Orari negozi, Confcommercio Umbria: permesso ad aprire sempre solo se realmente giustificato - Tuttoggi

Orari negozi, Confcommercio Umbria: permesso ad aprire sempre solo se realmente giustificato

Redazione

Orari negozi, Confcommercio Umbria: permesso ad aprire sempre solo se realmente giustificato

Mer, 27/07/2011 - 12:41

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Orari negozi, Confcommercio Umbria: permesso ad aprire sempre solo se realmente giustificato

La Confcommercio dell’Umbria interviene nel dibattito originato da quanto stabilito dal decreto per la stabilizzazione della finanza pubblica, che ha introdotto disposizioni “sperimentali” in materia di liberalizzazione delle aperture e degli orari di vendita degli esercizi commerciali nei comuni turistici e nelle città d’arte, consentendo l’apertura sempre, compresi superfestivi, e senza il limite massimo delle 13 ore. E lo fa invocando una soluzione equilibrata, frutto del confronto tra le parti in causa, e il rispetto delle competenze attribuite in materia alle Regioni.

“Se da un lato condividiamo – spiega il presidente di Confcommercio Umbria Aldo Amoni – l’opportunità di favorire al massimo in certe aree le aperture, sia in termini di giorni che di orari – in Umbria pensiamo ad esempio a città come Norcia, o Assisi, in cui per le imprese è essenziale tenere aperto anche a Natale e Pasqua, o in orari più ampi dei consueti, per dare un adeguato servizio ai turisti e garantire una sufficiente redditività alle imprese, che per lo più sono a carattere familiare e non hanno dipendenti – dall’altro però riteniamo che questa possibilità debba essere consentita soltanto laddove ce ne sia davvero la necessità. Inoltre l’art. 35 del decreto per la stabilizzazione fa riferimento – nel prevedere la liberalizzazione di orari e aperture – ad una classificazione, quella appunto di città d’arte e comuni turistici, che non solo in Umbria, come in tante altre regioni, non esiste, ma di cui non sono stabiliti neppure i criteri, e dunque è suscettibile di forzature e abusi”.

Molto più puntuale e rispondente alle effettive esigenze che la liberalizzazione intende soddisfare – secondo la Confcommercio dell’Umbria – è l’attuale classificazione adottata dalla Regione Umbria, che stabilisce la possibilità di deroga alle aperture per i centri storici/acropoli, per la aree a vocazione turistica e i borghi. “E’ dunque a livello di competenza regionale – spiega ancora Amoni – che la questione va ricondotta, e in questa sede va attivato un tavolo di confronto in cui valutare l’opportunità di una piena liberalizzazione di aperture e orari in quelle realtà in cui fosse effettivamente motivata da esigenze di servizio alla clientela e di forte vocazione turistica del territorio”.

Confcommercio dell’Umbria pone peraltro un’altra questione che ritiene prioritaria: “Dissentiamo completamente – spiega Amoni – da chi ritiene che la liberalizzazione degli orari e dei giorni di apertura per gli esercizi commerciali porterà automaticamente ad un incremento dei consumi e dell'occupazione: perché questo accada bisogna incidere sulla domanda, realizzare azioni per la promo-commercializzazione del territorio, rilanciare i flussi turistici. Non dobbiamo dimenticare che l’Umbria è una regione nella quale, a fronte di valori di reddito e consumi che ci collocano in una posizione meno che intermedia rispetto al resto d’Italia, c’è una densità commerciale – cioè un rapporto tra punti vendita e popolazione residente – pari a 1.318 esercizi ogni 100mila abitanti, superiore alla media del Centro e a quella nazionale. Quindi il vero problema non quello della liberalizzazione, ma di un aumento del potere d’acquisto e della capacità di attrazione commerciale e turistica dei nostri territori. Altrimenti avremo negozi aperti a tutte le ore, ma vuoti”.

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