Gesenu "Spazzatura connection", sequestri per truffa milionaria ai Comuni | Arrestato Sassaroli - Tuttoggi

Gesenu “Spazzatura connection”, sequestri per truffa milionaria ai Comuni | Arrestato Sassaroli

Redazione

Gesenu “Spazzatura connection”, sequestri per truffa milionaria ai Comuni | Arrestato Sassaroli

14 indagati | Sequestro a Borgogiglione e di beni societari e personali | L'operazione del Corpo Forestale e della Guardia di Finanza | La nota della 'nuova Gesenu', "piena fiducia nella magistratura"
Mer, 30/11/2016 - 09:23

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Gesenu trema ancora. Travolta da una nuova inchiesta coordinata dalla direzione distrettuale antimafia, sull’azienda gestore dei rifiuti pesano come macigni le ipotesi di reato di gestione illecita dei rifiuti, associazione a delinquere e truffa ai danni degli Enti e dei cittadini. Denominata “Spazzatura Connection”, l’operazione della Guardia di Finanza e del Corpo Forestale dello Stato ha portato anche all’esecuzione dell’arresto di Giuseppe Sassaroli, direttore della partecipata che si occupa di gestione e smaltimento di rifiuti a Perugia e in altri Comuni dell’Umbria. In particolare è stata emessa un’ordinanza di custodia agli arresti domiciliari nei confronti dell’Ingegner Sassaroli e avvisi di garanzia nei confronti di altri collaboratori e dipendenti Gesenu.

Un’indagine che, come ha tenuto a precisare nel corso della giornata la stessa Gesenu con una sua nota, “riguarda presunti fatti e condotte che risalgono agli anni 2009 e seguenti quindi che nulla hanno a che fare con la rinnovata organizzazione aziendale e societaria che, tra l’altro, ha consentito a Gesenu di superare, con forza, l’interdittiva antimafia”.

gesenu-discarica-borgoglioneDalle prime luci dell’alba di oggi, 30 novembre, su ordine del GIP e coordinati dalla DDA di Perugia, uomini delle Fiamme Gialle e della Forestale stanno effettuando sequestri di beni societari e personali per 27 milioni di euro. 14 gli indagati a vario titolo, e nello specifico per associazione a delinquere, truffa ai cittadini dei 24 Comuni umbri per il pagamento di bollette, traffico illecito di rifiuti, frode nel commercio e in pubbliche forniture, inquinamento ambientale, gestione illecita di rifiuti e violazione delle prescrizioni ambientali. E’ stato posto sotto sequestro l’impianto di Borgogiglione. Quest’ultimo sequestro si aggiunge a quello già effettuato nei giorni scorsi a Pietramelina in una operazione che aveva portato alla luce un’ imponente truffa milionaria ai danni di 24 comuni ed Enti Pubblici regionali e di centinaia di migliaia di cittadini paganti bollette per prestazioni e servizi falsamente forniti.

gesenu-inchiesta-inquinamento gesenu-discarica-borgoglione2Le indagini, condotte, coordinate e dirette dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Perugia, sono state iniziate e portate avanti per oltre due anni dagli uomini del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale e Forestale del Corpo Forestale dello Stato di Perugia, attraverso intercettazioni telefoniche ed ambientali, appostamenti, pedinamenti, perquisizioni e sequestri documentali e di materiale informatico, analisi e raccolta di numerose testimonianze, che hanno consentito di accertare l’esistenza di un’associazione a delinquere finalizzata al traffico ed alla gestione illecita di rifiuti, inquinamento ambientale, e numerose violazioni alle prescrizioni delle autorizzazioni ambientali.

L’A.G., nell’ottica di un bilanciamento tra esigenze cautelari e necessità di garantire la continuità del servizio pubblico, ha autorizzato il conferimento dei rifiuti nel bioreattore sotto sequestro ancora per un massimo di 120 giorni al fine di permettere al Gestore di individuare una gestione dei rifiuti alternativa nel rispetto della normativa ambientale. L’inquinamento ambientale supportato dagli accertamenti analitici di Arpa e dalle indagini geofisiche del CTU ha compromesso le acque del Torrente Mussino ed i terreni limitrofi alla discarica in cui è stato rinvenuto percolato affiorante dal sottosuolo.

