Spoleto59, viaggio attraverso le mostre in città

Spoleto59, viaggio attraverso le mostre in città

Numerosissime le esposizioni ufficiali e collaterali del Festival dei 2 Mondi. I luoghi e gli orari

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Numerosi angoli della città interessati da importanti mostre in questi giorni: sono infatti numerosissime le diverse esposizioni ospitate al Festival dei 2 Mondi nell’ambito di Spoleto59. Dal marmo al bronzo, dalla pittura alla scultura, dalla semplice installazione a quella che diventa un vero e proprio momento teatrale, l’offerta è variegata. Abbiamo voluto fare una panoramica di ciò che è possibile visitare in questi giorni.

Una delle più importanti è Bronze Age, di Daniel Spoerri, all’ex museo civico, a cura di Achille Bonito Oliva. Ad ingresso libero, è aperta dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19 dal lunedì al giovedì, mentre dal venerdì alla domenica dalle 10 alle 20,  fino a domenica 10 luglio; dall’11 luglio al 31 agosto dal venerdì alla domenica ore 10-19. La mostra, che presenta una decina di bronzi di grandi dimensioni e un egual numero di sculture più piccole, mostra come l’attività di uno dei massimi artisti contemporanei si sia declinata negli ultimi anni anche in una fitta produzione scultorea, che continua ad affiancare quel lavoro dedicato ai Tableaux Piège che lo ha reso internazionalmente noto al grande pubblico fin dai primi anni Sessanta. La scelta di mostrare una selezione delle più importanti e recenti opere scultoree di Daniel Spoerri risponde inoltre al desiderio di ricollegarsi alla tradizione espositiva del Festival di Spoleto che, sotto la direzione di Giovanni Carandente, aveva mostrato in Italia le ricerche di artisti attivi internazionalmente e profondamente innovatori rispetto al linguaggio della scultura classica e tradizionale.

Il palazzo comunale ospita invece “Il mondo vola?” di Maurizio Salvini, a cura di Duccio Trombadori. L’ingresso costa 5 euro, gli orari: da lunedì a giovedì ore 10-13 e 15-19, dal venerdì alla domenica ore 10-20, mentre dall’11 luglio al 18 settembre dal venerdì alla domenica ore 10-19. Si tratta di un’esposizione molto particolare: all’interno del Municipio infatti ci sono sculture e busti realizzati addirittura con la gomma da masticare. In una ironica parodia della civiltà delle immagini, infatti, Maurizio Savini fa il verso alla Pop Art e modella con il chewing gum alcune figure simbolo del nostro tempo meditando sul contrasto di natura e artificio, ecologia e manipolazione industriale di cui si nutre la ‘fabbrica delle illusioni’ nella moderna società dello spettacolo.

25/06/2016 59 Festival Di Spoleto. Eventi. Palazzo Collicola. Inaugurazione Mostre di Palazzo Collicola Arti Visive. Nella foto il pubblico della mostra.

25/06/2016 59 Festival Di Spoleto. Eventi. Palazzo Collicola. Inaugurazione Mostre di Palazzo Collicola Arti Visive. Nella foto il pubblico della mostra.

Palazzo Collicola ospita invece le consuete mostre a cura di Gianluca Marziani (biglietto interno 9 euro, ridotto 5, aperte fino al 25 settembre). Retro Boz. Opere dal 1998 al 2016 è l’esposizione di Julien Friedler (a cura di Dominique Stella e Gianluca Marziani). Dipinti, sculture, installazioni sono i portavoce di un immaginario ricolmo e costituiscono i segnali di una verità mitica che l’artista sviluppa attraverso tematiche davvero personali. Vertigoland è invece l’esposizione di Nicola Pucci (a cura di Marziani). L’artista distribuisce la sua pittura tra le camere arredate del Piano Nobile, ampliando la qualità narrativa dei suoi viaggi mentali, ricreando vertigine figurative che risucchiano lo sguardo nel vortice filmico delle singole storie. Una perfetta sintonia tra lo spazio fisico e i luoghi narrati. White Corner è il nome della mostra di Pierpaolo Curti (a cura di Marziani in collaborazione con Fondazione Mudima), in cui l’artista racconta luoghi senza presenza umana, architetture monolitiche e spazi lisci che ricreano una nuova metafisica d’ispirazione elettronica. La pittura diventa struttura portante del silenzio scenico, un archetipo della vertigine, del mistero oltre la soglia, della bellezza meditativa che accoglie lo sguardo nomade.

