Inchiesta ceneri e rifiuti, task force in Valnestore | Arpa e Forestale al lavoro - Tuttoggi

Inchiesta ceneri e rifiuti, task force in Valnestore | Arpa e Forestale al lavoro

Sara Minciaroni

Inchiesta ceneri e rifiuti, task force in Valnestore | Arpa e Forestale al lavoro

Domani la commissione in Regione. "Regia e sinergia". L'Arpa "I cittadini segnalino, noi faremo tutti i controlli necessari"
Mer, 06/04/2016 - 11:48

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Inchiesta ceneri e rifiuti, task force in Valnestore | Arpa e Forestale al lavoro

Agenti della Forestale, anche del nucleo investigativo da Terni e da Perugia, un pool di esperti dell’Arpa guidati da Sara Passeri dirigente responsabile dell’area Umbria Nord e da Luca Peruzzi responsabile per le indagini nelle aree critiche, agenti della polizia municipale di Piegaro. Una squadra composta da oltre 15 soggetti ha battuto a tappeto ieri pomeriggio la zona della Valnestore di cui Tuttoggi si sta occupando nell’inchiesta relativa all’utilizzo delle ceneri della ex centrale di Pietrafitta e all’interramento dei rifiuti solidi urbani e all’allarme epidemiologico lanciato con un esposto alla procura. Sono stati controllati i laghetti, le canalette dell’acqua da analizzare, hanno raccolto campioni di bottom ash (le ceneri pesanti che in zolle si trovano sul territorio, residuo della combustione della lignite avvenuto negli anni). E sono arrivate le prime conferme, conferme anche sul fatto che nel punto indicato e fotografato nei giorni scorsi ci sono tutti gli elementi per dedurre che si trattasse di una discarica di rifiuti solidi urbani.valnestore, ceneri, rifiuti

Molto interesse è stato posto anche al pozzetto indicato nella mappa e visionato ieri pomeriggio in maniera diretta “andrà aspirata l’acqua che c’è dentro con una pompa e poi andranno fatti i rilievi”, perché, è stato raccontato “è stato messo come sfiatatoio per l’immondizia”. Gli agenti della Forestale hanno anche spiegato che il loro interesse già in passato si era concentrato con esito di ordinanza e bonifica in alcuni punti che in parte corrispondono a quelli visionati nelle scorse ore.

valnestore, ceneri, rifiutiNasce ora l’esigenza di un forte coordinamento tra tutti gli attori all’opera, lo stesso sindaco di Piegaro, Roberto Ferricelli ha rimarcato l’esigenza, da tutti condivisa, di una sinergia con una regia chiara per fare piena luce e definitiva chiarezza sulla vicenda.

Un appello è stato lanciato anche ai cittadini, affinchè chi conosce siti o questioni che inerenti al tema possono essere utili alle indagini lo faccia, “può trattarsi anche di segnalazioni anonime – spiegano i tecnici dell’Arpa – possono essere fatte anche sul nostro indirizzo email, perchè questo è il momento di parlare e noi saremo qui per vagliare anche il più piccolo sospetto”. E mentre gli esperti risalivano crinali di colline e scattavano foto e discutevano fra loro di come e quanto lavoro li attende ci viene mostrato un germoglio di grano, “vedete le radici? – ci spiegano – questa attaccata non è terra, è cenere”.

E ieri è arrivata anche la nota di Alessandro Moio, responsabile regionale di FdI – An: “La scoperta di ceneri di risulta di lignite utilizzata per coprire rifiuti urbani sotterrati nella Valnestore, unita a tanti altri casi simili un po’ in tutta l’Umbria – come ha avuto modo di stigmatizzare la commissione bicamerale d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti – sono una perdita dell’innocenza, se mai innocenza vi sia stata, per chi pensava alla nostra regione come ad una terra felice ed incontaminata. Adesso c’è bisogno di non perdere tempo: perché di inquinamento si muore, perché i rifiuti attirano le mafie – ed anche qui sembra che l’Umbria non sia quell’isola felice che si pensava – e poi per evitare qualsiasi danno di immagine ad una regione che da sempre si definisce “il cuore verde” d’Italia e che ha il dovere di difendere le bellezze del proprio territorio e l’unicità delle proprie eccellenze agroalimentari oggi ancora più di ieri: il turismo incide, ed è probabilmente destinato ad incidere, in maniera sempre più preponderante nella ristagnante economia della nostra regione. Se da un lato la magistratura dovrà accertare eventuali responsabilità di chi ha trasformato i terreni in discariche ed eventuali complicità di chi ha permesso che questo succedesse, e i tecnici valutare la reale portata del danno e del pericolo, dall’altro lato la politica ha non solo il dovere di cercare di evitare che gli errori avvenuti nel passato si ripetano nel futuro ma anche quello di porvi rimedio più velocemente possibile, innanzitutto dando vita ad un censimento preciso delle zone a rischio che sono state interessate in passato da insediamenti industriali, da discariche o comunque da attività possibilmente dannose per l’uomo e l’ambiente e poi predisponendo una grande opera di bonifica delle medesime: stando alla sola zona del Trasimeno, di cui i comuni della Valnestore, Panicale e Piegaro, pur distanti dalla costa, fanno “amministrativamente” parte , c’è da ricordare la ex discarica di Trecine – chiusa nel 1995 ma ancora in fase post-operativa -, la discarica di Borgogiglione e i terreni della zona ex Sai – a pochi metri dal lago – su cui ha insistito per decenni una grande fabbrica di aerei prima e di navi poi –che aspettano da anni di essere bonificati e riconvertiti”.

La Terza Commissione dell’Assemblea legislativa, su mia richiesta, ascolterà domani gli assessori regionali alla Sanità e Ambiente e i direttori di Arpa e direzione regionale Salute e Welfare per fare finalmente chiarezza sulle presunte anomalie nell’incidenza delle patologie oncologiche correlate a fattori di inquinamento ambientale”. Lo annuncia il consigliere regionale di opposizione Marco Squarta (FdI), spiegando di aspettarsi, dalla riunione di domani, piena luce sulla presenza di inquinanti e di rifiuti solidi urbani nel sottosuolo di quelle zone. Da quando ho sollevato la questione attivando gli organismi regionali competenti ho ricevuto molte segnalazioni, chiamate ed email di persone che hanno subìto o sono state testimoni di numerosi casi di tumore che hanno colpito i residenti negli ultimi decenni”.

“Proprio per questo – aggiunge Squarta -, per rispetto di queste famiglie e di tutti i cittadini che vivono in quel territorio mi aspetto che domani gli invitati all’audizione spieghino in modo chiaro e inequivocabile cosa è avvenuto in quelle terre, quanto c’è di vero nelle ripetute inchieste e nelle denunce degli abitanti. Noi non molliamo e vogliamo che la seduta della Commissione si concluda con un report chiaro su eventi, responsabilità ed effetti sulla salute dell’inquinamento denunciato dai cittadini”.

“Durante l’audizione – spiega infine Squarta – il direttore generale dell’Arpa Umbria, Walter Ganapini, gli assessori regionali alla Prevenzione e protezione dall’inquinamento, Fernanda Cecchini, e alla Sanità, Antonio Bartolini, e il direttore regionale Salute e Welfare, Walter Orlandi dovranno fornire una informativa sull’Area ex Centrale di Pietrafitta, in merito a presunte anomalie nell’incidenza delle patologie oncologiche correlate a fattori di inquinamento ambientale”.

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