Nomine "belle" a Spoleto, un Verini per uno non fa male a nessuno | La curiosa storia di un "figlio di..." - Tuttoggi.info

Nomine “belle” a Spoleto, un Verini per uno non fa male a nessuno | La curiosa storia di un “figlio di…”

Carlo Vantaggioli

Nomine “belle” a Spoleto, un Verini per uno non fa male a nessuno | La curiosa storia di un “figlio di…”

Lun, 27/03/2023 - 10:30

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Brindisi a profusione per la nomina tanto attesa di Saverio Verini a Coordinatore Unico dei Musei di Spoleto e Direttore di Palazzo Collicola

Ci sarà tempo per capire se ci troviamo difronte ad un caso di dinastia imperiale, con applicazione di legge Salica e Ius Primae Noctis, oppure no! Ma nel frattempo, nel dubbio, si imbadiscano le tavole e si porti il vino buono per la nomina tanto attesa e anche un po’ telefonata di Saverio Verini a Coordinatore Unico dei Musei di Spoleto e Direttore di Palazzo Collicola in sostituzione di Marco Tonelli.

Attendesi comunicazione ufficiale nel frattempo.

I natali di Tonelli e gli altri…

Di chi sia “figlio” Tonelli nessuno lo sa, tranne il diretto interessato. Una discreta opera ostetrica per il Tonelli fu messa in atto dall’ex-sindaco de Augustinis e dalla ex- assessoressa Ada Urbani. Ma dal momento effettivo della sua nomina, a onor del vero, Tonelli, per non infastidire nessuno, ha sempre mantenuto un profilo operativo poco appariscente, quasi artico. Un freschetto lontanissimo dai frizzi e lazzi del “Signore degli anelli” noto ai più come Gianluca Marziani, grande estimatore di calze da uomo colorate e possibilmente a righe e appunto predecessore del Tonelli.

Tuttavia niente di paragonabile con l’eruzione vulcanica che sta invece suscitando in città la discendenza in linea di sangue del direttorissimo Saverio Verini Jr.

Saverio Verini è infatti discendente, per legge Salica, del plenipotenziario PD dell’Umbria, Walter Verini. Una certezza che demolisce il celebre brocardo latino, Mater semper certa, Pater nunquamLa madre è sempre certa, il padre mai. Qui, se c’è una certezza granitica, è che babbo Verini è proprio il potente uomo dei democratici che è attualmente al fianco della neosegretaria nazionale del partito Elly Schlein, proprio mentre tanti altri hanno già le valige in mano.

Il pregiudizio sui “figli di…”

Detto ciò siamo i primi a combattere strenuamente – avendone vissuto sulla propria pelle gli effetti – contro il nefasto assioma per cui i “figli di…” non debbano avere ruoli anche di grande prestigio, se sono persone capaci e con curriculum nutriti e lampanti. Sarebbe un errore mortale per una società che si dice matura quello di far pagare ai “figli di… ” colpe genitoriali o semplici parentele poco consone.

Babbo Walter

Ma è altrettanto corretto, da osservatori quotidiani, ricordare e non fare finta di non sapere che Saverio Verini è figlio di Walter Verini. Babbo giornalista e fine comunicatore, autore di celebri colpi di genio con cui a volte è finito alla ribalta nazionale o locale.

Il primo, risalente al 2014, ai tempi della nomina di Perugia a Capitale della Cultura 2019, quando l’ineffabile Walter ebbe a definire una sconfitta con tanto di “zero” preferenze, come segue “Abbiamo perso, ma non siamo stati sconfitti”, che tradotto in volgare sarebbe, “ce ne hanno date tante ma gliene abbiamo dette…”!

Il tutto condito poi da un impagabile ringraziamento per la “bella e importante corsa” appena conclusa. La mente corre subito al famoso nonsense tanto in voga ai tempi del liceo, quello de “La lunga corsa del cavallo morto”.

Perugia2019 “zero tituli” / Per andare dove dobbiamo andare per Matera?

