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Ecodistretto Gubbio, Css sullo sfondo. Cementerie scrivono al sindaco

Davide Baccarini

Ecodistretto Gubbio, Css sullo sfondo. Cementerie scrivono al sindaco

Mar, 12/01/2021 - 12:37

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Ecodistretto Gubbio, Css sullo sfondo. Cementerie scrivono al sindaco

A Gubbio torna di nuovo a scaldarsi il dibattito sull’ambiente. All’indomani della presentazione del progetto Ecodistretto, il cui obiettivo primario – come sottolineato dal sindaco Filippo Stirati – “è certificare lo stato di salute della nostra qualità della vita, in relazione ai diversi fattori di pressione ambientale nel nostro contesto“, ai cementifici Aldo Barbetti e Colacem sono fischiate forte le orecchie, tanto che hanno deciso di inviare una lettera al primo cittadino (e per conoscenza ai presidenti di Regione Umbria, Provincia di Perugia e Confindustria Umbria).

No Css, cementerie e Comune, cresce la tensione

Dopo il “braccio di ferro” tra i comitati No Css, “preoccupati per l’ambiente e la salute della conca eugubina“, e le cementerie, “forti della legittimazione delle norme europee che consentono l’uso del combustibile solido secondario nei propri stabilimenti“, si apre dunque un altro scenario di tensione tra le due aziende e l’amministrazione comunale, che già aveva ribadito il suo No al Css in Consiglio.

Ecodistretto, Css al centro dell’attenzione

Ai due colossi del settore cementiero, in particolare, non è piaciuto come l’illustrazione dell’Ecodistretto sia andata di fatto a focalizzarsi principalmente sul tema dell’incenerimento Css, con le inequivocabili parole di Stirati: “Non sfugge a nessuno come la questione ambientale inevitabilmente si leghi al tema Css, alla luce della procedura avviata dalle cementerie eugubine in ordine alla possibilità di utilizzare il Css come combustibile, inserendosi nella vicenda più complessa e delicata della chiusura del ciclo di rifiuti nella nostra regione”.

“Arpa già monitora inquinamento, perché fare altre indagini?”

Rispetto all’iniziativa dell’ecodistretto, poi, entrambe le aziende considerano “contraddittoria” la prospettiva del Comune di avviare imminenti indagini sulla qualità di aria, suolo e acqua (in collaborazione con “La Sapienza” di Roma e Cnr): “Da moltissimi anni ben 5 centraline Arpa monitorano ogni giorno il territorio di Gubbio in merito a polveri fini (PM 10 e 2,5), metalli, IPA, N02, S02, e diversi altri inquinanti. I dati sono visibili a tutti. Ci sfugge il motivo per il quale l’amministrazione comunale non li abbia mai voluti prendere in seria considerazione. I report di Arpa sulla qualità dell’aria descrivono Gubbio tra le città meno inquinate dell’Umbria, dove il problema, se esiste, è concentrato sulle emissioni da riscaldamento domestico (90% del totale)”.

Videoconferenza su Ecodistretto, cementerie “Non ci saremo”

Le criticità su terreni e falde, secondo Barbetti e Colacem, sarebbero infatti riconducibili “ai ben noti fatti” riguardanti la discarica di Colognola, argomento mai toccato, peraltro, durante la presentazione dell’Ecodistretto. Detto questo, i firmatari della missiva, Antonella Barbetti e Carlo Colaiacovo, hanno annunciato che entrambe le società del cemento saranno assenti (comunque “rappresentate da Confindustria Umbria”) alla videoconferenza di mercoledì 13 gennaio, dove il sindaco ha chiamato a raccolta, oltre alle due aziende, le varie istituzioni e associazioni interessate alle dinamiche ambientali (Regione, Provincia, Usl, Arpa, Auri, Comitato No Css e Isde) per parlare proprio dell’Ecodistretto.

I dubbi delle cementerie

Colpisce – aggiungono le cementarie – che all’appuntamento di domani non siano stati inviati rappresentanti di attività artigianali, agricoltura, traffico veicolare, chi si occupa di riscaldamenti domestici, discariche (non solo Auri) e così via. Invitare solo le nostre due aziende, che rappresentano meno del 5% dell’eventuale problema, potrebbe generare dubbi sull’esistenza di un pregiudizio che siamo sicuri non esista“.

Poi l’affondo, con chiari riferimenti, tra gli altri, ai Comitati No Css: “Non vorremmo che a Gubbio la difesa dell’ambiente sia per qualcuno un modo di demonizzare l’industria e il suo ruolo rilevante nel progresso della città e del Paese“.

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