Ospedale covid a Spoleto, Consiglio trova unanimità, sindaco ricorre al Tar. PS, riunione in Regione - Tuttoggi

Ospedale covid a Spoleto, Consiglio trova unanimità, sindaco ricorre al Tar. PS, riunione in Regione

Sara Cipriani

Ospedale covid a Spoleto, Consiglio trova unanimità, sindaco ricorre al Tar. PS, riunione in Regione

Ven, 23/10/2020 - 21:22

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Ospedale covid a Spoleto, Consiglio trova unanimità, sindaco ricorre al Tar. PS, riunione in Regione

Un’altra giornata al cardiopalma, quella vissuta dalle istituzioni e dalla politica di Spoleto all’indomani della notizia della trasformazione del nosocomio cittadino in ospedale destinate alle cure dei malati da covid.

Un’altra giornata che dimostra la mancanza di visione su quella che è una realtà drammatica come la pandemia, e l’incapacità di agire a braccetto senza fare troppi personalismi e distinguo. Ma è un vecchio vizio di questa parte dell’Umbria, sempre alle prese con ‘prime donne’ e voglia di dividersi.

Il pronto soccorso a Spoleto

Come anticipato nell’edizione di ieri la struttura che si sarebbe dovuta chiudere, resterà aperta. Da dirimere ancora se si tratterà di un Punto di primo soccorso (come precisato dalla Usl), o di un vero e proprio Pronto soccorso, come ribadiscono ancora oggi a Tuttoggi da palazzo Donini: un pronto soccorso in grado di gestire e curare codici bianco e verde. Ma si starebbe lavorando per poter gestire una buona parte di codici giallo.

Impensabile in una situazione del genere gestire i codici rosso che peraltro (ma a Spoleto sembra che siano diversi quelli che lo hanno scoperto solo stamani), vengono da almeno venti anni gestiti tra Terni, Perugia e Foligno.

La differenza tra PPS e PS, almeno quella principale, non è di poco conto: i primi, quelli che si incontrano nelle città della riviera adriatica e tirrenica, garantiscono una apertura per 12h; il pronto soccorso è h24.

PS da campo e la gaffe dei pasdaran

Fonti qualificate vicine alla presidente della Giunta confermano l’arrivo di uno shelter attrezzato per il Pronto soccorso, che per il momento, quale Punto di primo soccorso è stato adibito nei pressi dei locali del PS.

Così stamattina è bastato che la Prociv montasse una piccola tenda da campo per far scattare la denuncia e l’ironia su siti on line e sui social che quello sarebbe stato il nuovo pronto soccorso. Sarebbe bastato chiedere agli operatori, ma meglio montare la polemica e ingrossare di messaggi populisti la cittadinanza.

Tanto da costringere la Usl, già impegnata a fronteggiare una emergenza senza pari, a uscire ufficialmente: “Abbiamo attivato questa mattina il punto di primo intervento che ha la funzione di eseguire la prima diagnosi, interventi non urgenti, la stabilizzazione del paziente e il trasporto in sicurezza al pronto soccorso più vicino. Per il momento il punto di primo intervento è allestito nell’area del pronto soccorso ma probabilmente verrà spostato con l’arrivo dei pazienti covid. Allestita inoltre una tensostruttura in prossimità della palazzina Micheli per attività di triage per le prestazioni ambulatoriali (misurazione temperatura, programmazione degli accessi contingentati nella sede sanitaria)”.

Regione al lavoro, a breve novità

Palazzo Donini è stato per tutta la giornata impegnata sulla nuova ordinanza con cui aumenta le misure di prevenzione e restrizione per la pandemia in corso (chiusura fino al 14 novembre di tutti gli esercizi nelle giornate di domenica, stop a cerimonie istituzionali se non sia garantita la sicurezza, massima attenzione delle autorità nella giornata del 2 novembre presso i criteri, sospensione competizioni regionali e provinciali e attività delle associazioni, etc.).

Solo da metà pomeriggio è potuta cominciare una riunione con tutti i vertici della sanità, alla presenza della Governatrice Tesei, per fotografare la situazione dell’ospedale di Spoleto. “La volontà della Presidente” dicono dalla segreteria “è quella di rispettare la città di Spoleto tutta e il suo comprensorio e di fare chiarezza su tutta quella ridda di voci che si sono propalate in queste ore”.

