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Ospedale covid Spoleto, De Augustinis attacca la Governatrice | Spunta mozione, maggioranza non c’è più

Sara Cipriani

Ospedale covid Spoleto, De Augustinis attacca la Governatrice | Spunta mozione, maggioranza non c’è più

Mer, 21/10/2020 - 22:36

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Ospedale covid Spoleto, De Augustinis attacca la Governatrice | Spunta mozione, maggioranza non c’è più

Il sindaco di Spoleto attacca frontalmente la governatrice Tesei con un comunicato stampa che non ha precedenti nella storia delle istituzioni umbre

Sono ore al veleno quelle vissute a Spoleto con il sindaco De Augustinis che – dopo l’annuncio dell’ordinanza regionale che prevede che l’ospedale di Spoleto predisponga fino a 70 posti letto per gli affetti da coronavirus – attacca frontalmente la governatrice Tesei con un comunicato stampa che non ha precedenti nella storia delle istituzioni umbre.

E sul quale in prima serata è arrivata la nota dell’intero gruppo dei parlamentari della Lega umbra in difesa della presidente. Un messaggio che equivale ad una messa in mora della giunta spoletina. Che nel frattempo registra ancora una volta di non avere più la maggioranza in consiglio comunale, dal momento che, mentre la giunta e alcuni capigruppo firmavamo un documento sostanzialmente di protesta contro palazzo Donini, altrettanti consiglieri (10) ne stilavano un altro più propositivo sotto forma di mozione che verrà presentata domani pomeriggio nell’atteso Consiglio comunale.

Ricostruire la giornata non è semplice, tanti sono stati appunto i colpi di scena e le prese di posizione giunte alle redazioni praticamente fino a pochi minuti fa.

Certo l’immagine della città non ne esce nel migliore dei modi, anzi. Dimostrando ancora una volta l’incapacità della politica di trovare un punto di caduta comune, specie in una situazione grave qual è quella creata dalla pandemia in tutta la nazione.

La mancata comunicazione

C’è da dire, e su questo il sindaco ha perfettamente ragione, che la Regione, sicuramente l’assessore Coletto, ha mancato nei confronti dello stesso e della città nel non informare preventivamente della decisione presa dal Comitato tecnico scientifico. Anche se è pur vero che decisioni come quelle prese in queste ore avrebbero sollevato malumori e proteste ovunque. Come a Città di Castello che continuerà ad ospitare 30 posti letto covid, come Perugia e Terni (dove la situazione è al limite), come Foligno dove il sindaco Zuccarini ha tentato di avere un nosocomio covid free ma senza successo, per finire con Pantalla che di malati da coronavirus ne ospiterà 30.

Restano, per il momento, free solo quelli di Branca e Orvieto, a dimostrazione che la situazione, già di per sé seria, preoccupa gli amministratori regionali per una eventuale impennata dei ricoveri.

Spoleto contraria all’Ospedale covid

Così, dopo il sit-in di domenica mattina, al consiglio comunale è stato sottoposto un documento che in diversi non hanno condiviso sia perché privo di contenuti propositivi, sia perché, a detta del presidente Cretoni, fino a martedì pomeriggio lo stesso “non era emendabile”.

Stamattina nuovo riunione della capigruppo che ha approvato un documento (CLICCA QUI) sostanzialmente uguale a quello precedente anche se in chiusura ora si chiede “che la Regione: a) assicuri anche in questo momento di emergenza il continuo e proficuo confronto con l’Amministrazione comunale al quale si è ispirata sin dall’inizio della legislatura; b) valuti la ripartizione del peso in termini di personale, mezzi, posti letto tra tutte le strutture sanitarie del territorio umbro secondo le rispettive caratteristiche, così da garantire una corretta gestione dell’emergenza e al contempo assicurare un livello minimo dei servizi per i cittadini in tutti i territori; c) si adoperi con sollecitudine per potenziare ed efficientare i reparti sanitari presenti, con particolare riferimento a quelli in maggiore sofferenza di mezzi e personale”.

I firmatari esprimono infine “il proprio, totale e fermo dissenso in merito alla possibilità di trasformare l’ospedale di Spoleto in struttura interamente COVID, riservando il ricorso a tutte le iniziative a tutela del territorio e della salute della Città di Spoleto”.

A firmare il documento il sindaco, tutti i componenti della giunta, il presidente del consiglio Cretoni e i capigruppo di Laboratorio (Mario Mancini), Forza Italia (Filippo Ugolini), Lega (David Militoni), Partito democratico (Stefano Lisci), Ora Spoleto (Luigina Renzi) e Spoleto Popolare (Maria Elena Bececco).

Scritta così, sembrava che quasi tutto il consiglio comunale – con l’eccezione di Alleanza civica e Fratelli d’Italia – fosse d’accordo con la linea del primo cittadino. Solo più tardi si scoprirà che molti dei capigruppo hanno firmato praticamente in disaccordo con molti dei propri consiglieri. Ma proseguiamo con ordine.

Sono le 14,21 quando l’ufficio stampa comunale dirama il documento, nell’estremo tentativo di farlo arrivare ai piani alti di palazzo Donini dove, un’ora più tardi è attesa la conferenza stampa della Tesei, di Coletto e del D.G. Dario.

