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Ospedale, parla il Comitato | Diocesi “nosocomio da amare” | Ancora critiche al Sindaco

Redazione

Ospedale, parla il Comitato | Diocesi “nosocomio da amare” | Ancora critiche al Sindaco

Mar, 16/02/2021 - 20:55

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Ospedale, parla il Comitato | Diocesi “nosocomio da amare” | Ancora critiche al Sindaco

Riaprire il Punto nascite e ortopedia, preoccupazione sul fronte della carenza di personale all’ospedale di Spoleto. E’ in sintesi la lunga nota diramata da De Augustinis all’indomani della riunione del Comitato di vigilanza da lui costituito e presieduto.

Non ci sono quindi particolari novità dal Comitato se non un reiterare quanto già richiesto anche da tutte le forze politiche in campo. Leggiamo: “È prioritario far riaprire con urgenza il punto nascite: la città sta subendo un ulteriore danno perché ormai da mesi le famiglie dei nuovi nati, pur essendo residenti a Spoleto, devono spostarsi a Foligno o a Terni perché qui non si può più far nascere i bambini” dice il sindaco “abbiamo già inviato una nota alla Regione Umbria indicando il punto nascite e ortopedia come servizi da far ripartire subito a Spoleto, ma ad oggi non abbiamo ancora ricevuto risposta. Siamo felici dell’appello della Consulta diocesana per la pastorale della salute – ha aggiunto il Sindaco de Augustinis – un richiamo che condividiamo pienamente e che apprezziamo in maniera particolare, perché solo con il ripristino dei servizi al San Matteo degli Infermi possiamo tornare ad affrontare serenamente i temi della sanità”.

Ieri il Comitato ha affrontato anche la questione relativa alla mancanza di personale al Covid hospital, sollevata nei giorni scorsi anche dai sindacati Fp Cgil, la Fp Cisl e la Uil Fpl: “c’è una condivisione e una preoccupazione generale” continua De Augustinis “anche su questo fronte che come amministrazione, anche attraverso l’attività del Comitato, stiamo monitorando quotidianamente perché vogliamo che il personale venga integrato con tutte quelle figure professionali che da ottobre continuano a mancare e che sono indispensabili, nonostante gli enormi sforzi di medici e infermieri, per garantire un’assistenza adeguata ai malati Covid”.

Giornata del Malato, Pastorale salute: “Ospedale fondamentale per il territorio”

Intanto in occasione della Giornata Mondiale del Malato la commissione diocesana per la Pastorale della Salute e della Sofferenza (composta da: don Edoardo Rossi, Maria Pia Bruscolotti, Pirluigia Ciucarilli, Tersilio Filippi Coccetta, Angelo Marcucci, Piera Martore, Francesca Paloni, Sara Pompili, padre Stefano Ruta OFM Cap, Salvatore Santaguida, Laura Valentini, suor Consuelo Zarrella) ha divulgato una propria riflessione riguardo al futuro dell’Ospedale di Spoleto: “Si deve riconoscere che avere un Ospedale di territorio o – meglio – di vicinanza, come lo è stato fino a pochi mesi fa quello di Spoleto, è di fondamentale importanza per tutti. Un Ospedale così vicino alla nostra comunità, facilmente raggiungibile, deve essere amato e difeso. Per la città di Spoleto e tutto il suo comprensorio rappresenta un bene di prima necessità, come l’acqua potabile o l’energia elettrica. A tal proposito, questa Consulta ritiene che non si possa rinunciare ad un Ospedale cresciuto grazie a tanti bravi operatori sanitari e alle loro professionalità maturate nel corso degli anni. Le condizioni di vita non migliorano se si perdono i beni indispensabili per una comunità. Un Ospedale è al primo posto. La qualità della sanità misura il grado di civiltà di un popolo. Auspichiamo che il sacrificio che al momento attuale tutta la cittadinanza sta affrontando sia solo un necessario intervallo, a cui faccia seguito la riapertura di tutti i reparti e servizi già in funzione prima di ottobre 2020, capaci di rispondere in maniera efficiente e qualificata alle esigenze dei cittadini».

Fd’I ancora all’attacco del sindaco

Continua a far discutere l’incontro di sabato del City Forum al quale il sindaco, cui era stato chiesto di esaminare il documento redatto già da due anni sulla unificazione degli Ospedali di Spoleto e Foligno, ha chiuso la porta dal momento che il CF non ha voluto aderire al Comitato di vigilanza. In queste ore la presa di posizione dei 3 consiglieri di Fd’I (Di Cintio, Polinori e Santirosi), già ieri ferocemente critici sulla gestione da parte del sindaco del Libro bianco della sanità licenziato dalla Regione Umbria: “Esprimiamo grande disappunto per le dichiarazioni rese dal sindaco Umberto De Augustinis durante l’incontro organizzato dallo Spoleto City Forum con i sindaci della Valnerina per parlare di ospedale e sanità. Ancora una volta il Sindaco ha mostrato tutta la sua inadeguatezza nell’affrontare una delicata problematica insieme a tutte quelle associazioni rappresentate dallo Spoleto City Forum, che da anni volontariamente operano a tutela, salvaguardia e valorizzazione del nostro nosocomio cittadino, ed ai rappresentanti istituzionali dei territori limitrofi. A tal proposito ribadiamo che la sanità è un bene comune che non ha colore politico ed il luogo naturale dove deve essere amministrata sono i tavoli istituzionali che offre la politica: il consiglio comunale, la IV commissione consiliare ove è doveroso realizzare la concertazione di partiti ed associazioni preposte.
Nella nostra qualità di consiglieri comunali insistiamo nel censurare tale atteggiamento del primo cittadino che, voltando le spalle al contributo posto in campo dallo Spoleto city forum e dalle 46 associazioni che lo compongono e di cui invece tutte le amministrazioni da anni si sono avvalse continua ostinatamente a sostituirle con un un ben non individuato comitato, che di scientifico non si capisce cosa abbia e ciò ovviamente nel massimo rispetto per i singoli componenti che lo costituiscono. Un modo di operare che non trova nessuna spiegazione se non quella di avere un gruppo di persone che non pongono ostacoli o obiezioni alla sua teoria che ne troverebbe forse in consiglio comunale, organo che però rappresenta l’unica sede legittimata ad affrontare temi così importanti e delicati come quello della sanità. E questa mancanza di rispetto nelle istituzioni non possono più essere tollerate”
concludono i 3 di Fd’I.  

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