La governatrice, a quanto trapela, avrebbe in programma un incontro da remoto con il sindaco; appuntamento che fino a questo momento non sarebbe stato ancora confermato da De Augustinis.

Consiglio comunale ritrova unanimità

Questa mattina la conferenza dei capigruppo ha trovato (finalmente) una quadra e presentato una mozione con cui vengono presentate una serie di richieste alla Regione dell’Umbria. Un documento che si discosta da quello che, partorito dal primo cittadino, era stato firmato solo da una parte di maggioranza e opposizione senza apportare alcuna nota costruttiva. Indubbiamente la mozione propositiva presentata ieri dai 10 consiglieri (Di Cintio, Polinori, Santirosi, Profili, Frascarelli, Morelli, Proietti, Fedeli e Loretoni) ha convinto i colleghi a mettersi finalmente al tavolo e a riscrivere insieme il documento (CLICCA QUI)

Atto che, a guadagno di tempo, sarebbe stato anticipato in Regione che starebbe valutando le richieste proprio nel corso della riunione di questo pomeriggio.

Come dicono molti, ma pochi realmente l’hanno fatto, non è il momento di fare polemica” scrivono in una nota i 10 consiglieri “se per fortuna non abbiamo vissuto una guerra, stiamo però vivendo una situazione che molto gli assomiglia. In Umbria il numero crescente di contagiati è una prova della situazione gravissima che stiamo vivendo dove la nostra unica difesa è il distanziamento e l’indossare la mascherina. In questa situazione di emergenza sanitaria, seppure in ritardo, sono stati predisposti negli ospedali dei reparti covid ed ora si devono trovare più posti letto per i malati. L’ospedale di Terni e di Perugia hanno interrotto tutte le attività chirurgiche in elezioni e le attività ambulatoriali non procrastinabili. Si stanno allestendo ospedali da campo. È una misura mossa in emergenza per dare a tutti la possibilità di essere ricoverati se necessario. Ecco, questo è stato lo spirito della nostra mozione. Il nostro senso di responsabilità non poteva farci condividere in questo momento un documento che invocava un’azione legale, che tra l’altro nell’immediato non avrebbe impedito l’ordinanza. Tutti vogliamo che il nostro ospedale funzioni a pieno e per questo vigileremo sul nuovo piano sanitario regionale affinché avvenga realmente una integrazione tra i due nosocomi di Spoleto e Foligno e che ovviamente ciò non penalizzi il nostro ospedale. Chiediamo alla Presidente della Regione di rassicurare ufficialmente la popolazione spoletina sul futuro dell’ospedale e sulla gestione durante l’emergenza del pronto soccorso per tutti i casi non covid”.

Sindaco procede al Tar

Se la politica torna a confrontarsi, le istituzioni restano al palo. Nel primo pomeriggio De Augustinis ha inviato un nuovo messaggio su Facebook annunciando per luedì prossimo il ricorso al Tar dell’Umbria per impugnare l’ordinanza regionale.

Emergenza coronavirus | Il messaggio del Sindaco Umberto de Augustinis

‼️ OSPEDALE DI SPOLETO | Il messaggio del Sindaco Umberto de Augustinis ‼️1️⃣ Stavolta mi rivolgo non solo agli abitanti di Spoleto, ma anche a quelli della Valnerina, i cui organi di governo hanno assunto una posizione molto ferma sulla questione della chiusura dell'ospedale e del pronto soccorso di Spoleto e sulla sua riconversione a ospedale Covid.2️⃣ Sottolineo che non siamo affatto campanilisti: noi stiamo difendendo una struttura essenziale per la salute e per la vita dei cittadini. Da questa mattina il pronto soccorso è chiuso e riaprirà, secondo le disposizioni dell'ordinanza n° 67 firmata dalla Presidente Donatella Tesei, a febbraio 2021. Nel frattempo non è ben chiaro a chi debba rivolgersi chi ha bisogno di ricorrere alle cure del pronto soccorso.3️⃣ Non è un fatto di campanile. Qui stiamo parlando esclusivamente della salute di tutti coloro che sono gli utenti potenziali e reali della struttura di pronto soccorso e quindi, indirettamente, dell'ospedale. 4️⃣ Chiarisco subito che procederemo lunedì 26 ottobre con il deposito del ricorso al Tar (Tribunale amministrativo regionale), chiedendo che finalmente sia fatta chiarezza in una situazione che sta cominciando ad essere grottesca e pericolosissima.

