Graziano Scarabicchi, re degli spot tra cinema e tv "Quando Kate Winslet mi fissò..." - Tuttoggi

Graziano Scarabicchi, re degli spot tra cinema e tv “Quando Kate Winslet mi fissò…”

Davide Baccarini

Graziano Scarabicchi, re degli spot tra cinema e tv “Quando Kate Winslet mi fissò…”

Dom, 11/04/2021 - 11:28

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Graziano Scarabicchi, re degli spot tra cinema e tv “Quando Kate Winslet mi fissò…”

L'attore originario di Monte Santa Maria racconta la sua straordinaria carriera, dal bisnonno cantastorie al film con Anthony Hopkins. Ha già interpretato oltre 90 spot e non intende fermarsi qui

E’ il re incontrastato della pubblicità, con oltre 90 spot interpretati, record forse mai raggiunto da nessun attore al mondo. Lui è Graziano Scarabicchi, classe ’85, versatile, preparato e già con tanta esperienza alle spalle tra tv, cinema e teatro.

Il bisnonno cantastorie

L’attore umbro, originario di Monte Santa Maria Tiberina, scopre la sua vocazione già alle elementari, quando alle recite scolastiche preferiva avere ruoli da protagonista sul palco. “Una passione inconscia che non sapevo ancora di avere”.

A convincere del tutto il piccolo Graziano sul suo futuro sarebbe stato proprio suo bisnonno, “fantastico cantastorie che inventava stornelli, poesie e canzoni. Inoltre mi raccontava tanti aneddoti vissuti durante la guerra: quando lavorava nei seccatoi del tabacco di Burri, per aver fumato una sigaretta in servizio, fu addirittura arrestato e messo in cella per una notte. Sentii questa storia ad appena 6 anni e mi piacque talmente tanto che gli dissi: ‘Un giorno ti ricorderò in un film’. Fu allora che nacque in me quel desiderio di raccontare i grandi e le loro avventure. Ero affascinato dalla storia di ogni persona”.

Gli inizi da modello, nella pubblicità “per pura coincidenza”

L’ingresso nel variopinto mondo della pubblicità arriva – ammette – “per pura coincidenza”. Partito per Milano lavorando come modello, Graziano all’inizio viene scelto per un musical in tv con Vladimir Luxuria e Valeria Bilello, dove si accorge da subito che “per fare televisione non servono solamente un bel viso e una bella immagine ma anche tanta preparazione”.

E’ per questo che decide di iscriversi ad una Accademia di Musical (la Mas di Milano) specializzandosi in recitazione. E proprio mentre frequenta questa scuola, dopo tanti ‘No’, entra in un’agenzia: da qui in poi l’inizio della sua “carriera pubblicitaria” con i primi provini per gli spot. “La pubblicità era il giusto compromesso tra fashion e cinema: probabilmente il mio aspetto ‘da modello’ con una formazione cinematografica è stato il giusto connubio che mi ha rappresentato e che ha fatto sì che mi scegliessero”.

Il “testimonial perfetto”…

Graziano Scarabicchi diventa quindi il volto della tv commerciale, con brand prestigiosi e internazionali che lo vogliono nei rispettivi spot. In questo campo è una vera e propria garanzia, arrivando perfino a lavorare con registi come Gabriele Muccino e attrici di fama mondiale e premi Oscar come Kate Winslet.

Ma qual è il segreto per essere “il testimonial perfetto”? Lui risponde così: “Sicuramente ho dei canoni che rappresentano l’attualità e una preparazione molto solida derivante dalle tante scuole che ho frequentato. E soprattutto sono un ragazzo senza filtri, immediato, affidabile e quindi, probabilmente, quello che sono nella vita lo porto poi anche nel set. Lo spot e la pubblicità sono una cosa veloce, 30 secondi: i brand devono scegliere un’immagine che li rappresenti in toto ma che sia ‘istantanea’ e, appunto, ‘affidabile’, oltre che riprodurre in maniera rapida la realtà quotidiana. Bisogna avere un volto rassicurante e una recitazione naturale e vera. In questo vorrei cercare di diventare il più bravo”.

…e il mestiere di attore

Graziano, oltre alla sua idea sul “testimonial perfetto”, tiene a precisare anche quella relativa al mestiere dell’attore, un mondo che ancora oggi resta molto incompreso: “Purtroppo c’è l’idea che tutti possano fare gli attori ma non è così! Questo è un lavoro serio, che richiede preparazione, dedizione, studio e professionalità. Un bel viso non basta davvero. Un attore deve sempre studiare, tenersi aggiornato e ‘in allenamento’, perché è proprio come essere in palestra. E’ fondamentale studiare, mettersi sempre in gioco e soprattutto evolversi. E’ vero che con il talento ci si nasce ma questo va anche alimentato con teoria e pratica”.

