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Gubbio, bufera su registro coppie di fatto. Pd prende le distanze, Idv “quello strano venticello romano” – COMMENTA

Redazione

Gubbio, bufera su registro coppie di fatto. Pd prende le distanze, Idv “quello strano venticello romano” – COMMENTA

Ven, 27/01/2012 - 17:03

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Gubbio, bufera su registro coppie di fatto. Pd prende le distanze, Idv “quello strano venticello romano” – COMMENTA

Carlo Ceraso

E' bufera a Gubbio dopo che il Consiglio comunale ha deciso per abolire il registro delle coppie di fatto. Una decisione, condivisa da governo cittadino di centrosinistra che ha recepito una proposta della minoranza, che sta scatenando un finimondo in tutta la regione. Tante le prese di posizione che si sono susseguite alla decisione del sindaco Guerrini (Pd) e dei suoi alleati.
Il 'no? del Pd – L'mbarazzo è palpabile nella sede del Pd regionale, dove il segretario Bottini prende le dstanze dal voto dei suoi esponenti eugubini: “sul terreno dei diritti civili e dell’impegno per la loro estensione a chi non ce l’ha, il Partito Democratico mantiene posizioni avanzate e un profilo di estrema chiarezza. Anche in Umbria, regione decisamente all’avanguardia sotto il profilo del riconoscimento dei diritti e delle politiche contro le discriminazioni, il Pd ha sempre incoraggiato le scelte delle numerose amministrazioni in cui il centrosinistra ha responsabilità di governo tese ad ampliare il godimento dei diritti civili da parte dei cittadini. E’ per questo che la Segreteria Regionale del Partito Democratico dell’Umbria manifesta perplessità e disaccordo rispetto alle posizioni espresse dal Consiglio Comunale di Gubbio sulla cancellazione del registro delle coppie di fatto”. “Ci sorprende inoltre – ha aggiunto Bottini – la volontà di alcuni di rintracciare nuove convergenze politiche nel voto espresso in merito alla cancellazione del Registro. Anche in una fase difficile come quella che l’Italia sta attraversando e che richiede uno sforzo di responsabilità in più alle forze politiche chiamate alla ricostruzione, resta un terreno in cui si mantiene netta la distinzione tra centrosinistra e centrodestra, ed è proprio il terreno dei diritti, frontiera per lo sviluppo di politiche differenti tra gli schieramenti, soprattutto in Regioni aperte e all’avanguardia come l’Umbria”.

Idv, quel venticello… – durissimo il commento dell'Idv che, attraverso il capogruppo in regione Oliviero Dottorini giudica l'abolizione del Registro “un pessimo segnale per l’Umbria e per chiunque voglia tentare un approccio non ideologico a temi che riguardano la persona e l’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, al di là delle proprie convinzioni etiche e religiose. Voglio sottolineare il voto coerente dell’Italia dei Valori eugubina, ma oggi sarebbe interessante comprendere anche le ragioni di un sindaco che abbandona la sua maggioranza per convergere sulle posizioni del Pdl. Evidentemente spira da Roma un venticello che quando raggiunge le periferie si trasforma in tempesta o, meglio, in goffi tentativi di trasversalismo politico. E su questo sarebbe bene che il centrosinistra umbro iniziasse a fare una riflessione”.

