La Procura della Repubblica di Spoleto ha chiesto il rinvio a giudizio per i 25 indagati nell’ambito della maxi inchiesta sulle criptovalute partita dalla Valnerina. A comunicarlo è il procuratore capo Claudio Cicchella che già a novembre aveva chiuso le indagini sui cosidetti DT Coin, moneta virtuale al centro di una presunta truffa che secondo gli inquirenti avrebbe coinvolto almeno 30mila vittime in tutto il mondo, con un giro economico stimato di ben 37 milioni di euro. Una complessa e meticolosa attività di indagine che è stata svolta dai nuclei speciali di Polizia Valutaria di Milano, Roma e Perugia, e dalla Guardia di Finanza di Perugia, coordinate dalla Procura spoletina.
“La Procura della Repubblica di Spoleto – si legge in una nota – comunica che in data 04.06.2026, all’esito di lunghe e complesse indagini iniziate nel 2022, è stata esercitata l’azione penale con richiesta di rinvio a giudizio per venticinque persone che, nell’ambito di un sistema piramidale ben strutturato, promettevano elevati guadagni ad una vasta platea di investitori interessati all’acquisto di una criptovaluta il cui valore era, asseritamente, collegato alle quotazioni dei diamanti e alla commercializzazione dei Big Data. Un prodotto finanziario che veniva pubblicizzato sul web e sui più noti social network”.
Le 25 persone per cui è stato chiesto il rinvio a giudizio sono accusate di truffa, di abusivismo finanziario e di autoriciclaggio “perché l’attività veniva svolta in assenza delle prescritte autorizzazioni e perché le somme di denaro ottenute attraverso le condotte illecite erano reimpiegate in attività finanziarie e speculative”.
L’inchiesta era appunto partita dalla Valnerina dopo le denunce di alcune persone che avevano affidato i loro risparmi a un imprenditore domiciliato a Cascia che avrebbe promesso facili investimenti con l’acquisto appunto delle criptovalute denominate Dt Coin.