Dalla tv al cinema, lavorare a fianco di un premio Oscar

Nella carriera di Graziano Scarabicchi, come detto, non ci sono solo gli spot. Nel suo curriculum di tutto rispetto figurano infatti anche innumerevoli fiction – tra cui “Un medico in famiglia” e “Che Dio ci aiuti” per citarne alcune – e film al cinema come “The Rite”, dove ha lavorato insieme ad un altro premio Oscar, Anthony Hopkins. Sarebbe stato proprio questo mostro sacro del grande schermo a dare un prezioso insegnamento all’attore umbro. “Ero catalizzato dal suo carisma. In lui ho visto concentrazione, preparazione e immedesimazione nel suo ruolo. Lui non interpretava il personaggio ma lo era, lo diventava. Questo secondo me è l’insegnamento più valido da portarsi con sé, cioè il fatto di non scimmiottare né recitare ma diventare ciò che uno sta interpretando, per essere più credibile e andare proprio in profondità. Lui mi ha davvero aiutato in questo senso e mi è rimasto nel cuore”.

Ma anche la stessa Kate Winslet, a fianco della quale ha lavorato nella famosa pubblicità di una nota marca di orologi, ha lasciato in Graziano molto più di un semplice ricordo: “Da piccolo avevo praticamente consumato la videocassetta di ‘Titanic’: lo vidi talmente tante volte che ormai sapevo a memoria tutte le battute e quindi trovarmi nel set con un mito come la Winslet per me era un sogno che si avverava. Poi quando lei mi venne incontro e mi disse in inglese ‘in questa sala si vedono solamente i tuoi occhi’, talmente tanta fu l’emozione di quel momento che riuscii solo a risponderle ‘Thank you so much…’, senza proferire nient’altro…”.

“Come il Covid ha cambiato il mio lavoro”

Tornando al presente, Graziano ci ha raccontato anche come il Covid-19 abbia cambiato il suo lavoro, soprattutto nel modus operandi: niente più provini ma self-tape fatti direttamente da casa e poi inviati ai registi; “un clima molto più freddo e asettico sul set, nessun abbraccio e distanze non solo fisiche tra colleghi“; infine pure diversi lavori prima congelati e poi inevitabilmente annullati.

Uno “spot” per Monte Santa Maria Tiberine

A proposito di Covid – che ha danneggiato l’Umbria in ogni settore economico-sociale – abbiamo chiesto al “re delle pubblicità” di dare “una mano simbolica” al comparto turistico, facendo un vero e proprio spot improvvisato per riportare le persone (quando si potrà) a visitare almeno la “sua” Monte Santa Maria Tiberina.

E più che una promozione è stata una dichiarazione d’amore: “Al Monte c’è una pace straordinaria, quella che tutti noi cerchiamo perché siamo sempre in movimento. Qui c’è un ambiente puro e sano, dove c’è un muschio che cresce in sole altre due parti del mondo. Sono venuto a scoprirlo tramite un abitante di Monte Santa Maria, che mi ha confermato, facendo delle indagini, che questo tipo di vegetazione si sviluppa solo in un ambiente estremamente pulito”

E poi si possono fare camminate a piedi o a cavallo, luogo ideale per mountain bike e corsa. Si mangia pure benissimo, grazie alla presenza di un ristorante conosciuto in tante parti del mondo. Ovunque vado, quando dico di essere di Monte Santa Maria Tiberina, mi parlano di ‘Oscari’. Sono clienti affezionati anche Filippa Lagerback e Daniele Bossari. Infine è un borgo ricco di storia: abbiamo un fantastico castello e una statua della Madonna con Bambino di 700 anni recentemente restaurata”.

Il sogno

Graziano Scarabicchi, prima di salutarci, ha confessato anche il suo sogno nel cassetto: “Mi piacerebbe molto passare dietro la macchina da presa, raccontando magari una sceneggiatura scritta da me, una storia dalla mia prospettiva al mio modo di vedere il mondo. Soprattutto per capire se il mio punto di vista possa rappresentare tante persone oppure rimanga una visione originale, un taglio sferzante che nessuno mai magari ha osato fare…”.

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