Omicidio Ovidio, Proloco Pietrafitta presenta esposto: "non l'hanno protetto" - Tuttoggi

Omicidio Ovidio, Proloco Pietrafitta presenta esposto: “non l’hanno protetto”

Sara Minciaroni

Omicidio Ovidio, Proloco Pietrafitta presenta esposto: “non l’hanno protetto”

All'indomani della sentenza di appello che ha confermato la condanna a trent'anni di Pietro Cesarini si aprono nuovi scenari
Ven, 15/05/2015 - 17:13

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Riceviamo e pubblichiamo la nota della Proloco Interpass di Pietrafitta che arriva a poche ore dal processo di appello a carico di Pietro Cesarini per l’omicidio di Ovidio Stamulis.

(*) Paradossale che quella mattina, al termine di un’udienza concitata durante la quale Ovidio verosimilmente fece ulteriori ed estreme rivelazioni, come testimoniano i suoi ultimi sms, pur essendo stata confermata l’origine del problema, ovvero la convivenza con Cesarini, il ragazzo sia tornato a casa proprio con Cesarini. Da soli. In sintesi quella mattina, il sistema di tutela si è allentato. E se quel sistema non ha funzionato correttamente significa che ogni futuro Ovidio, potrebbe trovarsi nelle stesse condizioni. E questo non deve non deve e non può più accadere. Aldilà della posizione processuale del Cesarini, sulla vicenda di Ovidio Stamulis viene tuttavia avanzata l’esigenza di un approfondimento di alcune circostanze collegate al tragico epilogo di quel 5 ottobre 2012. La Proloco Interpas di Pietrafitta è promotrice di un Esposto, già presentato alle Procure di Perugia e Terni con il quale si chiede di riaprire la valutazione su un delitto finito con una sentenza troppo scontata. Sentenza che non ha risposto agli interrogativi circa la bontà e l’efficacia di quel “Sistema” che avrebbe potuto e dovuto proteggere Ovidio. La difficile convivenza del ragazzo con il patrigno era nota, tanto da attivare ripetutamente l’intervento delle Forze dell’ordine per sedare le liti ed il coinvolgimento dei Servizi Sociali, ordinari e specialistici. Le tensioni avevano indotto il Tribunale dei Minori a disporre l’allontanamento del ragazzo e del fratello dalla famiglia, evidentemente inidonea alla crescita dei ragazzi. Un provvedimento rapido, grave e risolutivo, ma distonico rispetto all’apparente leggerezza che ha caratterizzato l’operato del Sistema intorno al ragazzo poiché, nonostante la rapidità e l’efficacia potenziale del disposto, nessun “cordone” di protezione è stato posto intorno ad Ovidio. Né prima, né il giorno del delitto.

La comunità di Pietrafitta non ha archiviato il ricordo ed i valori di Ovidio. A breve sarà presentata al Prefetto la richiesta di intitolare ad Ovidio l’area verde del paese, dotata di Parco di Anfiteatro nel quale Ovidio ha recitato, chiedendo di poter abbreviare i limiti temporali di ammissione della richiesta che l’iter normalmente prevede.

*Proloco Interpass di Pietrafitta

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