Friar Alessandro, stampa internazionale ad Assisi per il tenore di Dio – Ascolta - Tuttoggi

Friar Alessandro, stampa internazionale ad Assisi per il tenore di Dio – Ascolta

Redazione

Friar Alessandro, stampa internazionale ad Assisi per il tenore di Dio – Ascolta

Dom, 30/09/2012 - 16:10

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Se sarà un successo lo sapremo fra poco più di due settimane quando in tutto il mondo uscirà Voice From Assisi l’album di Fratel Alessandro prodotto dalla Decca, la casa discografica leader nella musica classica e concertistica, e supervisionato da Mikee Hedges (U2 e Cure). Per il momento, a parte i frati che operano con lui alla Porziuncola, solo la stampa ha potuto ascoltarlo dal vivo nel corso del concerto organizzato a porte chiuse nella Basilica di Santa Maria degli Angeli. Una quarantina le testate ammesse all’evento (tra queste anche Tuttoggi.info), provenienti da tutto il mondo che hanno trovato ad attenderle padre Fabrizio Migliasso, custode del proto-convento Porziuncola, e Dickon Stainer, presidente della Decca Records.
L’attenzione era però tutta per frate Alessandro Brustenghi, 34 anni, originario di Castiglion della valle, frazione di Marsciano, una ventina di chilometri da Perugia. Intorno al fraticello di Assisi, il tenore mandato da Dio, come l’ha ribattezzato Repubblica, si muovono due vere e proprie macchine da guerra. Da un lato il marketing della Decca, costola della Universal, interessata a fare di padre Alessandro un fenomeno musicale aiutata in questo anche dal suo sex appeal che sembra piacere molto al gentil sesso (una coincidenza che il 90% dei presenti fossero giornaliste). Dall’altro i frati minori, capitanati da fratel Pasquale Berardinetti, che intorno al provetto tenore hanno innalzato una impenetrabile cortina a difesa della sua tranquillità. Tanto da pubblicare un libro sulla sua vita (Frate Alessandro, la mia vita, la mia musica – Edizioni Porziuncola) così da accontentare giornalisti e curiosi.
La conferenza – Ai numerosi giornalisti, divisi per gruppi linguistici, è stata offerta da diversi frati una visita guidata al Santuario. Subito dopo la conferenza stampa nella sala del refettorietto. A fare gli onori di casa frate Fabrizio che si è presentato anche quale “custode di padre Alessandro”. “Il canto, espressione del bello e di un cruore che ringrazia, è un annuncio di Dio, che è il Bene sopra ogni cosa, e del suo amore per ogni uomo”. Il custode della Porziuncola ha ammesso che i frati minori oggi provano a percorrere “nuove strade per annunciare il Vangelo e fra queste c’è anche l’album di Alessandro, registrato negli Abbey Road Studios (quelli dei Beatles, n.d.r.)”
E’ una grazia aver incontrato un artista come frate Alessandro” ha detto il boss della Decca “sin dal primo ascolto sono rimasto colpito dalla sua voce, apprezzata da diversi critici internazionali”. Stainer sorvola sulla imponente operazione di marketing creata intorno al frate-tenore (si parla di 25 dirigenti di diversi Paesi riunitisi per approcciare al meglio il lancio dell’artista col saio) aggiungendo che “il suo canto è l’espressione di quanto crede e una bella testimonianza della sua fede”.
Friar Alessandro – tocca ora a lui affrontare i giornalisti, a Friar Alessandro (non è un caso che la Decca abbia preferito al termine frate il più internazionale friar). Con un buon inglese il frate di Perugia risponde a tutte le domande. Il sorriso da giovinetto, Alessandro racconta la sua vita, l’incontro con Dio, la passione per il bel canto. Come abbia incontrato la Decca non è dato saperlo, di certo il contratto firmato con la major non sembra averlo sconvolto più di tanto. Il ricavato del cd andrà tutto alle opere dei frati minori e non si cura di essere già una star (come lo è per i giornali inglesi che nelle scorse settimane gli hanno dedicato intere pagine). “Certo che ho paura dei risvolti di una simile esperienza” dice rispondendo ad una domanda di Tuttoggi.info “ma con l’amore di Dio e vivendo in questo luogo (la Porziuncola, n.d.r.) non posso temere nulla”. Ringrazia i suoi maestri di musica e canto citando fra gli altri Gabriella Rossi e il compianto Ciro Scarponi. Al termine dell’incontro c’è un piccolo rinfresco servito nel chiostro. Frà Alessandro si concede ai fotografi mostrando già una qualche predisposizione alla ‘posa’. Per i cronisti che lo desiderano c’è la possibilità di unirsi ai frati per la preghiera del Vespro.
Concerto blindato – alle 20 è fissato il breve concerto di Alessandro, appena quattro brani. I padri della Basilica pregano gli ultimi turisti, incuriositi dall’arrivo delle telecamere, di abbandonare la chiesa. Davanti alla suggestiva Porziuncola – dove San Francesco cantò sorella morte il 3 ottobre 1226 e dove Santa Chiara abbracciò sorella povertà – si sistemano i Solisti di Perugia, impeccabili nella loro esecuzione. Frate Alessandro intona alcuni dei brani che compongono l’album: Panis Angelicus, Sancta Maria, Pater Noster e la struggente Dolce sentire. Di buona scuola e impostazione, la voce risulta però limitata nei registri alti con risultati apprezzabili sotto il profilo della rotondità e profondità di emissione. Laddove non potè la mano di Dio, c’è da giurarlo, riuscirà il marketing.

Car. Cer.
© Riproduzione riservata
La foto in home page è tratta dal sito http://friaralessandro.com/www.friaralessandro.com

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