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Il Consiglio di Stato stoppa ancora Agri Flor

Redazione

Il Consiglio di Stato stoppa ancora Agri Flor

La sentenza: sull'impianto di rifiuti speciali corrette le scelte di Comune e Regione | Esulta l'assessore Barelli e il Comitato "antipuzza"
Mer, 17/10/2018 - 15:30

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Il Consiglio di Stato stoppa ancora Agri Flor

Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 5841/2018, ha respinto l’appello promosso dalla ditta Agri Flor e confermato il pronunciamento del Tar Umbria n. 552/2017, che aveva ritenuto legittimi tutti gli atti del Comune di Perugia e della Regione Umbria relativi all’impianto di rifiuti speciali non pericolosi di Villa Pitignano.

In particolare, sono stati definitivamente ritenuti legittimi l’atto comunale con cui nel 2016 è stata dichiarata inefficace una segnalazione di inizio attività (Scia) per la sanatoria degli interventi sui locali di stoccaggio, piattaforme e biofiltro realizzati senza titolo; il conseguente ordine di demolizione di dette opere, nonché di altri abusi non oggetto della Scia, e cioè ulteriori manufatti funzionali all’impianto in discussione; la nota con cui il Comune stesso ha rappresentato ad Agri Flor le ragioni di non realizzabilità di alcuni asseriti interventi edilizi migliorativi. Con la medesima pronuncia sono poi stati ritenuti legittimi anche gli atti regionali che diffidavano l’impresa ad eliminare le irregolarità riscontrate nella stessa installazione.

La sentenza del Consiglio di Stato – commenta il vice sindaco ed assessore all’Ambiente, Urbano Barelli – è la conferma della correttezza dell’operato dell’Amministrazione comunale e degli uffici. L’Amministrazione comunale pertanto non può che esprimere soddisfazione per il risultato ottenuto al termine di una complessa ed attenta attività di controllo, il cui obiettivo era orientato a ricondurre a legalità un’attività particolarmente delicata nell’ottica della prioritaria tutela dell’ambiente e della salute pubblica“.

Esultano anche i rappresentanti del Comitato spontaneo “Antipuzza” di Villa Pitignano, Ponte Felcino, Bosco e Ramazzano, che ora, dopo la vittoria di questa ulteriore battaglia, si aspettano di vincere la loro guerra.


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