Galleria Forca Canapine, tempi lunghi per la riapertura | Ticket, la proroga non c'è - Tuttoggi

Galleria Forca Canapine, tempi lunghi per la riapertura | Ticket, la proroga non c’è

Sara Fratepietro

Galleria Forca Canapine, tempi lunghi per la riapertura | Ticket, la proroga non c’è

Corsa al viagra, Umbria non proroga esenzione T16 | Sul danno indiretto del terremoto confermati fondi solo per 6 mesi | Contributo autonoma sistemazione, i ritardi dei Comuni
Gio, 27/04/2017 - 10:38

Condividi su:


Galleria Forca Canapine, tempi lunghi per la riapertura | Ticket, la proroga non c’è

Tempi lunghi per la riapertura della galleria di Forca Canapine (e della strada da Norcia ad Ascoli Piceno), mentre la Provincia di Perugia frena sui tempi per la conclusione dei lavori sulla sp 477 di Castelluccio. La viabilità nella zona del Parco nazionale dei monti Sibillini è finita al centro del dibattito politico e gli ultimi incontri hanno portato novità non molto positive per i cittadini di Norcia ed in particolare i castellucciani. Ma ci sono numerose altre questioni che rimangono critiche nella gestione del post terremoto in Umbria (regione che comunque per vari aspetti è più avanti rispetto alle altre del centro Italia coinvolte dagli eventi sismici del 2016 e del 2017). Tra cui la mancata proroga in Umbria (a differenza delle altre tre regioni coinvolte) dell’esenzione del ticket per i farmaci per gli sfollati.

Strada di Castelluccio, Mismetti: “No false aspettative”

IMG-20161108-WA0012La viabilità rimane un tema critico, come emerso già durante i due incontri pubblici che si sono tenuti a Norcia una settimana fa. La presidente della Regione Catiuscia Marini, affiancata dai tecnici regionali, ha infatti spiegato come, per cercare di far prima nella riapertura della strada per Castelluccio, la Provincia abbia deciso di procedere autonomamente con i lavori senza darli in gestione all’Anas come previsto dalle disposizioni post terremoto che riguardano non solo le strade statali ma anche tutte le altre. Anche perché, ha confessato la governatrice, i cantieri Anas previsti dall’apposito piano siglato con la protezione civile nazionale sono tutti in alto mare. Per la sp 477 di Castelluccio, invece, l’obiettivo è la riapertura per fine giugno, massimo i primi 10 giorni di luglio. Ma a frenare gli entusiasmi è stata negli ultimi giorni una nota del presidente della Provincia perugina Nando Mismetti: “Si tratta di lavori particolarmente complessi per i quali, nonostante si stia procedendo con la massima celerità, al momento, è azzardato definire la data della loro ultimazione creando false aspettative.

Galleria di Forca Canapine, tempi lunghi per la riapertura

Peggiore sembra essere la situazione della galleria di Forca Canapine, che permetterebbe di raggiungere Castelluccio con un itinerario alternativo. A fare il punto è stato ieri l’assessore regionale Antonio Bartolini, replicando ad un’interrogazione del Movimento 5 stelle. “Per quanto riguarda la galleria Forca Canapine – ha detto Bartolini – l’Umbria, insieme alla Regione Marche, ha sollecitato l’Anas, quale soggetto attuatore, a portare avanti il programma del primo stralcio approvato dal Dipartimento Protezione civile, che è la priorità. Però l’Anas ha detto che la riapertura della galleria richiede la risoluzione dell’intero blocco, anche dei viadotti esistenti nelle Marche. Anche per questo problema è data la massima procedura di accelerazione. Ma i tempi, vista l’entità del danneggiamento, non saranno di quelli che consentiranno per la riapertura del tratto stradale per la fioritura del Piano”.  Insomma, anche per la galleria bisognerà prima aspettare che sia completato tutto il tratto interrotto dal 24 agosto tra Norcia e la provincia di Ascoli Piceno.