Publiée par Comune Di Spoleto sur Vendredi 23 octobre 2020

Parlo agli spoletini ma anche agli abitanti della Valnerina, i cui organi di governo hanno avuto una posizione molto ferma sulla chiusura del pronto soccorso e la riconversione in ospedale coivid. Non siamo affatto campanilisti, stiamo difendendo la struttura essenziale, che fossimo nel giusto e preoccupati delle modalità di attuazione ci è stato dimostrato dal decreto di chiusura del pronto soccorso che riaprirà a febbraio 2021. Nel frattempo non è chiaro che fine fa chi ha bisogno del pronto soccorso. Qui stiamo parlando della salute, di tutti quelli che sono utenti potenziali e reali della struttura. Spoleto era ben disponibile a partecipare alla campagna contro covid, ma questo non significa chiudere le cure di tutti i malati. Rivendico la mia qualità di ufficiale di governo per la salute, il fatto di non essere stato informato e di non conoscere ad oggi i dati del provvedimento adottato dal comitato tecnico scientifico, questo è un fatto gravissimo. Lunedì prederemo al ricorso a Tar che finalmente faccia chiarezza su questa situazione assurda, grottesca e pericolosissima”.

L’appello dell’Arcivescovo Boccardo

In giornata è arrivato il messaggio dell’arcivescovo di Spoleto.Norcia, monsignor Renato Boccardo, che con toni pacati ma chiari, invita la Regione a ricercare “il bene di tutti”. Leggiamo: “Condivido la preoccupazione della cittadinanza e delle Autorità civili circa la continuità del servizio garantito dall’Ospedale San Matteo degli Infermi, che costituisce un prezioso e qualificato punto di riferimento non solo per la città di Spoleto ma anche per i Comuni limitrofi e della Valnerina. Pur comprendendo la necessità di provvedimenti eccezionali per rispondere all’emergenza sanitaria in atto, auspico che le competenti Istituzioni regionali, alla luce delle norme a tutela della salute del territorio, prestino la giusta attenzione al sentire popolare evitando decisioni che possono avere come conseguenza un ulteriore impoverimento di questa parte di Umbria già gravemente ferita dal terremoto del 2016. Di fronte all’attuale grave crisi sociale ed economica, nella quale la questione dell’Ospedale assume una particolare rilevanza, è necessario che prevalga la ricerca del bene di tutti, frutto di un dialogo civile e rispettoso e attento ai bisogni reali delle persone.

City Forum ricevuto dal Prefetto

Intanto il City forum questa mattina ha raggiunto Perugia dove ha chiesto e ottenuto di incontrare il Prefetto Armando Gradone: “Abbiamo trovato una persona disponibile e concreta” scrive il portavoce Grifonialla quale abbiamo sottoposto le istanze dei cittadini penalizzati dalle scelte che vedono l’offerta sanitaria in città fortemente ridimensionata. Il Prefetto ci ha assicurato che farà tutto quanto in proprio potere e ci terrà informati della situazione”. Il CF ha annunciato comunque per martedì prossimo una manifestazione davanti a palazzo Donini con inizio alle ore 10.

Mentre domattina (convocata dai consiglieri Renzi, Bececco, Ugolini e Laureti) si terrà una ‘catena umana’ davanti alla palazzina Micheli: in un primo momento si pensava davanti al Pronto soccorso ma il Commissariato ha chiesto e ottenuto, per ragioni di sicurezza e di viabilità, di spostarla sul piazzale antistante la Micheli (area che domattina dovrebbe essere interessata dai tamponi drive through).