Fds e Cgil pronte a dar battaglia – dello stesso tenore le dichiarazioni di federazione della Sinistra e Cgil. “La FdS della Provincia di Perugia esprime un giudizio negativo sul voto del Consiglio comunale di Gubbio e dello stesso sindaco Guerrini rispetto alla proposta avanzata dal centro-destra di abolire il registro delle coppie di fatto. Siamo di fronte ad un'azione politica chiaramente contrastante con la natura delle posizioni del centro-sinistra umbro in tema di diritti civili” scrivono i segretari Enrico Flamini (Prc) e Andrea Ceccarelli (PdC) “riteniamo davvero incomprensibile dal punto di vista politico che il garante della tenuta della coalizione, cioè lo stesso sindaco, abbia subordinato uno strumento di civiltà alla fase politica. In questo senso condividiamo in pieno la posizione assunta sulla vicenda dal nostro capogruppo in Regione Damiano Stufara. Vista la drammaticità della situazione sociale ed economica del territorio eugubino sulla quale occorre intervenire nel rispetto degli orientamenti assunti a livello regionale dalla coalizione di centro-sinistra, chiediamo una convocazione urgente della coalizione per chiarire la già difficile situazione poltica che sta attraversando la maggioranza di Gubbio”. “Quello che è successo a Gubbio – afferma il segretario Cgil di Perugia Vincenzo Sgalla – è di una gravità inaudita e la Cgil da oggi si batterà con tutte le sue forze perché questa scelta, completamente estranea ai valori della nostra regione e di una città come Gubbio, sia al più presto cancellata. Faremo tutto quello che possiamo per contrastare questa scelta politica, che arriva da un sindaco eletto con i voti del centrosinistra, ma evidentemente distante anni luce dai valori di quella cultura politica. Per questo ci piacerebbe aprire un confronto tra le tanti voci preoccupate e indignate che si sono già levate contro la scelta del sindaco, per dare parola all'altra Gubbio, cioè alla stragrande maggioranza di cittadine e cittadini che, ne siamo certi, sono contrari alla cancellazione del registro”. Sgalla ha chiesto anche che tutte le forze partitiche della maggioranza che sostiene l'amministrazione eugubina “prendano posizione in maniera chiara e attraverso i loro massimi esponenti, per chiarire, senza tentennamenti, cosa pensano di questa scelta liberticida”.
“Ridicoli” – sferzante la presa di posizione del consigliere di centro destra Franco Zaffini: “Ci congratuliamo con il Sindaco Guerrini sia nel merito che nella forma riguardo la decisione di votare a favore dell’abolizione del registro delle Coppie di fatto nel proprio Comune. Per quanto attiene il merito, infatti – spiega Zaffini – il registro delle coppie di fatto è uno strumento inutile, retaggio di una ideologia sterile che non serve a tutelare le convivenze secondo natura, a garanzia delle quali servirebbero ben altri strumenti, e non aggiunge niente ai già riconosciuti diritti civili costituzionali; per quanto attiene la forma, invece, chapeau per il tempismo perché ci viene il legittimo sospetto che, anticipando il voto sul registro delle coppie di fatto, la legge a tutela della Festa dei Ceri, passata anche grazie al centrodestra in Consiglio Regionale, probabilmente non sarebbe stata appoggiata da quella sinistra stizzita che oggi mette alla gogna il primo cittadino rinnegandolo politicamente. Nello psicodramma collettivo che si sta consumando all’interno della maggioranza e dello stesso Pd, come ennesima dimostrazione delle idee confuse di chi ci governa – dice ancora Zaffini – a Guerrini va riconosciuto l’ulteriore merito, che ovviamente secondo il suo predecessore Goracci tale non è, di fare qualcosa di destra, in una regione dove da un lato, la destra fa ancora troppo poco per offrire una prospettiva politica alternativa, dall’altro una sinistra rabberciata si impantana in provvedimenti ideologici, prigioniera di uno schema culturale che è sempre lo stesso da sessant’anni: la convivenza è di sinistra, il matrimonio è di destra. Ridicoli!”

Quale libertà? – Ricorre all’ironia l’onorevole pidielle Rocco Girlanda: “Di questo passo mi aspetto che Diego Guerrini venga espulso dal Partito Democratico, sempre meno democratico, vista la crescente serie di commenti negativi al voto del Consiglio comunale di Gubbio da parte del suo partito, degli alleati di governo e persino della Cgil. Alla tanto sbandierata libertà di coscienza sui temi etici e morali, ora il Pd, l’Idv ed il Prc umbro e di Gubbio antepongono i diktat di partito ed il pensiero unico, anche di fronte ad uno strumento che negli ultimi dieci anni ha palesato la sua inutilità e sostanziale rifiuto da parte della cittadinanza eugubina. Sconvolge, inoltre, l’intervento della stessa Cgil, di cui non mi stupisce più l’ingerenza in questioni politiche, visto l’attuale fallimento in quelle sindacali, quanto la condanna di un sindaco della parte politica certamente a lei più vicina nonché lo sconfinamento dell’intervento su temi etici e morali. Rinnovo i miei complimenti al sindaco ed ai consiglieri del Pd che hanno votato, invece, con autonomia e libertà di coscienza, valutando senza pregiudizi politici la mozione di un consigliere di minoranza”.

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