Dirigente del Comune di Perugia aggredito da cittadino

Dirigente del Comune di Perugia aggredito da cittadino

E’ accaduto lunedì intorno alle 11 a palazzo Grossi in piazza Morlacchi | Romizi ” Siamo sconcertati” | Cgil: “Basta parlare di fannulloni”


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Un colpo in pieno volto ad un dirigente del Comune di Perugia. A commettere l’aggressione a Palazzo Grossi, in piazza Morlacchi a Perugia, un cittadino che, intorno le 11 di questa mattina, lunedì 23 luglio, si è scagliato con il dirigente che si occupa di manutenzione e decoro urbano della città. Il ferito è stato accompagno all’ospedale Santa Maria della Misericordia per i primi accertamenti.

Sul posto sono intervenuti prima la polizia municipale e subito dopo i carabinieri, che hanno bloccato l’aggressore. Il dirigente, Fabio Ricci, è stato soccorso e trasportato in ospedale con la sospetta frattura del setto nasale. Nella mattina di lunedì 23 luglio, un uomo si è recato negli uffici di Palazzo Grossi ed ha, da subito, avuto un comportamento violento, peraltro del tutto immotivato,  nei confronti del personale dell’ufficio e del dirigente stesso, che è stato aggredito riportando una ferita al volto che lo ha costretto a ricorrere al Pronto Soccorso.

I fatti

I fatti accaduti lunedì hanno rapidamente fatto crescere paura ed ansia tra i dipendenti comunali, i nostri particolar modo per quelli che lavorano al pubblico. Secondo una prima ricostruzione l’aggressore, un 66enne, lunedì mattina si sarebbe recato negli uffici dell’Unità operativa Manutenzioni e decoro urbano e qui si sarebbe rivolto in maniera violenta nei confronti di altri dipendenti comunali per poi aggredire, come detto, l’ingegnere Ricci. Fortunatamente, gli accertamenti eseguiti al Santa Maria della Misericordia hanno rilevato come il dirigente non abbia riportato fratture al volto, solo contusioni.

Dura condanna da Romizi

Intanto da Palazzo dei Priori arriva la ferma condanna dell’intera amministrazione dell’episodio di violenza ai danni del dirigente comunale al quale il sindaco Romizi ha subito espresso la propria vicinanza e solidarietà. “Siamo sconcertati per quanto accaduto – ha detto il sindaco – nella convinzione che qualsiasi violenza sia da condannare, ancor più se gratuita e rivolta verso persone che, come in questo caso, stanno svolgendo con impegno il proprio dovere. Sono vicino al dirigente colpito e sto monitorando passo passo la situazione”.  Stessi toni quelli utilizzati dall’assessore Francesco Calabrese che definisce come “vigliacca l’aggressione di questa mattina, che ha come sfondo il riordino degli effettivi riferimenti di immobili pubblici”. “L’ufficio che, poco dopo i fatti, questa mattina ho trovato in stato di shock per la violenza subita, a freddo (evidentemente programmata), è composto di persone che tutti i giorni garantiscono il funzionamento della nostra città”. E ancora “Verificheremo la necessità di organizzare meglio dei filtri di accesso, anche se, personalmente, sono sempre stato contrario all’idea di blindare le sedi comunali, che sono per definizione la casa di tutti i perugini. La prima misura di difesa della nostre case comunali, delle tante persone che tutti i giorni dedicano il loro impegno al servizio della nostra città, sta a tutti noi, che dobbiamo essere capaci di alzare la voce e isolare chi alimenta questa brutta idea di società”. d

Fp Cgil: “Basta parlare di fannulloni”

C’è una relazione tra il sentire comune e l’agire comune: l’agire trova giustificazione, legittimazione, quando non addirittura il plauso, dal sentire comune, tanto più forte quanto più sobillato da ‘politici’ e/o opinionisti di quart’ordine che, pur di raccattare consenso, parlano alla ‘pancia’ dei cittadini”. La Fp Cgil dell’Umbria guarda con preoccupazione a l’ennesima aggressione subita da un dipendente pubblico nella regione. E ricorda le pressioni subite dai professionisti sanitari, dagli operatori dei Centri per l’Impiego, le minacce ricevute dagli ispettori degli enti previdenziali e del lavoro.

Troppo spesso per coprire le inefficienze di un sistema burocratico talmente complesso da diventare incomprensibile ai più – prosegue la Fp Cgil – si è cercato il capro espiatorio nei lavoratori del pubblico impiego, mettendoli all’indice come ‘fannulloni’, ‘ladri’. È come se si desse la colpa all’agente di polizia municipale per aver multato il proprietario di una vettura parcheggiata in divieto di sosta, e non allo stesso proprietario che lì non doveva parcheggiare”.

La Fp Cgil invita le Istituzioni a produrre “informazione corretta” su ciò che fanno i dipendenti pubblici, “sulle difficoltà che questi, nello svolgere le proprie mansioni, spesso si trovano di fronte e rispetto alle quali, considerate le risorse a disposizione, poco possono fare”.

E chiede che si faccia prevenzione, formando gli operatori, dando loro gli strumenti e le linee guida da adottare per far fronte alle diverse situazioni che si trovano di fronte.  A questo proposito, la Fp Cgil ricorda che le organizzazioni sindacali hanno chiesto un incontro al prefetto di Perugia, alla Giunta regionale, al sindaco del Comune di Perugia per affrontare il difficile tema dell’intervento in emergenza della polizia municipale in occasione di Tso (trattamento sanitario obbligatorio).

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