I giardinetti di largo Moneta chiudono per lavori - Tuttoggi

I giardinetti di largo Moneta chiudono per lavori

Redazione

I giardinetti di largo Moneta chiudono per lavori

Da domani via all'intervento ai giardinetti in viale Trento e Trieste | Ma il M5s sollecita più interventi sul verde pubblico
Dom, 02/04/2017 - 09:36

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I giardinetti di largo Moneta chiudono per lavori

Lavori di riqualificazione per i giardini pubblici di largo Moneta in viale Trento e Trieste: da domani, lunedì 3 aprile inizieranno gli interventi che richiederanno una chiusura temporanea di circa 15 giorni.

Si tratta di un lavoro che avevamo programmato da tempo, avviando la procedura di gara già ad ottobre dello scorso anno – ha dichiarato l’Assessore all’ambiente Vincenza CampagnaniCi dispiace arrecare qualche disagio e ce ne scusiamo in anticipo, ma l’obiettivo è rendere maggiormente fruibili i giardini e, al contempo, riqualificare l’area. Questo affinché genitori, bambini e persone anziane possano avere a disposizione, soprattutto durante il periodo primaverile ed estivo, uno spazio sistemato e vivibile”.

I lavori verranno eseguiti in due momenti separati. Il primo step riguarderà la realizzazione di una pavimentazione antitrauma in gomma colata, che verrà sistemata sotto i giochi presenti nel giardino. Questa fase sarà l’unica che richiederà una chiusura temporanea. Successivamente, senza bisogno di chiudere l’accesso al giardino, verranno effettuati interventi di manutenzione straordinaria dei giochi, sostituendo tutte le parti danneggiate o mancanti.

A seguito della gara effettuata attraverso il Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione (MEPA), a cui hanno partecipato quattro ditte specializzate in questa tipologia di lavori, l’intervento è stato affidato alla Eco Service di Traini P.A. Giuseppe per un importo di 27.630,20 euro.

Intanto, però, il Movimento 5 stelle sollecita più interventi nei parchi cittadini. “I 5.000 euro nel piano di investimenti sul verde attrezzato – evidenzia il gruppo rappresentato in consiglio comunale da Elisa Bassetti ci danno lo spunto per far emergere il triste stato in cui versano tutti i parchi gioco e i giardini pubblici di Spoleto dal centro storico alle periferie, e per prendere in esame alcune delle normative vigenti in fatto di materiali, sicurezza e pavimentazione.

Confrontando i requisiti delle norme, una tra tutte la UNI EN 11123 del 2004 “Guida alla progettazione dei parchi e delle aree da gioco all’aperto”, con lo stato dei giardini pubblici locali, ci si rende conto da subito che non c’è un solo parco spoletino che sia completamente a norma. La normativa UNI EN 1176 invece prevede che le attrezzature per parchi gioco debbano essere regolate da un servizio di manutenzione ordinaria e straordinaria a carico dell’acquirente, per garantire le condizioni di funzionamento e sicurezza nel tempo. La frequenza di tali controlli dovrebbe essere di almeno n°1 intervento a semestre. Il tema, che può sembrare di poco conto, dà la percezione di quanto il modello di città disegnato, anche attraverso il bilancio previsionale dall’Amministrazione Cardarelli, non tenga conto delle esigenze dell’infanzia destinando alle scuole e al verde pubblico stanziamenti vicini e pari allo zero.

Un censimento dei giardini pubblici nella nostra città ci darà chiaramente la certezza che questo Comune, e questa comunità, non stanno dedicando ai bambini gli spazi e le attenzioni che meritano. Vogliamo portare all’attenzione quindi lo stato di degrado un cui versano i giardini pubblici e gli spazi verdi della città, dal centro storico alle periferie, passando per il bellissimo e abbandonato parco di Villa Redenta. I giardini sono dei non luoghi, sporchi, trascurati, con giochi spesso fatiscenti quando addirittura pericolosi. Se ci vogliamo davvero prendere cura dei nostri ragazzi, dobbiamo farlo fin dalla più tenera età. Intanto abbiamo interloquito con l’Assessore Campagnani denunciando questa situazione ed anche per chiedere di investire più risorse nel verde pubblico, nella convinzione che bisogna prendersi cura dei ragazzi fin dalla loro più tenera età”.

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