I pro Nodino hanno incontrato il Pd, presente anche Locchi

I pro Nodino hanno incontrato il Pd, presente anche Locchi

Redazione

I pro Nodino hanno incontrato il Pd, presente anche Locchi

Sab, 19/03/2022 - 16:54

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Il Comitato di Ponte San Giovanni contrario alla seconda rampa di accesso al Raccordo | I dem ribadiscono: primo stralcio fino all'ospedale

C’era anche l’ex sindaco Renato Locchi, invitato dal Comitato “Chi salverà Ponte San Giovanni?”, favorevole al Nodino (precisazione da aggiornamento 20/2) nell’incontro con la delegazione del Pd guidata dal segretario cittadino, Sauro Cristofani, con le consigliere Sarah Bistocchi, capogruppo, e Elena Ranfa, eletta a Ponte San Giovanni, e i tecnici Marcello Panettoni e Gianni Moriconi, ambedue esperti di pianificazione territoriale e trasporti.

L’analisi del Comitato sul documento del Pd

Fausto Cocciari, portavoce del Comitato insieme a Luigi Ercolani, ha aperto la seduta commentando il documento prodotto dalla segreteria del Pd sulla mobilità di persone e merci. Cocciari ha lodato l’approccio ai problemi, articolato in varie prospettive che fanno delle comunicazioni stradali uno degli strumenti da adeguare alla crescenti esigenze, insieme al potenziamento delle reti ferroviarie, da impiegare per drenare una parte delle persone che raggiungono Perugia, previa creazione di parcheggi di scambio alla periferia della città, in modo da non dover costringere i cittadini all’utilizzo del mezzo privato. Ha evidenziato, però, nel documento alcune proposte che hanno bisogno di esplicazioni, riguardanti la situazione del trasporto stradale ormai critica, soprattutto nella fascia tra Collestrada e Balanzano.

L’inquinamento

Il dott. Roberto Rossi, nella sua veste di medico condotto che ha esercitato la propria professione a Ponte San Giovanni, analizzato i dati forniti da ARPA circa la situazione di inquinamento in cui vive il quartiere, integrandoli con considerazioni e valutazioni frutto della sua lunga esperienza.

Per Rossi i dati, considerati in una serie ventennale, assumono tratti di preoccupazione nella centralina ormai da decenni presente all’altezza del Parco Bellini, con numerose fasi di sforamento in alcuni anni. Un dato veramente significativo come campanello d’allarme è quello relativo al biossido d’azoto, prodotto tipico dell’inquinamento da traffico, che risulta superiore del 30 per cento nella centralina posta presso la E45 rispetto alla precedente: dato esaurientemente significativo dell’inquinamento risultante dal traffico veicolare.

Crstofani: il Nodo almeno fino all’ospedale

Sauro Cristofani ha chiarito che il documento, elaborato dal PD perugino, mira a dare una risposta complessiva ai problemi di tutta la fascia Sud e Ovest del territorio perugino: situazione così complessa da essere diventata ormai di portata nazionale e bisognosa perciò di una considerazione più ampia che non si limiti al solo esame delle problematiche riguardanti il tratto sicuramente più critico, quello appunto che fa perno nella zona di Ponte San Giovanni. Esponendo i punti nodali dell’ampio progetto presentato, si è soffermato specialmente sulla proposta di puntare all’allungamento della realizzazione del Nodino, almeno fino all’ospedale regionale: questo tratto aggiuntivo sarebbe già una soluzione sufficiente ad affrontare i nodi principali del problema congestione da traffico, gioverebbe a tutta la fascia Sud di Perugia e contribuirebbe in maniera decisiva ad allentare la morsa su Ponte San Giovanni, in quanto attirerebbe una massa di veicoli ben superiore a quella del Nodino nella versione ridotta proposta dall’ANAS. Con questa soluzione, alla quale dovrebbero lavorare con maggiore dedizione le attuali forze di governo dell’Umbria, si libererebbe in maniera decisiva il tratto critico tra Collestrada, Ponte San Giovanni e Balanzano interessando lo stesso abitato del quartiere, libero dagli ingorghi che non si creerebbero più.

Il tratto Madonna del Piano – Ospedale, ha però chiarito Cristofani, deve intendersi aggiuntivo al Nodino e non sostitutivo.

Il rischio seconda rampa

Il timore di chi vive a Ponte San Giovanni è che le opere aggiuntive proposte, tra cui il raddoppio della rampa di accesso al Raccordo, possano determinare un nuovo allungamento dei tempi di realizzazione della parte già finanziata, dopo il già estenuante attacco al Nodino condotta da anni da parte di Comitati locali contrari all’opera. E il Nodino viene considerato determinante per liberare Ponte San Giovanni dal traffico interno che si crea ad ogni disagio sull’attuale E45.

A proposito del raddoppio della rampa di accesso al raccordo, Luigi Ercolani ha bollato come irrazionale la proposta, facendo notare come questa, per i problemi tecnici insuperabili che porta con sé, non solo non risolverebbe i problemi di Ponte San Giovanni e territorio limitrofo, ma causerebbe addirittura un aggravio delle condizioni di congestione da traffico all’interno del paese. Ed ha invitato quindi i Comuni di Perugia e Torgiano a presentare le loro richieste all’ANAS per le opere di mitigazione dell’impatto sul territorio e di compensazione per qualche danno che esso dovrà sicuramente subire, inevitabile quando si realizza un’opera di interesse pubblico di ampia portata.

Elena Ranfa e Sarah Bistocchi hanno ribadito la posizione del Pd a favore all’intero Nodo, spiegando anche quanto le valutazioni fatte in precedenza sul Nodino e le novità nel frattempo intercorse. Per il Pd è fondamentale che il primo stralcio della variante arrivi fino all’Ospedale di Santa Maria della Misericordia, anche a due corsie se non ci fossero al momento i finanziamenti per farla a quattro. Questo per risolvere le problematiche della viabilità di tutta Perugia, offrendo un maggiore sollievo tanto alla congestione di traffico di Ponte San Giovanni e area limitrofa, quanto alle aree critiche della via Pievaiola e di tutto il contesto urbano che su questa gravita (aggiornamento 20/2).

Locchi e i comitati del “no”

L’ex sindaco Renato Locchi ha stigmatizzato i “no” di coloro che sono attenti all’integrità del territorio, ma non alla salute dei suoi abitanti, invitando il Pd ad ascoltare le voci di chi presenta le realtà critiche.

L’allarme inascoltato della Pro Ponte

Paolo Palmerini ha però ricordato come la Pro Ponte abbia sollevato già trent’anni fa il problema dell’inquinamento da traffico, senza che nel frattempo sia stato fatto nulla.

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