Niente esenzione ticket da fine marzo dopo la corsa a tachipirina e viagra

Tra le lamentele dei cittadini c’è anche quella relativa all’esenzione del ticket per i farmaci, non più in vigore dal 31 marzo. La presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, nei giorni scorsi a San Pellegrino di Norcia aveva spiegato alla popolazione che la proroga era stata approvata, ma soltanto per i farmaci di fascia A e B e non quelli di fascia C. In realtà la proroga c’è stata, sì, ma a dicembre 2016 e con scadenza appunto fine marzo 2017. La Marini, quindi, probabilmente si è confusa sulle scadenze. Mentre già da gennaio il famoso codice T16 (l’esenzione appunto del ticket per i terremotati) era stato tolto per i farmaci di fascia C. Colpa, confermano dall’assessorato regionale alla sanità – come aveva già spiegato la presidente – della corsa sospetta ad accaparrarsi farmaci. C’è infatti chi ha preso pacchi e pacchi non solo di tachipirine ed aspirine, ma anche di alimenti per infanzia e viagra. Non solo quindi la spesa per la Regione era in questo modo insostenibile, ma il timore è dietro che una simile corsa ai farmaci di fascia C ci sia stato un vero e proprio tentativo di lucro da parte di alcuni cittadini.

Dal primo aprile, comunque, tutti i farmaci e gli esami di laboratorio sono tornati a pagamento (salvo ovviamente gli altri codici di esenzione) ed il codice T16 non è più in vigore in Umbria. Diverso discorso per le altre regioni del centro Italia (ovviamente l’esenzione riguarda i comuni del cratere ed i cittadini che hanno i requisiti necessari), secondo quanto è stato possibile ricostruire: in Abruzzo c’è stata una proroga fino a giugno 2017, nelle Marche fino a settembre 2017, mentre nel Lazio fino a dicembre 2017. Ad evidenziare la mancata proroga dell’esenzione in Umbria, al contrario di quanto detto pubblicamente, erano stati diversi cittadini di Norcia dopo l’articolo di Tuttoggi.info che riportava le parole della presidente Marini.

L’opposizione lamenta i ritardi sul post terremoto

Intanto ritardi nelle problematiche del post terremoto sono stati denunciati a più riprese dalle varie forze di opposizione. A tornare su alcune questioni è stato ieri il capogruppo del Movimento 5 stelle in consiglio regionale Andrea Liberati, illustrando l’interrogazione a cui ha poi risposto Bartolini. Che ha domandato “se risponda al vero che il danno indiretto sarebbe riconosciuto per un massimo di sei mesi, essendo altrimenti assimilato dall’Europa ad ‘aiuti di Stato’, ammesso che peraltro il Governo ci metta i soldi necessari”. Inoltre i consiglieri pentastellati hanno chiesto se, “a dispetto delle difficoltà burocratiche registratesi nei Comuni del cratere, la Regione abbia liquidato gli importi del contributo autonoma sistemazione almeno fino a marzo 2017 e quante siano le famiglie ancora in attesa di assegnazione della misura a quella data. Basti pensare che nel solo Comune di Norcia delle 1.642 pratiche istruite ne sono state pagate solo 858 e solo per i primi due mesi.

Nei giorni scorsi, invece, erano state le forze di centrodestra e liste civiche a fare il punto, durante una conferenza stampa a palazzo Cesaroni per “sollecitare un’azione più incisiva da parte di Governo e Assemblee legislative di Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo”. “A otto mesi dal terremoto – hanno ricordato – sono state installate meno del 5% delle 3mila casette necessarie, dei 23 miliardi di euro per la ricostruzione più altri 4 per i danni indiretti e lo sviluppo socio-economico sono ancora scarse le disponibilità di cassa e la burocrazia sta facendo ulteriori danni, come rilevato da diversi sindaci”.

