FESTIVAL 2 MONDI, I MECENATI E IL FATTORE C. (Foto Video Tuttoggi.info) - Tuttoggi.info

FESTIVAL 2 MONDI, I MECENATI E IL FATTORE C. (Foto Video Tuttoggi.info)

Redazione

FESTIVAL 2 MONDI, I MECENATI E IL FATTORE C. (Foto Video Tuttoggi.info)

Lun, 15/03/2010 - 23:55

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di Carlo Ceraso

Il Festival bussa, i mecenati tornano a rispondere. Ruota anche intorno alla figura di Duccio Marignoli, marchese della antica e nobile famiglia spoletina, il rilancio del Festival modello Giorgio Ferrara. A Marignoli – presidente della omonima Fondazione con sede negli Usa e che opera, attraverso il “World Monuments Found”, per la salvaguardia del patrimonio artistico in Italia – il compito di coordinare l’associazione voluta non solo per sostenere economicamente la kermesse, ma anche per proporre nuove iniziative culturali che possano in ogni modo riportare il Festival ai fasti menottiani.

L’iniziativa è stata presentata questo pomeriggio all’Hotel Clitunno ed era molto attesa anche per tastare il polso al Cda della Fondazione, dopo le recenti polemiche per alcune dichiarazioni del vice presidente Stella in merito al doppio incarico di Ferrara, presidente e direttore artistico del Festival.

I mecenati – a Ferrara il compito di illustrare l’idea che, a quanto riferito, ha già riscosso un discreto successo fra coloro che amano o sono intenzionati a cominciare ad amare il Festival. “Ho voluto che l’associazione fosse chiamata ‘Mecenati’ perchè un mecenate è diverso da un ‘amico’ – ha esordito il presidente -; con gli amici si va a cena…. i mecenati hanno un ruolo diverso, aiutano l’arte, la coltivano. Sia ben chiaro, non stiamo facendo una questua, questa associazione deve diventare uno strumento di valorizzazione della città. Non a caso abbiamo pensato a Duccio Marignoli, esperto d’arte conosciuto in tutto il mondo e da sempre amico di Spoleto”. Vice presidente sarà Dino Trappetti, il presidente della sartoria Tirelli, l’uomo che ha vestito il cinema e il teatro ricevendo premi in tutto il mondo fra i quali una decina di Oscar (guarda la recente intervista a La7).

Ferrara annuncia anche un secondo vice presidente, Bernardino Campello, già capo ufficio stampa del Festival e rampollo del casato Campello-Agnelli.

Chissà cosa gli ha raccontato al presidente la fedelissima Nicoletta Ercole che, nonostante un braccio ingessato, si muove peperina come l’Elisa Greco di un tempo. Perchè il diretto interessato, Bernardino Campello, da Roma fa sapere di essersi riservato un periodo di riflessione prima di accettare qualsiasi incarico.

La parola passa al sindaco che tesse un grande elogio per l’impegno profuso da Duccio Marignoli: “da sempre è stato vicino alla nostra città – ha detto il primo cittadino – ed è per questo che è già stato insignito della Lex Spoletina. Questo ulteriore sforzo ne è la riprova”. Parlando del festival, Benedetti ha dichiarato che “proprio il fatto che tante persone si stanno riavvicinando alla manifestazione significa che siamo sulla buona strada. Anche in città si è ricreato quel gioco di squadra, fra tutti i principali attori della società e della economia, indispensabile per rilanciare il Festival. Spero che presto si possa tornare ai bei tempi, quando a Roma come a Milano ci si salutava dicendo ‘ci si vede a Spoleto’”.

“Il Festival si sta riposizionando sulla scena internazionale – ha detto Marignoli -, sta tornando ad essere una kermesse di frontiera, di sperimentazione, una manifestazione all’avanguardia. E’ evidente che è necessaria la massima partecipazione. Il momento è favorevole per riconquistare quella palma d’oro che Spoleto ha meritato per tanto tempo in campo artistico e culturale”.

