Palazzo Leti Sansi gremito per Giulio Tremonti e il suo "Le tre profezie" - Tuttoggi

Palazzo Leti Sansi gremito per Giulio Tremonti e il suo “Le tre profezie”

Redazione

Palazzo Leti Sansi gremito per Giulio Tremonti e il suo “Le tre profezie”

Giulio Tremonti, presidente dell'Aspen Institute Italia ha presentato il suo ultimo libro "Le tre profezie. Appunti per il futuro"
Sab, 01/02/2020 - 23:52

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Palazzo Leti Sansi gremito per Giulio Tremonti e il suo “Le tre profezie”

Una sala conferenze gremita ha accolto nel palazzo Leti Sansi di Spoleto Giulio Tremonti, presidente dell’Aspen Institute Italia, che venerdì 31 gennaio ha presentato il suo ultimo libro “Le tre profezie. Appunti per il futuro”.

Ad introdurre l’evento sono stati i saluti del sindaco della città di Spoleto, Umberto de Augustinis, dell’assessore alla cultura, Ada Urbani e del presidente dell’Associazione Amici di Spoleto, Dario Pompili, che ha organizzato l’evento.

Ad entrare nel merito degli argomenti trattati dal libro, invece, sono stati gli interventi di Mauro Agostini, presidente di Sviluppumbria, e di Roberto Conticelli, presidente dell’Ordine dei Giornalisti dell’Umbria.

Infine, Giulio Tremonti ha sunteggiato il contenuto del volume che si rifà, appunto alle “tre profezie” di altrettanti grandi pensatori: “La profezia di Marx – ha ricordato l’autore – lo stregone ha evocato forze che non riesce più a controllare. La visione di Goethe: la cambiale mefistofelica, l’anima data da Faust in cambio di un mondo artificiale, come il mondo della rete di oggi, ovvero il Digito ergo sum! E, infine, la profezia di Leopardi: la caduta di Roma, divenuta civiltà cosmopolita. La giovane talpa populista ha scavato il terreno su cui, appena caduto il muro di Berlino, è stata costruita e custodita, come in una cattedrale, l’utopia della globalizzazione”.

La trattazione di Giulio Tremonti, però, non si ferma all’analisi del presente. Infatti, ha spiegato: “Per l’Italia e per l’Europa, non tutto è perduto: sarebbe importante ripartire dalla consapevolezza degli errori compiuti, cercando di porvi rimedio”.

Ricco di spunti e di domande da parte del pubblico il dibattito finale.


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