Ospedale fino a 70 posti covid

La Tesei ha quindi aperto i lavori confermando la decisione avanzata dal Cts di trasformare una parte dell’ospedale di Spoleto in nosocomio covid capace di ospitare fino a 70 posti letto.

Per tutto l’intervento la governatrice ha tenuto un tono di voce fermo ma conciliante, assicurando che a fine emergenza tutti gli ospedali torneranno ad espletare i servizi già presenti ante pandemia. Anzi, proprio per Spoleto ha speso qualche parola in più nel confermare la volontà di potenziare alcuni dei servizi già presenti.

L’Ordinanza, a quanto ha potuto apprendere Tuttoggi, verrà siglata domattina (giovedì 22 ottobre) e chi ha avuto modo di leggerla assicura che l’impegno della presidente è stato messo nero su bianco.

Lo strappo del Sindaco “città oltraggiata”

Indubbiamente, le rassicurazioni non hanno rasserenato il municipio della città del festival che alle 17.58 ha diramato una nota durissima con cui il sindaco De Augustinis arriva allo scontro aperto con la presidente Tesei.

Una situazione mai registrata, neanche ai tempi in cui il sindaco Brunini faceva la voce grossa con la governatrice Maria Rita Lorenzetti.

Leggiamo la nota: “Quello di oggi è un gravissimo oltraggio alla città di Spoleto, alle sue istituzioni e ai suoi cittadini. Non una riga dell’ordinanza, annunciata e illustrata in conferenza stampa dalla Presidente Donatella Tesei, è stata oggetto di confronto con l’amministrazione comunale” scrive De Augustinis che evidenzia come Spoleto registrerà il mantenimento dei soli servizi di oncologia, radioterapia e dialisi.

Continua il sindaco: “Le informazioni le abbiamo apprese, come tutti, nel corso dell’incontro con i giornalisti: non c’è stata nemmeno la cortesia istituzionale di condividere i contenuti prima di renderli pubblici, di discuterli, di considerare le necessità di un territorio che ha sempre collaborato attivamente e con grande senso di responsabilità con i vertici regionali. Tutto questo è avvenuto nonostante le ragioni manifestate, i fortissimi dubbi espressi, la richiesta di non riorganizzare la rete ospedaliera regionale azzerando i servizi sanitari del nostro nosocomio. Niente di tutto questo è stato preso in considerazione: l’emergenza sanitaria è stata utilizzata in una chiave inaccettabile, nel metodo e nella sostanza, mortificando le ragioni di una città intera”.

Poi l’affondo: “Ritengo inaccettabile il comportamento della Presidente Tesei, della giunta regionale e dello staff sanitario. Mai avrei immaginato di dovermi esprimere in questi termini e mai avrei pensato di dovermi confrontare con una situazione del genere, soprattutto in un momento così delicato per tutti. Arrivati a questo punto faremo quanto è in nostro potere per evitare che la nostra comunità subisca le conseguenze di scelte così miopi e dannose”.

Che equivale a dire che il Comune è già pronto ad impugnare l’ordinanza davanti al Tar.

Lega, “Sindaco smentito dai fatti”

La reazione del sindaco vede scendere in campo i vertici della Lega stretti intorno alla Presidente. Non passa un’ora che arriva la nota firmata da tutti i parlamentari dell’Umbria, a cominciare dal senatore Stefano Lucidi fino a oggi convinto seguace della linea di De Augustinis, Virginio Caparvi, Riccardo Augusto Marchetti, Valeria Alessandrini, Barbara Saltamartini, Luca Briziarelli e Simone Pillon. “È un momento assolutamente difficile per il paese e per l’Umbria vista la recrudescenza del covid e i numeri che si prospettano in un orizzonte non troppo lontano. Alla luce di questo, riteniamo giusta la decisione della Giunta Regionale di predisporre tutti gli ospedali umbri per rispondere prontamente al verificarsi di nuovi casi. Ciò anche per permettere alle due aziende ospedaliere di Perugia e Terni di assicurare comunque la gestione delle emergenze e le acuzie provenienti dall’intero territorio regionale. Siamo soddisfatti dell’impegno preso dalla presidente Tesei nel dire che nessun ospedale verrà smantellato e che, non appena ci saremo lasciati l’emergenza alle spalle, speriamo nel più breve tempo possibile, continuerà nel compito di portare avanti la riprogettazione della sanità umbra dopo le politiche sbagliate e autoreferenziali della sinistra negli anni precedenti”.

Poi il richiamo alla vicenda spoletina: “Chi vorrebbe speculare politicamente in un momento così difficile, che non riguarda una sola regione o una sola fazione politica, ma riguarda l’intera nazione e ognuno di noi, paventando chiusure e smantellamenti, verrà smentito dai fatti. Superata l’emergenza, la giunta Tesei darà risposte concrete e riorganizzerà in maniera efficiente i servizi sanitari come promesso. Non è il caso di dividerci in contrade, ma di guardare il sistema sanitario regionale come un sistema integrato, chiamato a rispondere in maniera organica a una emergenza che nessuno ha chiesto di dover affrontare. In questo momento, oltre ad invitare i cittadini a prestare massima attenzione alle regole di base, rivolgiamo un sentito ringraziamento a tutti coloro che dentro e fuori gli ospedali, sono in prima linea per combattere il virus”.