E per la serie “largo all’avanguardia”, non può mancare lo scandalone della famosa difesa d’ufficio della Sanità umbra nella Regione a trazione Marini Catiuscia, allorquando in una trasmissione televisiva mattutina del 2019, babbo Walter leader maximo della comunicazione della ditta, si lasciò sfuggire la seguente: L’Umbria non è Casal di Principe, l’Umbria è civiltà“.

Apriti cielo, perchè il sindaco della citata città a paragone si incacchiò di molto chiedendo una immediata rettifica. Aggiustamento di tiro fatto subito ma come sempre con la regola che la pezza è peggio del buco. Sostenne Verini infatti, L’Umbria non è come la Casal di Principe del passato, ai tempi dei casalesi. Quella Casal di Principe che il sindaco Renato Natale ha contribuito a bonificare e risanare guidando la città con trasparenza e passione civile.

E il sindaco Natale per nulla ammansito replicò rapidamente, “A Casal di Principe del passato c’era chi lottava contro i criminali, ci sono ben 4 medaglie d’oro al valore civile. Non si tratta di parlare bene di me, ma di non parlare male della mia città”. Casal di Principe- Babbo Walter, 2-0 e palla al centro.

L’etica nella scelta del “migliore”

In tutto questo assume una certa dimensione neoimpressionista – e anche un po’ impressionante – proprio la dinamica della scelta a Spoleto di Verini Jr.

Sulla modalità e sulla Commissione giudicatrice dei curricula giunti a Palazzo Collicola si erano appuntati nei giorni scorsi, gli strali e le attenzione della Lega Spoleto, allorchè si era avuta certezza di qualche nome dei membri della stessa.

La dialettica politica ovviamente la lasciamo a chi ama usare ed abusare dei ferri del mestiere, ma ci teniamo larghi e con i piedi ben piantati su i fatti, come sempre.

Ed è un fatto che il primo nome della Commissione giudicatrice è proprio quello del Presidentre designato, Luca Gammaitoni, direttore del Noise in Physical System Laboratory del Dipartimento Fisica e Geologia, Università di Perugia. A cui segue il membro Luca Lo Pinto, direttore del MACRO di Roma e, infine, Rosaria Mencarelli, Soprintendente dell’Abruzzo.

Già uno che passa distrattamente da qui, sul Gammaitoni presidente, qualche domandina se la fa, perchè un fisico, studioso sopraffino del Rumore, chiamato a scegliere un Direttore – coordinatore di musei di arte contemporanea e non, sembra quasi voler mettere subliminalmente in guardia i visitatori dal possibile rumore che l’arte produce nel panorama contemporaneo e nei luoghi di esposizione a Spoleto. E di sicuro non “tanto rumore per nulla” ma un vero e proprio casino sensoriale, che nella città del Festival non è manco una gran novità.

A rompere poi i timpani ci si mette pure la recente candidatura politica del Gammaitoni, alla corsa per le amministrative regionali 2019, con un partito a voi noto: il Partito Democratico.

Qualcuno dirà sicuramente, “Ma Gammaitoni non è mica della corrente di Verini…”. Ecco appunto, la corrente, quella elettrica, serve per accendere la luce anche nei cervelli oscurati.

Ma se si pensa che la faccenda è una simpatica causalità, basta poi arrivare al secondo nome della Commissione, ovvero il direttore del MACRO, Luca Lo Pinto, nominato tale nel 2019 e quasi subito intervistato per più di un ora da un giovane virgulto dell’arte: tale Saverio, “il figlio di…” Verini, di babbo Walter.

Chi ha visionato con attenzione il curriculum di Saverio Verini si è accorto che Jr. è stato peraltro anche a servizio nello staff dello stesso MACRO dal 2011 al 2012. Insomma per 2/3 una sorta di riunione di famiglia più che una Commissione giudicatrice.