Ferrara riprende la parola per passarla al vice Stella. Una stoccatina però la deve dare, sentendo fin troppo il fiato sul collo della stampa locale: “ricordatevi sempre che stiamo lavorando per voi, per la vostra città”. Benedetti non regge il colpo e, provetto Veltroni, pacatamente e serenamente, riprende il direttore artistico: “la nostra città, vorrai dire. Questa è anche la tua città”. “Certo…certo Daniele, la nostra città” si riprende in corner Ferrara. Punto e a capo.

I calzini e la… marchesata – la sala è ora tutta per il Gilbertone locale, che si presenta in giacca blu e un coordinato di camicia, cravatta, pantaloni e persino i calzini in tinta viola. Un tipo veramente glamour. L’astro spoletino è deciso a chiarire quanto era stato riportato nei giorni scorsi dalle colonne de “Il Messaggero” e il suo pensiero in merito al doppio ruolo di Ferrara (in pratica di controllore e controllato). “E’ stata una marchesata” esordisce il vice presidente. Gli occhi dei presenti puntano immediatamente su Marignoli. Che avrà fatto mai di male il marchese? si domandano. L’equivoco è presto chiarito. Stella parla di Alfonso Marchese, il caporedattore del quotidiano di Caltagirone che ha riportato il disappunto dell’etoile spoletina sul doppio incarico di Ferrara. “Quella era una chiacchierata informale, di due amici al bar, era il mio pensiero proiettato al futuro…”. Poi tutto un panegirico sul suo passato di ex presidente, delle innumerevoli difficoltà superate quando c'erano i Menotti, del nuovo mandato di vice che 'alcuni noti personaggi hanno cercato di minarmi… va a finire – dichiara sbottando – che comincerò a fare come i politici, prometterò senza mantenere!”. Solo dopo un buon quarto d'ora conclude che, tutto sommato, con Ferrara non c’è alcun problema. Può rimanere lì con tutte e due le poltrone. D’altra parte, poco prima, era stato lo stesso regista a ribadire che il suo contratto “parla chiaro e per due anni ancora mi dovete tenere così come mi hanno preso!”.

Si dirà che, per fortuna, c’è un CdA composto da 6 membri (più Ferrara) ma è evidente che le due cariche non fanno pandan. Ci pensa allora la Ercole che, confondendo la gestione della res publica con l’amore materno, sancisce: “è come se a una mamma, dopo 9 mesi di gestazione, gli togliete il proprio figlio”. Che c’azzecca lo sa solo lei. Che sia un nuovo filone di giusnaturalismo? Meglio, giusmammismo.

L’iscrizione ai Mecenati – sono tre i livelli con cui si può sostenere il Festival. Per diventare ‘benefattori’ ci vogliono 5mila euro tondi tondi, con la metà (2.500€) si diventa ‘donatori’, mentre per 1.000€ si acquisisce il titolo di ‘sostenitori’. Diversi i vantaggi: dal nome sull’Albo d’oro pubblicato sul sito ufficiale del Festival (sigh, magari una menzioncina sul catalogo non ci starebbe male), ad una card, all’omaggio di biglietti per i Concerti di mezzogiorno, fino alla possibilità di affittare “ad un costo agevolato uno dei ‘luoghi’ del festival per organizzare un evento privato”. Alle prime due categorie è riservato, fra gli altri vantaggi, anche l’invito per due persone allo spettacolo e alla cena della serata di inaugurazione”. L’adesione alla associazione – fanno sapere dal Festival – consentirà di godere dei vantaggi fiscali previsti dalla normativa vigente. C’è chi chiede da quando si potrà aderire. “Pensiamo già dal prossimo 22 marzo – dice la Ercole -, anzi no, facciamo dal 23 che… porta fortuna”. Ovviamento il riferimento non è alla smorfia napoletana (o’ scemo) quanto alla tradizione cabalistica romana, più vicina alla prode Ercolina, secondo la quale, è risaputo, il 23 altro non è altro che…. il Fattore C.


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