Nel corso delle indagini è emerso, inoltre, che le operazioni di recupero di rifiuti negli impianti di Pietramelina e Borgogiglione, gestiti da GESENU S.p.a. e da T.S.A. S.p.a., a favore della GEST S.r.l. (R.T.I. tra GESENU S.p.a., TSA S.p.a., ECOCAVE S.r.l., SIA S.p.a.) aggiudicataria della gestione dei rifiuti urbani e speciali a favore di 24 Comuni ricadenti nell’Ambito Territoriale Integrato 2 (Trasimeno – Perugino – Marscianese – Tuderte), in forza di un contratto d’appalto valido per il periodo 2009 – 2024 del valore complessivo di circa un miliardo di euro, in realtà non venivano effettuate o effettuate solo parzialmente. Il Consulente Tecnico dell’A.G. ha inoltre rilevato, nel corso della sua attività, deficit di stabilità sia nella discarica di Pietramelina che di Borgogiglione che rappresenta un rischio concreto anche alla luce dei recenti eventi sismici. A seguito di ciò l’A.G. ha provveduto ad informare le massime autorità regionali per le verifiche e l’adozione delle necessarie misure di sicurezza.

gesenu-rifiuti-connectionLa partecipata che si occupa della gestione e dello smaltimento dei rifiuti a Perugia e in altri comuni dell’Umbria, era già stata interessata da un’importante inchiesta della magistratura umbra solo un anno fa e commissariata per il pericolo di infiltrazioni mafiose. La revoca del commissariamento era arrivata meno di un mese fa, a seguito del riassetto societario dell’azienda.

Il Nucleo Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Perugia ha inoltre sottoposto ad una capillare e certosina analisi dell’enorme mole di documentazione tecnica ed amministrativa, acquisita dagli uomini del Corpo Forestale dello Stato, nonché quella di natura contabile e commerciale, esibita alle Fiamme Gialle dall’ATI2, dai 24 Comuni interessati e dalle società coinvolte. Dalla disamina di oltre 400.000 formulari di carico e scarico di rifiuti e da oltre 10.000 fatture, i militari della Guardia di Finanza hanno constatato, tra l’altro, la commissione degli ulteriori reati di truffa aggravata ai danni di enti pubblici e di frode fiscale attraverso l’utilizzazione di fatture per operazioni inesistenti. Ciò ha permesso di quantificare l’ammontare complessivo del profitto illecito da sottoporre a sequestro, sia come responsabilità amministrativa delle società coinvolte in fatti penali, sia come reati tributari, per un ammontare complessivo di oltre 27 milioni di euro.

La “nuova” Gesenu con il suo CdA ha comunicato con una sua nota che “non può che appoggiare con forza qualsiasi azione possa consentire all’Azienda stessa di individuare e superare eventuali comportamenti fraudolenti.  Preme evidenziare che il modello organizzativo ex l.231 è stato profondamente rivisto e implementato nel corso dell’anno 2015 allo scopo di aggiornare gli strumenti di tutela interna di Gesenu stessa.  La società collabora con il massimo impegno con l’Autorità Giudiziaria, come ha già fatto con le Autorità amministrative per le vicende della interdittiva, poi superata. L’obiettivo è quello di continuare il rilancio aziendale, garantendo e implementando i servizi erogati, i livelli occupazionali e il patrimonio sociale”. 

>>> GESENU, LE INCHIESTE

Chiediamo – spiegano i sindaci dell’area Trasimeno e Corciano che sia fatta chiarezza su tutti gli aspetti di questa vicenda, da quelli ambientali a quelli finanziari. Il rapporto di eccessiva ingerenza in Tsa da parte di Gesenu, che è il principale socio di minoranza con il 40 per cento delle azioni, ci aveva convinto già nell’estate 2014 a modificare lo statuto e a non rinominare l’amministratore delegato di spettanza di Gesenu. Questi infatti cumulava fino al 2014 la doppia carica di amministratore delegato sia di Gesenu che di Tsa. Un palese conflitto di interesse – concludono – che oggi sembra nascondere anche qualcosa di più grave e preoccupante, dove i Comuni ed in particolare quelli dell’area Tsa (gestore operativo della discarica) sembrerebbero, in base a quanto riportato dagli organi di stampa, vittime di opache regie a loro danno”. A più riprese i sindaci dell’area servita da Tsa hanno manifestato la necessità di rivedere il contratto generale Gest che regola il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti nell’Ati2. Inoltre sul tema rifiuti la giunta dell’Unione dei Comuni del Trasimeno ha formalmente richiesto sia agli organi regionali che a Gest di scongiurare criticità che possano compromettere le attività di raccolta e smaltimento.

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