Marini denuncia un attacco sessista, la risposta del “manganellatore del web”

Marini denuncia un attacco sessista, la risposta del “manganellatore del web”

Sulla foto con Cecchini e Porzi la governatrice: “Ci denigra perché siamo donne” | Lui: “Da 4 giorni non sono più dipendente del Comune” | Le reazioni sui social

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Aggiornamento del 5 settembre 2018. A modo suo, cioè con un post sui social, quello che è stato definito dalla presidente Marini il “manganellatore del web” parla della foto delle “tre Marie” (la stessa Marini, Cecchini e Porzi) che ha creato tanto dibattito. E che ha indignato la governatrice, che ha ricevuto molte attestazioni di solidarietà per quello che ritiene essere un attacco sessista. Lui ribadisce che ciò che pubblica nel suo “gruppo di osservazione semiseria sulle attività della presidente della Regione dell’Umbria Catiuscia Marini” è solo satira. E soprattutto, precisa che non è più dipendente del Comune di Perugia da 4 giorni. E così, almeno l’incidente diplomatico tra Regione e Comune di Perugia è salvo, per ora. Perché poi lui aggiunge: “Tornerò al lavoro se e quando si sceglierà di chiamarmi di nuovo a quell’incarico. Ma ci tornerò con la libertà di parlare, nel mio tempo libero, di qualunque cosa. Sempre col limite della adesione alla realtà e del buongusto“.


Il “manganellatore del web“, come lo ha definito la presidente Catiuscia Marini, rischia di creare un incidente diplomatico tra la Regione Umbria e il Comune di Perugia. Da quando la governatrice ha scoperto che l’autore della pagina Facebook “Catiuscia detto fatto” è un collaboratore di un assessore perugino, contrattualizzato da Palazzo dei Priori. E allora, gli attacchi di “questo signore”, per anni non presi sul serio (“meglio che reprima le insofferenze sul web che per strada“, spiega la Marini a proposito dell’atteggiamento assunto finora), diventano altra cosa.

Ma ce lo vedete uno dei miei collaboratori della Presidente della Regione denigrare quotidianamente il Sindaco di un Comune dell’Umbria solo per il fatto di essere espressione di un’altra coalizione politica?“. Una domanda che pare rivolta ai colleghi amministratori di Palazzo dei Priori, che ancora lasciano il mano il social manganello al “manganellatore del web“.

Ma la reazione della presidente, spiega lei stessa, è data dal fatto che stavolta, la critica, non è politica, ma sessista. “Le tre Marie” è il commento sulla foto, postata dal “manganellatore del web“, che ritrae la governatrice insieme all’assessore Cecchini ed alla presidente del Consiglio regionale Porzi in visita all’area archeologica. “Ci avrebbe voluto dire  le tre Grazie, ma visto che siamo brutte le pareva troppo!!!” scrive Marini. Non prendendo in considerazione l’idea della scarsa conoscenza della storia dell’arte da parte dell’autore del post incriminato.

La governatrice fa poi fa un’amara considerazione: “E’ possibile che il web sia una fogna e non si riesca a far chiudere profili se non con denunce formali?“. In attesa che la giustizia faccia il suo corso, da Palazzo Donini si attendono messaggi di scuse dal vicino Palazzo dei Priori.

Intanto, reazioni opposte, sulle rispettive pagine Facebook, quella della presidente Marini e quella del “manganellatore”, dopo lo sfogo della governatrice per il post denigratorio pubblicato da quest’ultimo verso di lei e verso Fernanda Cecchini e Donatella Porzi. Marini ha incassato tante attestazioni di solidarietà, da parte di donne e di uomini. Molti l’hanno invitata a passare alla vie legali. Sulla pagina “Catiuscia detto fatto”, invece, è proseguito lo scherno; evidentemente, non si temono conseguenze legali.

La solidarietà di Donatella Porzi

Su quanto accaduto interviene anche la presidente del Consiglio regionale Donatella Porzi:

“Esprimo la mia piena solidarietà alla presidente della Regione Catiuscia Marini, presa di mira da quello che lei stessa definisce un “manganellatore”, un “leoncino da tastiera”. Nell’ultimo caso, la ‘battuta’ riguarda anche me, insieme all’assessore regionale Fernanda Cecchini. Fermo restando la mia ferma convinzione sul web come opportunità, come luogo di scambio e di arricchimento, per accorciare le distanze ed aprire nuove opportunità: è il caso di fare massima attenzione e stigmatizzare qualsiasi forma di ‘persecuzione’ mediatica.
So di cosa si parla, anche a me sono state riservate queste “attenzioni”, e per questo è quanto mai necessaria una risposta ferma e decisa”.

La reazione di De Vincenzi

Ferma restando la nostra convinzione che anche la satira non debba offrire il fianco a facili strumentalizzazioni di terzi, soprattutto se chi pubblica determinati contenuti è in rapporto istituzioni, crediamo davvero erronee le interpretazioni addotte dalla Marini che accusano gli autori del post in oggetto di sessismo, riconducendo tutto a una pura questione di denigrazione di genere“. Il così il consigliere regionale del Gruppo misto, Sergio De Vincenzi. Che prosegue: “In virtù di questa sua interpretazione, la Marini invoca rispetto personale e istituzionale. Ma il rispetto, in particolar modo quello istituzionale, non va solo preteso e predicato a mezzo stampa, ma va praticato ogni giorno all’interno delle funzioni di governo nella piena considerazione e attuazione dei regolamenti e delle norme che devono rappresentare i criteri e i limiti dell’azione amministrativa. Quando chi amministra mette da parte il rispetto delle basi democratiche del proprio agire, sta implicitamente determinando la perdita dell’autorevolezza delle istituzioni e dei suoi rappresentanti e mostra automaticamente il fianco a critiche e operazioni di satira feroce“.

Il riferimento è  alla mancata integrazione dell’elenco delle associazioni familiari firmatarie del protocollo per la costituzione dell’osservatorio contro le discriminazioni sessuali e dell’identità di genere. E citando le parole della presidente Marini, De Vincenzi conclude: “Crediamo e ribadiamo che il nucleo del problema sia proprio il rispetto, la correttezza e il senso di equilibrio e di uguaglianza che dovrebbe caratterizzare in modo supremo l’azione politica e amministrativa delle istituzioni. Se tali principi vengono a mancare per interessi di parte, non ci si può allora meravigliare di essere oggetto di critica e satira tesa a rimarcare quanto in modo autoreferenziale, irrituale e irrispettoso viene avallato e messo in atto da alcuni rappresentanti delle istituzioni nei confronti della collettività. Da qui la ragione dei nostri richiami al rispetto delle ‘regole del gioco’. Dunque, Presidente Marini, perché allora valuta la realtà con due pesi e due misure?“.

(aggiornato alle 18)

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