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Giornalismo: “La situazione in Italia è atipica, non ha riscontri simili in Europa”. Il Governo evita il confronto dal 2009

Redazione

Giornalismo: “La situazione in Italia è atipica, non ha riscontri simili in Europa”. Il Governo evita il confronto dal 2009

sabato, 01/12/2012 - 10:05

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Giornalismo: “La situazione in Italia è atipica, non ha riscontri simili in Europa”. Il Governo evita il confronto dal 2009

a cura di ANSO*

Chi è costui? Il volto non è conosciuto, il suo nome neanche, almeno al grande pubblico. Si chiama Frank La Rue, del Guatemala, e non è una persona qualsiasi: è il Relatore speciale dell’Onu sulla promozione e la protezione del diritto alla libertà di opinione e di espressione. C’entra nella vita di tutti noi più di quanto pensiamo. Chi di noi non usa Internet, per navigare, mandare una mail, leggere un giornale o divertirsi su facebook? Beh, ciò che a noi sembra scontato, la libertà di usare questi strumenti, non lo è in altre parti del mondo. E che dire dei giornalisti, quelli che rischiano la pelle per raccontare le guerre? Hanno bisogno di coperture governative, di appoggi logistici, di “protezione” per poter svolgere il proprio lavoro. Tutti argomenti, dai più banali ai più importanti, che passano per la mani di mister Frank. Anche l’accesso ai documenti amministrativi degli Enti di governo – quelli che spesso i cittadini italiani fanno fatica a reperire, dal Comune al Parlamento – è materia utile per riaffermare il diritto alla libertà di opinione e di espressione: non è possibile formarsi un’opinione, infatti, se non si è informati.

La posizione di Governo Italiano – Sapete perché un tipo così in Italia nessuno lo conosce? Perché il governo dal 2009 (ad oggi) si “rifiuta” di riconoscerlo come interlocutore, e intavolare con lui – e cioè con l’Onu – una seria riflessione sulla libertà di stampa, la libertà di espressione e la libertà di opinione in Italia. Insomma, sulla libertà.

L'incontro con ANSO – Nel suo peregrinare per il mondo mr. Frank La Rue è passato anche a Roma, dove ha voltuo incontrare anche ANSO. E' stata l'occasione per confrontarsi sulla situazione internazionale dei media on line, con particolare riferimento ai quotidiani d’informazione medio-piccoli, quelli più radicati nei territori. Gli abbiamo anche chiesto un aiuto per aprire un tavolo di confronto su problematiche comuni così da definire meglio una strategia per una proposta normativa che abbia chance di riuscita nel nostro Paese.

Il giornalismo in Italia – “La situazione italiana è atipica – ha spiegato La Rue – e non ha riscontri simili in altre realtà europee. E’ però un fatto che internet e l’online stanno diventando sempre più importanti per garantire non solo la libertà di opinione ma la stessa trasmissione di informazioni alla base di una coscienza critica che aiuti le comunità a svilupparsi. In questo senso mi farò carico – ha promesso La Rue – appena se ne presenterà l’occasione, di prospettare al governo italiano le tematiche sulla parità di diritti di chi fa informazione con particolare riferimento all’utilizzo del citizen journalism come fonte primaria di interscambio culturale e di controllo dei territori”.

Il diritto all'informazione – Frank La Rue ha poi allargato il discorso alla sua veste di incaricato Onu, segnalando come in molti Paesi la libertà d’informazione non esista o sia solo apparente. In occasione della Giornata mondiale della libertà di stampa del 3 maggio 2011, ha emesso un comunicato stampa sul diritto alla libertà di espressione su Internet, esprimendo preoccupazione particolare per quanto riguarda i giornalisti, blogger e attivisti che sono stati presi di mira in paesi come la Libia, Siria e Yemen. Ha invitato tutti i governi ad evitare forme di repressione, per abbracciare opinioni divergenti, per ascoltare le persone, e per costruire una società forte, basata sul consenso dei governati, la cui libertà di espressione deve essere accolta.
Sull’Italia, nell’ultimo rapporto, solo una riga: ”Italy (requested in 2009)”.

*Associazione Italiana Stampa Online


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