Ex-Panetto & Petrelli, novità per area e immobile | In arrivo l’ennesimo supermercato

Ex-Panetto & Petrelli, novità per area e immobile | In arrivo l’ennesimo supermercato

Imprenditori spoletini avrebbero acquisito ciò che rimane dello storico poligrafico per trasformarlo in centro commerciale-artigianale

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Ci sono delle importanti novità per quanto riguarda la sorte dell’area e dell’immobile industriale delle ex Arti Grafiche Panetto & Petrelli di Spoleto, in v.le Martiri della Resistenza.
Ormai da molto tempo il sito industriale-artigianale è praticamente abbandonato dopo le alterne vicende che hanno riguardato la proprietà nel corso degli ultimi 20 anni e che alla fine hanno portato al completo stop delle attività produttive del glorioso poligrafico spoletino.

Dopo la definitiva uscita di scena, intorno alla prima metà degli anni ’90, della vecchia proprietà riconducibile alle famiglie dei fondatori, Carlo Panetto e Gaetano Petrelli che nel 1903 diedero vita formalmente alla società che ha attraversato quasi un secolo di vita produttiva umbra  e che ha portato la P&P ad essere il più importante poligrafico nel Centro Italia, negli ultimi 20 anni di vita dell’azienda, con continui alti e bassi, passaggi di mano societari, cambi di nome, assalti alla diligenza di pseudo imprenditori con le ragnatele nel portafoglio e qualche appetito di troppo della peggiore politica di campagna, si è consumato il de profundis  di una realtà che poteva essere rimodellata e ricollocata sul mercato con una visione più illuminata da un punto di vista della gestione economica e dell’innovazione di prodotto.

Senza però dilungarci troppo sulla natura di certi cambiamenti epocali, che quasi sempre sono guidati dallo sviluppo tecnologico ma anche dall’esperienza e della conoscenza delle dinamiche industriali e produttive all’avanguardia, ciò che è sempre rimasto un mistero è cosa potesse rappresentare il sito della ex-Panetto & Petrelli in termini di immagine e sopratutto in termini di sviluppo futuro, in una città come Spoleto, considerato che  i 12mila metri quadri dell’area interessata si trovano a pochi metri dal centro storico cittadino e letteralmente a due passi da uno dei più importanti sistemi europei di Mobilità Alternativa. Avere una idea chiara diventa un imperativo inderogabile che può cambiare il volto di una intera parte del territorio cittadino.

Le novità dell’ultimo momento sarebbero quelle che vedono un gruppo di conosciuti imprenditori della città, uniti nell’acquisto del terreno su cui insiste l’ex sito produttivo. Un investimento milionario che oltre all’acquisto includerebbe nel progetto anche la trasformazione della struttura in un nuovo spazio commerciale-artigianale, secondo la vecchia destinazione d’uso. Appare improbabile la trasformazione dell’area in metri cubi per uso abitativo, vista l’attuale crisi del “mattone”, mentre è concreta l’ìpotesi che l’operazione di ristrutturazione sia fortemente indirizzata ad un utilizzo commerciale della nuova struttura.

Dello straordinario esempio di archeologia industriale, le cui prime pietre furono posate alla fine degli anni ’10 del Novecento, dovrebbe rimanere solo la storica facciata prospiciente Viale Martiri della Resistenza, unica vestigia di un glorioso passato.

Che ci sia un progetto, anche uno qualunque a questo punto, sull’intera area è comunque una fatto nuovo perchè la struttura del vecchio poligrafico è stata danneggiata, anche se lievemente, dal terremoto ma sopratutto l’abbandono si è fatto evidente a causa della natura che si sta riappropriando di tutto. E francamente  vedere erbacce e piante cresciute a dismisura diventare le uniche padrone di una struttura così ha molto del genere “Fine impero”.
Diversa invece è la valutazione sulla nuova destinazone d’uso. 
Se fosse vera l’ipotesi che sta circolando ora  di bocca in bocca, ovvero che nello storico sito  produttivo troverà posto un nuovo insediamento commerciale della grande distribuzione (si ipotizza il marchio Lidl) sarebbe inevitabile riflettere ancora una volta sulla concentrazione di attività di questa tipologia a Spoleto. Un territorio dove si mangia molto, a quanto pare. Oltre al fatto che questa nuova attività si troverebbe ad esercitare in concorrenza a pochissimi metri da un’altra conosciuta  “firma” dei supermercati, il Tigre, che molto fece discutere all’epoca della sua apertura per gli stessi motivi di cui scriviamo ora.

Nel frattempo non è dato sapere con certezza assoluta se sia stata presentata una domanda di rilascio di licenza commerciale all’Ufficio Commercio del Comune, mentre invece è certa l’acquisizione dell’immobile e del terreno da parte della società in cui appaiono attori  i noti imprenditori spoletini.

In altri territori, con altre prospettive di sviluppo, e sopratutto con altre mentalità, di solito nelle aree contigue ai centri storici e con necessità di recupero strutturale  e di destinazione, non è raro trovare magnifici esempi di adattamento a scopi culturali o sociali  di così grandi spazi.
Una delle ipotesi nel tempo circolate per il recupero della ex- Panetto & Petrelli era anche quella di lasciare intatte, ma restaurate. le caratteristiche architettoniche del sito (all’epoca della sua costruzione veniva considerato un rivoluzionario esempio di struttura dedicata all’industria come pochi se ne trovavano in Italia),  destinandolo a luogo in cui trasferire la sede di qualche prestigioso nome o ente,  come potrebbe essere quello del Festival dei Due Mondi o magari del Teatro Lirico Sperimentale, e perchè no, anche una sede museale, dotandoli così di spazi sufficienti per archivi  e persino per  sale prove o di produzione come costumi o parte della attrezzeria di scena, con inclusa magari una piccola foresteria per scopi istituzionali.

Qualcosa di non banale tuttavia che renderebbe chiaro a tutti che questo territorio ha chiaro il senso del suo sviluppo, che a parole da sempre diciamo vocato alla cultura e all’accoglienza.

Ma forse, per altri,  prima è bene “accogliere” con l’ospitalità della tavola e solo dopo magari offrire altro genere di cibo, quello della mente.

E così, se la cosa fosse confermata, è chiaro che ci stiamo portando avanti con il pranzo, sperando che ci scappi anche la cena.

(C.V.)

 

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