Al City Forum “2 assessori pronti ad uscire dalla Lega”

Poco prima delle 20 un video postato su Facebook svela l’incontro tenuto dal sindaco con il City Forum.

Per De Augustinis è l’occasione di un nuovo attacco. “Questa non è politica” dice “ questi sono gli interessi essenziali della città, tanto è vero che mi ritrovo insieme con il pd, con la lega, con laboratorio, con tutti quanti. Tranne quelli che hanno ragioni diverse. Il comune di Spoleto nella persona del sindaco impugna l’ordinanza, questo lo faccio subito”.

Poi una frase che rischia di creare una nuova ferita nei già precari rapporti con il parlamento cittadino: “Dopodiché passo in consiglio comunale dirò che ci è stato dato uno schiaffo a tutti, quelli mi dicono ma sì, via, ma va, ma chi ce lo fa fare, magari arrivano i soldi dalla Calabria”. A cosa si riferisca con soldi provenienti dalla Calabria non è chiaro. Ma ormai il sindaco è un fiume in piena. E questo ultimo passaggio rischia di accendere ancora una volta gli animi dei consiglieri, il cui ruolo viene nuovamente bistrattato.

LO SPOLETO CITY FORUM INCONTRA IL SINDACOArgomento: Ospedale di Spoleto.

Publiée par Moreno Carlini sur Mercredi 21 octobre 2020

Ripeto che non è una battaglia politica, è essenziale, se suo nipote nasce a Foligno perché costretto” dice a Sergio Grifoni “non è una questione politica ma di rispetto della città; dopodomani vi toglieranno il Festival e lo sposteranno ad Assisi noi diremo ma sì, via, magari lo riporteranno tra 3-4 anni. Io regolarmente quando vado a Roma sono solo, perché anche li mi trovo chi mi remano contro. Un esempio, vado al demanio per sbloccare Piazza d’Armi e c’è chi ha già telefonato per dire di non darci l’area”.

E’ la volta di Grifoni: “Noi auspichiamo che il consiglio comunale ottenga un impegno formale per il prossimo, imminente futuro”.

E il sindaco: “a me non basta, io voglio di più, ci devono dire quanto costa questa operazione e ci assicurano la spesa. Se è così si può ragionare. Per come ci hanno fregato adesso, ci possono fregare a febbraio. Come posso fidarmi che a febbraio, marzo, ci restituiranno l’ospedale e in che condizioni. Vi ho detto qui in anteprima quello che dirò domani in consiglio comunale”. Poi la chiosa che getta nuovi problemi in casa della Lega: “L’esecutivo sarà tutto con me e con voi, compresi i due assessori della Lega (Flavoni e Zengoni, n.d.r.) che sono pronti a lasciare la Lega pur di stare con la città”.

I presenti cercano di imbastire una strategia per domani pomeriggio, magari per seguire i lavori del consiglio; è a questo punto che un giornalista locale fedelissimo del deaugustinispensiero propone una non meglio compresa “strategia da forche caudine’.

Il sondaggio popolare

sondaggio facebook

Intanto il consigliere leghista filogovernativo Giampaolo Fagotto Fiorentini è ricorso a un sondaggio su Facebook dall’esito piuttosto scontato: c’è da scegliere per l’ospedale “no covid”, “reparto covid” “covid”. In 5 h ha conquistato 140 preferenze il “no covid”, mentre 41 voti il “reparto covid” e solo 6 voti il “covid”. Che è un po’ come chiedere se ci piacerebbe vincere una Ferrari, un orologio al quarzo o un panino alla mortadella.

La mozione che spacca la maggioranza

In serata arriva un’altra notizia destinata a sconquassare il palazzo: 10 consiglieri comunali hanno firmato una mozione sull’ospedale, già depositata in comune, con alcune proposte concrete da portare all’attenzione della governatrice. Un documento non ancora reso noto ma che dimostra come quello firmato nel pomeriggio dai capigruppo non era stato quanto meno condiviso con i gruppi consiliari.

Alle tre firme dei consiglieri di Fd’I (Di Cintio, Polinori, Santirosi) si aggiungono quelle di Marina Morelli (Forza Italia) con buona pace di Ugolini, di Ilaria Frascarelli (Spoleto popolare) con buona pace della Bececco, dei consiglieri di Alleanza civica Gianmarco Profili e Roberto Settimi e di tre leghisti, nell’ordine il commissario Riccardo Fedeli, il vice presidente del consiglio Stefano Proietti e il consigliere Cesare Loretoni.

L’atto avrebbe trovato l’apprezzamento anche di esponenti del partito democratico che non si riconoscono in quello firmato dal capogruppo.

Riflettori accesi domani per seguire la diretta streaming di un consiglio comunale che si annuncia già infuocato. Con il partito di maggioranza relativa, la Lega, ormai letteralmente spaccato.

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