On. Fratoianni interroga il Sindaco

Intanto proseguono le prese di posizione della politica sulla vicenda dell’Ospedale. Ma anche su alcuni aspetti che sono venuti fuori in questi giorni di grande incertezza. Come alcune dichiarazioni del sindaco De Augustinis, già contestate in aula consiliare, e che ora finiscono nel mirino dell’onorevole Nicola Fratoianni (LeU): “Sono estremamente preoccupato per l’Umbria, non solo per le scelte caotiche con cui la Presidente Tesei sta affrontando l’epidemia Covid19 , ma da ieri anche perché sono spuntati, in alcune dichiarazioni del Sindaco di Spoleto, riferimenti a non meglio precisati ‘soldi che potrebbero arrivare dalla Calabria’ dopo la trasformazione dell’ospedale cittadino in Covid Hospital. Questa assurda modalità di chiudere l’ospedale – indicativa del panico che deve aver preso la Presidente Tesei e l’Assessore Coletto per il grave ritardo con cui hanno affrontato il compito di programmare la gestione dell’epidemia – ha generato molte proteste, il blocco della Strada Flaminia e anche una reazione molto violenta da parte dello stesso Sindaco della città, esponente della stessa parte politica della Tesei. De Augustinis infatti, partecipando ad una riunione del city forum, in un inusuale sfogo registrato in un video pubblicato dalle testate locali ha affermato: ‘Questa non è politica, questi sono gli interessi essenziali della città, tanto è vero che mi ritrovo insieme con il pd, con la lega, con laboratorio, con tutti quanti. Tranne quelli che hanno ragioni diverse. Il comune di Spoleto nella persona del sindaco impugna l’ordinanza, questo lo faccio subito. Dopodiché passo in consiglio comunale, dirò che ci è stato dato uno schiaffo a tutti, e quelli mi dicono ma sì, via, ma va, ma chi ce lo fa fare, magari arrivano i soldi dalla Calabria, perché poi ci sta pure questo scenario di fondo’. A cosa si riferisce il Sindaco De Augustinis quando parla di questo ‘scenario di fondo’ e dei ‘soldi che potrebbero arrivare dalla Calabria’? Chi è stato tra i consiglieri comunali a suggerirgli di ‘lasciar perdere’ in vista della possibilità dell’arrivo di questi soldi? Non c’è dubbio che vada fatta in fretta chiarezza: l’Umbria in questi anni di declino economico è diventata sempre di più terra di infiltrazione mafiose. Se qualcuno nel centro-destra sa qualcosa non può tacere o esserne complice. Il Sindaco e chi ne ha parlato con lui parlino chiaro, all’opinione pubblica e se necessario anche alla magistratura” conclude Fratoianni. Un aspetto che non dovrebbe esser difficile da assolvere da parte di De Augustinis, il quale anche recentemente aveva fatto riferimento a infiltrazioni mafiose in città, che oltre a rivestire la carica di Sindaco è anche magistrato della Suprema corte di Cassazione.

On. Nevi confida nella Regione

Sul tema interviene anche l’onorevole Raffaele Nevi (FI): “Seguo la situazione Covid in Umbria, anche nella mia veste di Deputato eletto nel collegio di Terni, Orvieto, Spoleto, Todi. Certamente il sistema sanitario è sotto stress ma la situazione è sotto controllo. È chiaro che nei prossimi giorni potrebbe essere ancora più critica e quindi tutti dobbiamo capirla e dobbiamo farcene carico senza personalismi, egoismi o campanilismi. Stiamo tutti lavorando per fare in modo che la rete ospedaliera sia finalmente considerata una cosa organica e non fatta di mondi separati. Certamente a causa del Covid non possiamo chiudere interi reparti fondamentali per la cura delle altre patologie e questo vale per gli ospedali di tutta la regione. Ecco perché sono sicuro che la Regione troverà il modo nelle prossime ore di riconsiderare la chiusura del pronto soccorso a Spoleto. Una Città così importante per la Regione non può stare senza un presidio di soccorso seppure in via straordinaria e per un tempo che speriamo sia il più breve possibile. So che la Giunta sta già lavorando in questa direzione”.

