“L’Umbria deve tornare a crescere”. E’ l’appello di Andrea Romizi da confermato segretario di Forza Italia umbra. Una conferma che però questa volta avviene, per acclamazione e all’unanimità, dai delegati al primo congresso del partito fondato da Silvio Berlusconi.
E Romizi si farà all’esempio del suo fondatore per quel “partito del fare” del cui approccio politico l’Umbria ha molto bisogno. Soprattutto in questa fase complessa, ha ricordato il segretario nella sua relazione, caratterizzata da “crescita debole, calo demografico e perdita di competitività”.
Una situazione alla quale Forza Italia chiama al “coraggio delle scelte”, in modo lineare. E invece, l’amministrazione Proietti appare segnata da dubbi che provengono non solo dal mondo economico e del lavoro, ma anche dal suo stesso interno. Per “le distanze tra le aspettative alimentate in campagna elettorale e i risultati finora conseguiti”. In materia economica. Ma anche in sanità, con l’aumento della mobilità passiva dei pazienti e delle liste d’attesa.
E poi il confronto sulle infrastrutture strategiche, che per Romizi è dovuta alla mancanza di una visione condivisa su temi centrali, come l’Alta Velocità e il Nodo di Perugia.
Di fronte a questa situazione, Forza Italia propone “un approccio liberale, pragmatico e riformista, lontano dagli estremismi e dalle ideologie fini a se stesse, fondato sulla cultura di governo”, per risolvere le criticità attuali dell’Umbria e delineare una prospettiva per i prossimi anni.
(nella foto Andrea Romizi con il portavoce nazionale di Forza Italia Raffaele Nevi)