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Elezioni, la sinistra vuole per Perugia il modello Barcellona

Redazione

Elezioni, la sinistra vuole per Perugia il modello Barcellona

Iniziativa pubblica per entrare nella rete europea a difesa dei beni comuni | Alternativi alle destre "razziste e qualunquiste" ma anche al progetto "capitale" lanciato da Giubilei
Sab, 22/12/2018 - 10:04

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Perugia come Barcellona e Berlino, Napoli e Londra: una rete di città italiane ed europee a difesa dei beni comuni, dei servizi e delle conquiste sociali. E’ quella che lanciano le forze della sinistra, con un’assemblea aperta convocata per il 19 gennaio.
A firmare l’appello sono Simona Fabbrizzi (segretaria provinciale Sinistra Italiana Perugia, Oscar Monaco (segretario provinciale Rifondazione comunista Perugia), Silvia Ricci (Possibile Perugia), Francesco Tanzarella (Altra Europa Umbria), Fabio Sebastiani (segretario provinciale Pci Perugia), Luigino Ciotti (Sinistra Anticapitalista Perugia), Giuseppe Mattioli (La Sinistra Per Perugia).
Un’iniziativa anche in vista della proposta che si sta cercando di mettere in campo per le amministrative perugine di maggio, dopo il fallito tentativo, da parte dei pontieri, di cercare l’intesa con il candidato del centrosinistra, Giuliano Giubilei. I promotori dell’iniziativa la spiegano così: “Una rete delle città in Comune che metta insieme le esperienza più avanzate, dai movimenti ambientalisti alle nuove forme di democrazia partecipata, per non limitarsi a contrastare ma puntare a sconfiggere le destre, tutte, quelle razziste, quelle qualunquiste e quelle delle tecnocrazie e finanziarie“.
E nel mirino, insieme al centrodestra che anche a Perugia appare sempre più a trazione leghista, finisce, anche se non viene citato, proprio Giubilei ed il punto del suo programma in cui chiede che Perugia torni ad essere una “capitale” culturale: “Ci diamo appuntamento sabato 19 gennaio con una grande assemblea aperta e partecipata – spiegano i rappresentanti della sinistra – per lanciare il nostro progetto, con le lavoratrici ed i lavoratori, gli studenti ed i disoccupati, con il mondo dell’associazionismo, col cattolicesimo di base, col tessuto vivo di una città che più che ‘capitale’ di non si sa bene cosa, deve tornare ad essere internazionale, viva e aperta al mondo e nello stesso tempo prossima a tutte le realtà locali del territorio comunale“.

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