Terra di ceneri e rifiuti, inchiesta in Valnestore | Dati tumori sospetti - Tuttoggi

Terra di ceneri e rifiuti, inchiesta in Valnestore | Dati tumori sospetti

Sara Minciaroni

Terra di ceneri e rifiuti, inchiesta in Valnestore | Dati tumori sospetti

Testimonianze: "Immondizia portata dai camion dei Comuni e sotterrata con la cenere"
Mer, 30/03/2016 - 00:27

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Ceneri e rifiuti. Rifiuti che in base ad alcune testimonianze potrebbero essere stati sepolti negli anni da parte da alcuni Comuni e ceneri che avrebbero coperto tutto, tombando i solidi urbani. Siamo nella Valnestore tra i paesi di Panicale e Piegaro. Precisamente a due passi da Pietrafitta, piccola frazione del comune di Piegaro dove negli anni ’50, con la costruzione della centrale termoelettrica detta “Città di Roma”, lo sfruttamento del giacimento di lignite nel sottosuolo divenne intensivo portando all’esaurimento dei banchi in poco più di venti anni.

inchiesta ceneri e rifiuti_1438In quei venti anni il materiale di risulta dalla combustione della lignite veniva interrato sia in discariche sui terreni di proprietà dell’Enel che di privati, previa concessione di autorizzazione da parte della Regione. Ma non solo, ad un certo punto alcune aziende locali che gestivano il trasporto delle ceneri verso le discariche si resero conto che le ceneri erano un ottimo rilevato per costruire strade o argini e utilizzarle per ogni uso edile e stradale divenne all’ordine del giorno.

E oggi emerge che quelle ceneri venivano usate anche per coprire i rifiuti. Ce lo testimoniano più persone che raccontano di come i camion della nettezza urbana dei Comuni andassero regolarmente a scaricare rifiuti nelle discariche adibite alle ceneri. Oggi di quell’attività non sembra esserci traccia, nessuna delimitazione o indicazione. Niente che faccia immaginare la presenza di una discarica controllata. Eppure sacchetti e plastica e buste affiorano. E’ la terra a mostrarli oggi dopo circa vent’anni da quella che viene descritta come un’attività nota a tutti.

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Tutti vedevano, tutti sapevano eppure nessuno conferma. “Una mappatura ad oggi non c’è – spiega Roberto Ferricelli sindaco di Piegaro – per questo ho dato mandato agli uffici di ricostruire tutto l’iter autorizzativo degli ultimi 60 anni. Abbiamo avviato una indagine interna, con la richiesta di mappature e autorizzazioni dal 1950 ad oggi. Sappiamo che sono presenti due siti, e in uno siamo a conoscenza che in passato c’era una discarica di rifiuti poi coperta con le ceneri prodotte dalla centrale Enel”.

Ne sono a conoscenza i due Comuni, perchè un cittadino ha inviato un esposto, preciso e dettagliato nel quale ha raccontato questa faccenda. E noi siamo andati a vedere, constatando di persona che dove la terra si apre, per piccole frane e smottamenti, là sotto tornano alla luce detriti, buste di plastica, residui di quelli che sembrano rifiuti.

Ora l’obiettivo è di capire se nell’ambito dello smaltimento delle ceneri fossero pure autorizzati i trasporti e gli interramenti delle ceneri provenienti dalla centrale di La Spezia. Si perchè nella Valle, così come anche avvenne nella vicina Fabro, sono arrivate anche le ceneri della centrale Enel della Liguria. E che Pietrafitta fosse al centro di un via vai di rifiuti e ceneri lo conferma la presenza di numerose ditte di autotrasporti che negli anni hanno ottemperato alle commesse della centrale. Un problema che, complice la mancanza di regole certe e mancanza di paletti dell’epoca, è oggi più difficile da risolvere.

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Quanto quelle ceneri possono aver inquinato? E’ quello che in tanti si chiedono e per cui l’Arpa ha già effettuato analisi trovando valori sopra la norma tanto da richiedere di approfondire l’indagine.

Il territorio ha già pagato prezzi molto alti. Dopo la fase estrattiva e della produzione e interramento delle ceneri furono formulate varie ipotesi sul destino della Centrale e questo scatenò il contenzioso, tra difesa del posto di lavoro e volontà da parte della popolazione di vivere in un ambiente salubre. L’annosa vicenda si concluse con la firma del Protocollo d’Intesa Enel – Regione Umbria per la costruzione della Centrale Pietrafitta Nuova. Così, la vecchia centrale a lignite che nel 1958 erogava 48 MW, si è trasformata in una centrale turbogas (a metano) a ciclo combinato di potenza complessiva di 450 MW avviata nel 2004.

Ma su tutto aleggia il peggiore dei sospetti. Ed è proprio quello che ha spinto il cittadino a presentare l’esposto e cioè che da queste parti la gente si sia ammalata di cancro più che altrove. Un primo report voluto dal sindaco di Piegaro qualcosa dice. Il tasso di incidenza per tutti i tumori per i maschi, dal 2001 al 2010 vede Piegaro a quota 1023.05, secondo solo a Città di Castello (1102.9) ma davanti alle dimensioni urbane come Perugia (860), Terni (933.5) e Foligno (964.8). La media regionale è sempre al di sotto del dato di Piegaro: 915.6. Lo stesso dato per le femmine mette Piegaro in cima alle città indagate: 620.4. Media umbra a 581.6, Città di Castello a 607.8, Foligno a 571.2, Perugia 563.2 e Terni 612. I dati del comune di Piegaro – che è un’area rurale – sono più vicini e a tratti superiori, in base a queste cifre, ad un contesto urbano invece che a quello che ci si aspetterebbe in aperta campagna. Ma questi numeri non bastano di certo per stabilire eventuali collegamenti. Servono indagini, lunghe e approfondite e non è detto che una risposta precisa la si trovi.

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