Sulla questione dei danni indiretti al turismo, i consiglieri di minoranza chiedono: “una diminuzione selettiva dell’Irap a sostegno delle categorie più pesantemente colpite; l’attivazione di servizi ferroviari a mercato, come il Freccia rossa, a sostituire la linea del treno ‘Tacito’, che collega Terni e tutta l’Umbria a Milano (‘ce l’ha fatta anche la Basilicata – ha ricordato Ricci – facendo passare il Freccia rossa che collega la Puglia a Milano anche per Metaponto e Ferrandina che, con tutto il rispetto, non sembrano importanti come Spoleto, Foligno e Assisi’); impostare la comunicazione turistica evitando di citare il terremoto e sopratutto inesistenti vittime, puntando invece sulla comunicazione emozionale e includendo un sito internet, un numero telefonico da chiamare per poter vendere il prodotto turistico; una riqualificazione delle rete stradale della Valnerina e la ricostruzione veloce della basilica di San Benedetto, che è il polo attrattivo principale e potrà trascinare la ripresa come accaduto con la riapertura della basilica di San Francesco nel precedente sisma”.

Claudio Ricci (Rp) ha sottolineato l’importanza del coinvolgimento di “soggetti ad alto potenziale di comunicazione, come tour operator, compagnie low cost e di gestione dei motori di ricerca, più che mandare uno spot televisivo di pochi secondi”. Per Raffaele Nevi (FI) una diminuzione selettiva dell’Irap “sarebbe una di quelle cose che questo ente può fare, ma è rimasta lettera morta perfino la delibera consiliare firmata anche dai consiglieri di maggioranza Chiacchieroni, Leonelli e Rometti che, fra le altre cose, prevedeva questo tipo di agevolazioni. La maggioranza è troppo impegnata sulla questione dei direttori generali, Orlandi sì Orlandi no, per ascoltare il grido di dolore di commercio, turismo e servizi”. Sergio De Vincenzi (Rp) ha sottolineato alcuni aspetti di cui si è occupata la Terza commissione consiliare, di cui egli è vicepresidente: “il nuovo Piano sociale tratta in maniera sfuggevole la questione sisma, c’è un bando per il servizio civile che sarà destinato al sostegno delle popolazioni colpite ma sarebbe auspicabile la disponibilità di psicologi e operatori specializzati. Per non dire della ristrutturazione della Asl 2: come si fa a pensare di eliminare o ridurre i servizi veterinari dalla Valnerina se una delle sue identità specifiche è proprio la zootecnia quale sostegno delle attività produttive?”.

 Danno indiretto e contributo autonoma sistemazione, Bartolini spiega

Nella sua risposta, in merito al danno indiretto, l’assessore regionale Antonio Bartolini ha detto che “purtroppo c’è veramente questo problema di ordine europeo. Attualmente non possono essere riconosciuti più di sei mesi. L’Umbria, insieme alle altre regioni interessate, si sta muovendo in ogni sede per trovare un rimedio a questo problema che non dipende dal legislatore italiano. Quindi massima attenzione perché il problema effettivamente è significativo”.

Diverso il discorso sul contributo per l’autonoma sistemazione, dove la Regione Umbria sembra aver fatto la sua parte, mentre i problemi principali rimangono in capo ai Comuni. Con una situazione veramente critica, anche a causa del numero elevatissimo di domande e dei pochi dipendenti comunali che devono farvi fronte, quella di Norcia. “Per per quanto riguarda il contributo autonoma sistemazione, – ha sottolineato Bartolini – attualmente la Regione rispetto a una rendicontazione di 1 milione 320mila euro, ha attribuito ai Comuni 3 milioni 600mila euro. Il tema è noto e lo stesso Sindaco Alemanno ha fatto un piano di lavoro. A questo è legato l’altro tema delle strutture comunali che stanno implementando il personale. Ancora non abbiamo una stima definitiva sulle persone da gestire. Comunque le attribuzioni sono maggiori rispetto a quanto rendicontato: le risorse in cassa ci sono. Però ci sono obiettivamente dei problemi che contiamo di risolvere con le unità di personale che stanno arrivando”.


Condividi su:


Aggiungi un commento