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Negozio di cannabis in pieno centro storico, Sassolini chiede lumi

Redazione

Negozio di cannabis in pieno centro storico, Sassolini chiede lumi

Il capogruppo di Forza Italia vuole sapere dal Consiglio "perché l’assessore competente non ha detto nulla sull’apertura e non si sia informato sui rischi che questo tipo di commercio potrebbe causare ai cittadini"
Mar, 26/06/2018 - 19:16

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Negozio di cannabis in pieno centro storico, Sassolini chiede lumi

Un negozio che commercializza cannabis e derivati in pieno centro storico a Città di Castello. E’ “spuntato” in questi giorni, praticamente in sordina, in Corso Vittorio Emanuele, e con tanto di adesivo ben in vista “vietato l’ingresso ai minori di 18 anni”. Va detto che quello degli spinelli “leggeri” è un mercato che, negli ultimi tempi, ha registrato un forte incremento, soprattutto a seguito dell’apertura di negozi “green” proliferati in tutta Italia: in tutta Italia se ne contano infatti oltre 400, mentre in Umbria “appena” 8, di cui uno, appunto, proprio nel capoluogo tifernate.

A segnalare l’apertura di tale attività è soprattutto il capogruppo di Forza Italia Cesare Sassolini, che in primis sottolinea come il Consiglio Superiore della Sanità, in un parere richiesto dal ministero della Salute, si sia detto a favore dello stop alla vendita dei prodotti a base di cannabis ‘light’, ovvero con il Thc inferiore ai limiti di legge (0,2-0,6%).

Secondo l’organo consultivo, infatti, non può essere esclusa la pericolosità di tali prodotti e, per la cannabis leggera, è importante “che siano attivate, nell’interesse della salute individuale e pubblica e in applicazione del principio di precauzione, misure atte a non consentire la libera vendita“. Riportando ancora il parere del Consiglio Superiore della Salute, “gli esperti – continua Sassoliniritengono non sia stato valutato il rischio connesso al consumo di tali prodotti in relazione a specifiche condizioni (età, patologie concomitanti, stato di gravidanza/allattamento, etc…) così da evitare che l’assunzione inconsapevolmente percepita come ‘sicura’ e ‘priva di effetti collaterali’ si traduca in un danno per se stessi o per altri (feto, guida in stato di alterazione)”.

Il capogruppo forzista, che presenterà un atto da iscrivere all’ordine del giorno del prossimo Consiglio comunale, aggiunge: “In un periodo in cui il centro storico di Città di Castello vede abbassare, sempre con maggior velocità, le saracinesche di attività commerciali, e nel quale è fiorente un commercio illegale di sostanze stupefacenti (combattuto assiduamente dalle forze dell’ordine), qualcuno ha ben pensato di autorizzare l’apertura di un negozio che commercializza cannabis“. Il consigliere vuole quindi sapere da sindaco e giunta “chi ha dato la licenza ad aprire l’attività e chi vigila sulla regolarità delle vendite; perché l’assessore competente non ha detto nulla sull’apertura del negozio e non si sia informato sui rischi che questo tipo di commercio potrebbe causare ai cittadini”. “Da verificare – aggiunge – anche la possibilità di revocare la licenza di vendita; in ultimo si chiede di promuovere con gli istituti scolastici incontri con addetti al settore certificati sui danni causati dall’uso ed abuso di sostanze stupefacenti“.


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