CISL chiede di mantenere il PS

La Cisl non critica la scelta dell’ospedale di Spoleto ma quella di chiudere il Pronto soccorso: “Il Covid-19 si sta nuovamente diffondendo anche in Umbria, dove il settore della sanità regionale si trova a combattere un’emergenza che non è fronteggiata da un’adeguato organico anche a causa della carente programmazione preventiva. Riguardo alla decisione che è stata assunta – a nostro avviso in maniera unilaterale e affrettata – della temporanea chiusura del pronto soccorso dell’ospedale di Spoleto, la Cisl Umbria ritiene che tale scelta vada a penalizzare fortemente un territorio che raccoglie tutto il bacino della Valnerina che di per sè già sta pagando lo scotto di un depotenziamento dei servizi legato all’evento sismico del 2016. Come Cisl non stiamo criticando la scelta di individuare l’ospedale in questione come una struttura dedicata al Covid-19, ma chiediamo che il plesso ospedaliero anche durante il periodo della pandemia mantenga attivo il pronto soccorso e non solo un “Punto di Primo intervento”. Chiediamo alla Regione Umbria di confrontarci per rivedere questa decisione che penalizza fortemente la popolazione di quel territorio ed inoltre garantisca in modo inequivoco, alla fine dell’ emergenza, almeno il ripristino delle prestazione erogate in precedenza nel presidio ospedaliero. Siamo convinti che il modello giusto da perseguire sia quello di una sanità fortemente legata al territorio e alle esigenze della propria popolazione, dando risposte tempestive.

Il M5S “Assurdo e scellerato”

Parla di “regolamento di conti” il consigliere regionale M5S Thomas de Luca. “Il Pronto Soccorso di Spoleto chiude per la decisione di trasformare il nosocomio in ospedale Covid fino al 31 gennaio. È inqualificabile che qualcuno possa pensare di cogliere l’occasione dell’emergenza per un regolamento di conti con il sindaco De Augustinis. È intollerabile che qualcuno possa solo immaginare di smantellare questo presidio ospedaliero cavalcando la pandemia: È assurdo e scellerato pensare di affrontare l’emergenza Covid smettendo di curare le persone per tutto il resto. L’ordinanza della Regione ordina la chiusura del Pronto Soccorso, del Punto nascita, Pediatria, Chirurgia, Ortopedia, Urologia, Ginecologia, Cardiologia, Oculistica e tutti gli altri reparti, mentre restano aperti esclusivamente Dialisi, Radioterapia e Oncologia. La situazione è critica – prosegue – bisogna fare dei sacrifici, è vero. Chi lo dice però è sempre chi non ha nulla da rischiare. Chi parla dall’alto del suo scranno non vive in Valnerina e non sa cosa significa essere sprovvisti di copertura territoriale del 118 in orario notturno. Non sa cosa significa veder sensibilmente ridotte le proprie aspettative di vita di fronte a una patologia tempo-dipendente”.

La sinistra “Continuare la mobilitazione”

Critica anche Casa Rossa e UsbE’ una decisione scandalosa che si abbatte sull’unico ospedale operante nel cratere del terremoto. Le conseguenze saranno pesanti per tutta la popolazione e per i lavoratori della struttura sanitaria, costringendo chi avrà bisogno di visite o ricoveri a spostarsi su altri ospedali, nel nostro caso distanti più di 30 chilometri, per i malati, per i loro parenti, per chi lavora e anche per i costi, una bella mazzata. Infermieri e medici saranno obbligati a trasferirsi o a riconvertirsi. Tutta la società regionale si deve fare carico dell’emergenza sanitaria e ogni ospedale deve avere il suo reparto covid, scaricare il problema su un territorio in difficoltà darà più consensi di quelli che si perdono ma è inaccettabile socialmente e in più fa crescere le differenze economiche e sociali già oggi assai evidenti. Bisogna continuare la mobilitazione e far rimangiare alla giunta nero padana il provvedimento preso contro la nostra citta’.

Esposto alla Procura

Intanto è partita l’iniziativa di una ex docente e candidata nella lista di Laboratorio (quella del Sindaco), Miriam Carletti, che sta raccogliendo in piazza Garibaldi firme per un esposto da presentare alla Procura di Spoleto.

L’ufficio del Pm viene invitato “ad avviare tutte le iniziative di competenza perché i fatti non siano portati ad ulteriori conseguenze ed i responsabili siano adeguatamente puniti”.

Il documento ha già raccolto 150 firme e a quanto riferisce la professoressa Carletti verrà depositata in Procura lunedì prossimo

Articolo in aggiornamento

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