Il cortile interno di Palazzo Collicola Arti Visive, invece, ospita l‘Oasi Collicola, trasformandosi in un parco ad ingresso gratuito, costellato da sculture ad alta interattività e calibrata ironia. Partendo da “Octetra” di Isamu Noguchi, inserita sulla linea prospettica dell’entrata, Oasi Collicola sviluppa un paesaggio plastico con cui stabilire un contatto letteralmente fisico, sfruttando il potenziale ludico e la molteplicità tematica di ogni scultura. Opere di Marcello Maugeri, Matteo Peretti, Marco Piersanti, Molino & Lucidi, Veronica Montanino, Alberto Di Fabio, Vincenzo Pennacchi… Nel progetto sono inserite anche altre mostre. Come Butterfly Effect (Opera Celibe #3) di Donato Piccolo (a cura di Isabella Indolfi, in collaborazione con Bibo’s Place) trova invece spazio nella ex Chiesa dei santi Giovanni e Paolo. L’esposizione, ad ingresso libero, è aperta fino al 10 luglio dalle 15,30 alle 21. Nel sacrale silenzio si amplifica il suono impercettibile e si misura la profondità di spazio e tempo. Partendo dal battito d’ali di una farfalla sul tamburo, prende forma una scultura modulare, una sorta di gigantesco alambicco che penetra la chiesa nella sua interezza, trasportando il suono fino all’abside, per sposarsi finalmente con il luogo. La Casa Romana, invece, ospita Onirikon di Elio Casalino (fino al 25 settembre). La pittura di Casalino è un viaggio drammaturgico nel corpo ferito, negli archetipi del dolore, nelle paure ataviche dell’umanità. Le opere sono allestite in un connubio dal suono “archeologico”, con i quadri che captano quello spirito del luogo che solo la memoria riproduce. Donne, volti, maschere e riti collettivi in cui le atmosfere figurative pulsano come fuochi morali dalla materia viva.

Scorched or blackened? (Manna d’Oro ore 15-19) è invece il progetto con il coordinamento generale dell’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia. Il progetto si propone come oggetto monolitico, ed è volto a evocare aspetti dell’Umbria emozionali e insoliti: dalla chiesa della Porziuncola di Assisi al CIAC di Foligno, dalla foresta fossile di Dunarobba ai cunicoli etruschi di Orvieto, dal Grande Nero di Alberto Burri ai tunnel del minimetro di Jean Nouvel a Perugia.

Amedeo Modigliani, Les Femmes è l’esposizione a palazzo Tordelli con la direzione artistica di Alberto D’Atanasio in collaborazione con l’Istituto Modigliani di Roma (costo 8 euro, aperta dal lunedì al giovedì ore 10.00-23.00,  dal venerdì alla domenica ore 10.00-24.00). La mostra è interamente realizzata con l’ausilio delle moderne tecnologie e presenta 50 opere di Amedeo Modigliani riprodotte ad altissima definizione su uno speciale supporto montato su pannelli retroilluminati a led, grazie a un processo che ha consentito l’assoluto rispetto delle dimensioni e dei colori degli originali.  La mostra, che ha una completezza di opere mai realizzata prima, presenta anche oltre 90 tra foto e documenti d’epoca, spesso inediti, relativi alla vita dell’artista che arricchiscono e contestualizzano storicamente il percorso espositivo.

A Palazzo Bufalini c’è invece Canova. Tra Grazia e Bellezza (costo 5 euro, dal lunedì al giovedì ore 10-13 e 15-20, dal venerdì alla domenica ore 10-23; nei giorni 7-8-9-10 luglio la mostra chiuderà alle ore 17; dal 12 luglio al 2 ottobre dal martedì alla domenica ore 10-13 e 15-20, lunedì chiuso). L’esposizione è a cura di Giuliana Ericani ed è promossa da MAG – Metamorfosi Art Gallery. Si tratta di un’accurata selezione di opere: 31 tra disegni, monocromi, gessi ed incisioni, affiancate da una preziosa raccolta di 11 lettere manoscritte che testimoniano l’intenso e proficuo legame tra l’artista veneto e l’Umbria.

