Sei mesi possono bastare per dimenticare. E per ricominciare una nuova vita. E’ passato un semestre da quando la coppia George Leonard e Carla Giommi è scoppiata. I tradimenti del ‘Principe’ del Grande Fratello uniti ad un certo modo di fare informazione di qualche serie televisiva come Domenica Pomeriggio della D’Urso, hanno convinto la folignate a raccontare, nero su bianco, come sono andate le cose fra lei e il suo ex.
Ne è uscito così un libro, “La mia vita senza George Leonard” (Imart Edizioni), scritto insieme alla giornalista di Libero, Donatella Aragozzini.
Il volume sarà presentato sabato prossimo alle 18 presso la Libreria “3 libretti sul comò” in Via Mazzini a Foligno.
“Si tratta di una autobiografia – dice la Aragozzini – in cui Carla parla della sua vita sin da bambina, le nomina a Miss Umbria (1993, n.d.r.) e la partecipazione a Miss Italia, la lunga storia d’amore con Leonar e la nascita del piccolo Dan. Ma anche i primi tradimenti patiti e l’ultimo, quello in diretta televisiva, che li ha portati alla separazione”. Ma è anche la storia di “una donna ferita, preoccupata di proteggere se stessa e il suo bambino dall’accanimento dei media e che l’ha convinta a promuovere l’Associazione a favore delle vittime mediatiche, perchè ognuno deve essere libero di scegliere se apparire oppure no”. La Giommi dunque ha deciso di raccontare la ‘sua’ verità, quella che “la tv ha nascosto e continua a nascondere” dice l’ex modella folignate.Ma non è l’unica novità della giornata. Contattata telefonicamente da Tuttoggi.info, la 36enne della città della quintana, ha annunciato di esser stata informata dal suo legale, l’avvocato Giovanni Picuti, che il suo ex l’ha querelata. “Non conosciamo ancora le accuse mosse da George – dice la Giommi –, certo è singolare il suo comportamento, arrivare a denunciare la madre di suo figlio…”. I rapporti fra i due restano dunque molto tesi. “Con Dan si comporta bene – continua al telefono l’ex Miss Umbria – con me no. Da quando ci siamo separati non ho ricevuto un solo euro di mantenimento, meno male che ho un lavoro che ci permette di vivere”.
(Carlo Ceraso)
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