Al momento senza molti contatti familiari la soprintendente Mencarelli – che comunque è una vecchia conoscenza spoletina tra Museo del Ducato, Rocca Albornoziana e Soprintendenza dell’Umbria – tra l’allegra brigata, l’unico tecnico certificato a dire qualcosa in ambito di coordinamento museale.

Tanta voglia di… Partito Comunista

Qui la faccenda si fa spinosa, in qualche modo. In un mondo bipolare, nel senso della patologia psichiatrica, nessuno si farebbe venire dei dubbi circa la scelta per il valore del Saverio Jr nostro. Il suo Curriculum parla chiaro. Un panino ripieno di squisitezze, che senza dubbio lo hanno messo al di sopra di tutti gli altri partecipanti, a parità di condizioni di partecipazione, sia inteso. Magari sarebbe molto elegante, da parte di chi può e dovrebbe, far conoscere al popolaccio sovrano, gli altri partecipanti alla competizione e magari anche brevemente, rendere noto qualche cenno sulla consistenza delle loro esperienze.

Ed anche certi che in questo lato del bipolo sia tutto a posto, un dubbio amletico dovrebbe attanagliare chi è coinvolto a vario titolo nella competizione direttoriale-museale: è eticamente corretto in presenza di possibili conflitti di interessi dar luogo al proprio compito senza colpo ferire? O sarebbe meglio dichiarare che si è incompatibili con l’incarico di valutare un candidato, magari più di uno, e rinunciare alla nomina di membro di Commissione?

A chi dovrebbe venire un tale scrupolo se non a chi dice di aver sempre lottato contro il conflitto di interesse negli ultimi 30 anni di storia politica, almeno a parole?

Fatecelo dire, ma così facendo, al popolaccio ingrato, fate solo venire una gran voglia di Partito Comunista, quello di Gramsci, Togliatti, Berlinguer, ma anche dei cerberi Longo, Macaluso, Natta, Ingrao, Pajetta.

Politici che, con molta buona probabilità, non avrebbero mai acconsentito che un familiare partecipasse a qualche selezione su base discrezionale, senza concorso, proprio nella regione in cui si viene eletti e con una commissione fatta di buoni amici o semplici conoscenti.

E’ ovviamente su questioncelle come queste che sbocciano fiori rosa, fiori di pesco a profusione da parte di quei soggetti politici alternativi che le nomine e i conflitti di interesse li praticano senza vergogna alcuna.

Chissà se ce la potevamo risparmiare una frescaccia del genere?

Curriculum (trovato in rete) di Saverio Verini

Saverio Verini è nato a Città di Castello nel 1985. Laureato in Storia dell’Arte Contemporanea alla Sapienza, nel 2011-2012 è nello staff del MACRO di Roma. Dal 2013 al 2015 è assistente curatore presso la Fondazione Ermanno Casoli, nelle Marche. Dal febbraio 2017 si occupa del coordinamento mostre della Fondazione Memmo di Roma. Ha all’attivo collaborazioni con istituzioni culturali quali: Accademia di Francia a Roma – Villa Medici, Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, American Academy in Rome, FOTOGRAFIA – Festival Internazionale di Roma, Fondazione Pastificio Cerere. Dal 2011 al 2016 è curatore della sezione arti visive di Kilowatt Festival, a Sansepolcro. È tra i fondatori del collettivo di curatori Sguardo Contemporaneo e dell’associazione Il Fondino, con i quali ha organizzato numerose iniziative culturali caratterizzate da una forte attitudine partecipativa. Collabora con la rivista Artribune e scrive regolarmente testi critici in occasione di mostre personali e collettive presso gallerie private e altri spazi espositivi. Tra i progetti più recenti si segnala la mostra Stop and Go. L’arte delle gif animate e Una sola moltitudine, doppia personale degli artisti Filippo Berta e Calixto Ramírez, entrambe curate per smART – polo per l’arte, a Roma, il progetto espositivo Straperetana, in collaborazione con la galleria Monitor, e la creazione della piattaforma Art Sweet Art, dedicata a residenze per artisti in contesti domestici.

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