435553701072016114128_galleriamedia1La Rocca Albornoziana è lo spazio scelto per In-visibile. L’arte che rende l’invisibile visibile. Si tratta di azioni artistico-teatrali tra città e carcere, nell’ambito della collaborazione tra il museo del Ducato longobardo e la casa di reclusione di Maiano (ore 9.30 – 19,30). Ispirati dalla poetica del Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto, l’iniziativa prevede una “rinascita” soggettiva e collettiva attraverso l’arte, con varie iniziative tra mostre e performance. In-visibile si configura come processo laboratoriale, azione performativa e pratica artistica; Love Boxes, installazione sensoriale e teatrale; Imago, percorso educativo, formativo e cammino urbano che attraversa la città; CLOSE/D, opera d’arte icono-sonora realizzata con i detenuti dall’artista compositore Yuval Avita. Un percorso artistico partecipato da detenuti, cittadini, scuole, fruitori del museo per dare voce “all’impercettibile” e “rendere l’invisibile visibile”.

Sempre alla Rocca c’è la mostra Telestep di James Capper (fino a domenica, il lunedì dalle 9,30 alle 13.15, dal martedì alla domenica ore 9.15 – 18.45). Con il sostegno di Anna Mahler Association, James Capper porta a Spoleto due nuove sculture –  Atlas e Telestep – per una residenza presso Mahler & LeWitt Studios e una mostra. Le sculture di James Capper impiegano i materiali dell’ingegneria meccanica e le tecniche del disegno industriale per sviluppare le possibilità della scultura e della performance. A partire da bozze concettuali, Capper progetta e costruisce macchine semoventi che scavano, graffiano e segnano i materiali sui quali vengono utilizzate. Questi apparati sono allo stesso tempo sculture ed utensili scultorei in azione.

Palazzo Racani Arroni ospita invece Black Blox di Mauro D’Urso (ingresso libero, ore 10 – 19). La rappresentazione dell’archivio di Mario d’Urso, costituito da faldoni giganti aperti, prevede la suddivisione dello spazio all’interno di ogni singolo faldone, ricavando una serie di scomparti in cui oggetti valorizzati al meglio si affiancano a immagini, memorabilia e cimeli. Un percorso scandito da una serie di wunderkammer che svelano uno stile di vita in cui l’eleganza e la bellezza sono malie sapientemente studiate per sedurre donne e uomini di potere di tutto il mondo. Come cassetti segreti di un criptico secretaire settecentesco questi ciclopici faldoni, rivelano le innumerevoli sfaccettature persino dei momenti più privati della vita di Mario.

Al Museo del Tessuto e del Cotone c’è Pennellate di cotone, la pittura ricamata di Elena Marchegiani Matticari, aperto dal giovedì alla domenica ore 10.30-13 e 15.30-19. La figura dell’artista ricamatrice narnese Elena Marchegiani Matticari rappresenta un pezzo fondamentale del tessuto culturale del XX secolo della regione Umbria, la sua formazione da autodidatta unita alle sue elevatissime capacità nel tratto e nella prospettiva e alla maestria con cui ha operato la sua “missione” di ricamatrice, rendono percepibile l’unione tra arte e artigianato che, attraverso la semplicità del filo di cotone e la ricchezza espressiva del manufatto, ha saputo ripercorre con i suoi aghi e suoi fili la modernità e il colore della pittura impressionista e futurista del 900.

Schwetzingen by Horst Hamann (palazzo Leonetti Luparini ore 10.30-12.30 e 16-19, dal martedì alla domenica, fino al 30 luglio) è la mostra fotografica che celebra i dieci anni di gemellaggio tra Spoleto e la cittadina tedesca. Le fotografie esposte ritraggono il famoso parco del castello di Schwetzingen e altri paesaggi urbani. Dalle fotografie di Hamann traspare la sua personale ricerca di luoghi mistici e momenti incantati, colti sia nel parco del castello che nella stessa città di Schwetzingen. In alcune immagini, orizzonti profondi e costellazioni vibranti rivelano una visione del mondo romantica. In altre, le ombre ben definite di elementi naturali o architettonici creano forme perfettamente armoniche che rappresentano il tratto stilistico distintivo del fotografo.

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