specificato nell’atto comunale, a causa “delle criticità nell’area del Centro Storico della città, inerenti le attività di pubblici esercizi di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande, in particolare nelle ore serali e notturne”  tenuto anche conto di alcuni gravi episodi di ordine pubblico nell’Acropoli di quegli anni. Ed ecco che secondo quanto deliberato a palazzo dei Priori, di fatto, i clienti di Crudo non potranno accompagnare al piatto di sushi di gamberi e salmone, ad esempio, nemmeno un bicchiere di vino. 

Possibilità di deroga

Così i proprietari del futuro ristorante in piazza della Repubblica, due giovani che nonostante le difficoltà hanno deciso di investire nell’acropoli perugina, hanno redatto un documento indirizzato alla giunta e al consiglio comunale, chiedendo a gran voce di applicare una deroga. Deroga, come anche specificato nell’atto legislativo, che è possibile richiedere e concedere se ce ne sono le caratteristiche. “Tale superficie minima potrà essere derogata su richiesta, con deliberazione della Giunta Comunale, per esercizi la cui attività sia di particolare interesse e rilevanza per la promozione dell’immagine, della cultura, della valorizzazione storico-artistica, sociale e dello sviluppo turistico ed economico della città”. Inghippi burocratici che hanno ritardato l’inaugurazione del nuovo punto di ristorazione di circa 15 giorni ma per cui si attende presto una decisione della giunta.

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