Mense scolastiche Perugia, a rischio stipendio dipendenti - Tuttoggi

Mense scolastiche Perugia, a rischio stipendio dipendenti

Alessia Chiriatti

Mense scolastiche Perugia, a rischio stipendio dipendenti

Fp e Filcams Cgil "non scordiamo le lavoratrici" | Nella polemica tra genitori e Comune intervengono i sindacati
Gio, 18/06/2015 - 13:37

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Non ci stanno a fare la parte dei grandi assenti: la protesta si alza così da parte delle cuoche e degli addetti al sevizio mense di Perugia, riunitisi in assemblea ieri (17 giugno, ndr) presso i locali della Cgil del capoluogo umbro. La polemica è tutta tra genitori e Palazzo dei Priori, ma anche i lavoratori hanno deciso di dire la loro, proprio quando martedì 16 la Commissione aveva deciso di mettere a revisione il piano di gestione del servizio.

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Comitati mensa o appalto? – La questione, si ricorderà, verte sulla richiesta da parte dei genitori degli alunni delle scuole di Perugia di poter mantenere la possibilità di acquistare, tramite i comitati mensa, le cosiddette “derrate alimentari”. Il Comune invece mantiene ferma la sua posizione di appaltare a ditta terza anche questa ultima parte del servizio. Quest’ultimo venne per la prima volta esternalizzato tre anni fa, salvo appunto l’acquisto delle derrate alimentari, che è invece dato in gestione a privati. “Grande fu allora lo sgomento degli addetti al servizio – scrivono in una nota i sindacati – che si ritrovarono, alcuni dopo decenni di lavoro, a dover passare alle dipendenze di un gruppo di cooperative, con tutta una serie di diritti persi e con una notevole diminuzione di ore nel loro contratto, con più carichi di lavoro e al contempo una diminuzione di stipendio”.

Una battaglia “lunga e a tratti feroce. Ma a nulla valsero le proteste. Malgrado ciò, per anni, nel più assoluto silenzio dei media, tutti i cuochi, le “scodellatrici” o i semplici aiutanti, hanno mandato avanti il servizio, mantenendo un alto profilo di qualità“.

Nella polemica tra cibo di ottima qualità o a “km zero”, controllato da un comitato di genitori o acquistato direttamente da terzi, finiscono anche i lavoratori, che lamentano il fatto che, in caso di un eventuale cambio del capitolato di appalto, con annesse le derrate alimentari, o ancora nel caso della sostituzione dei piatti di plastica con piatti di coccio, si apporterebbe “un aggravio di compiti per i lavoratori, che non potrà essere sostenuto, visto il già risicato tempo in cui sono costrette a cucinare le lavoratrici“.

L’appello delle lavoratrici – Ci si aspetta quindi, che, mentre si discute su “derrate alimentari su o derrate alimentari giù”, le due parti, il Comune ed il comitato genitori, si concentrino su come strutturare il capitolato di appalto, in modo che sia sostenibile sia dal punto di vista economico, sia dal punto di vista della qualità delle materie prime, ma soprattutto sostenibile dal punto di vista di chi alla fine il pasto lo deve cucinare e servire ai bambini. Non facciamo come al solito – concludono i sindacati – che il tutto venga scaricato sui più deboli, i lavoratori ed in questo caso i lavoratori in appalto”.

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