Sanitopoli, De Vincenzi: per l’Anac i dirigenti indagati devono ruotare

Sanitopoli, De Vincenzi: per l’Anac i dirigenti indagati devono ruotare

Contestato il dietrofront della Giunta dopo la diffida di Orlandi

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I dirigenti della Regione umbria Orlandi, Carloni, Fontana e Tomassini devono ruotare negli incarichi“. Il consigliere regionale De Vincenzi denuncia la decisione della Giunta, che con delibera del 19 aprile ha annullato la rotazione decisa dopo lo scandalo di Sanitopoli, a seguito della diffida ricevuta dal legale di Walter Orlandi, che resta così al suo posto in sanità. ;a per De Vincenzi la Giunta contravviene così alla misura straordinaria prevista dall’articolo 16 comma 1 del d.lgs 165/2001 per i dirigenti indagati.

Insomma, la rotazione dei dirigenti indagati “s’ha da fare”. E anche in fretta. A prescriverlo, ricorda l’esponente di Umbria Next,  è l’articolo 16, comma 1, del d.lgs 165/2001 che è confermato, e precisato, dalla delibera dell’Anac (Autorità Nazionale Anti Corruzione) n. 215 del 26 marzo 2019 circa la rotazione straordinaria dei dipendenti della pubblica amministrazione, che a pagina 17 specifica: “l’avvio del procedimento penale o disciplinare per condotte di natura corruttiva” di cui all’art. 16, co. 1, lett. l-quater del d.lgs. 165/2001, non può che intendersi riferita al momento in cui il soggetto viene iscritto nel registro delle notizie di reato di cui all’art. 335 c.p.p.”.


Sanitopoli, quel contratto blindato che fa tornare tutto come prima


Un passaggio – afferma De Vincenzi –  che dirime ogni dubbio circa ‘l’intoccabilità’ dei nostri dirigenti regionali e oltrepassa ogni eventuale ricorso circa l’inattuabilità della rotazione per motivi contrattuali. Insomma: Orlandi, Carloni, Fontana e Tomassini, già iscritti nel registro degli indagati per le note vicende di Sanitopoli devono subire la rotazione straordinaria. Le incongruenze che scaturiscono dal continuo susseguirsi di atti di Giunta che si smentiscono l’un l’altro stanno ad attestare lo stato di confusione che regna sovrano nella dirigenza regionale. Una condizione che testimonia ancora una volta l’assenza di una guida sicura della nostra Regione che è di fatto allo sbando“.

Ora, alla vigilia della fatidica data del 7 maggio, nella quale attendiamo in Assemblea Legislativa la convalida delle dimissioni della ex presidente Marini, De Vincenzi chiede all’attuale Giunta regionale a guida Paparelli “se non crede opportuno staccare la spina anzitempo a questa legislatura e a questo governo incapace di far rispettare le suppur minime prescrizioni legislative nazionali. Quanto ancora dovremo attendere? Quanti altri ‘balletti’ dovremo sopportare? A quanti danni dovrà far fronte la prossima giunta e con lei tutti gli umbri?“.

Il voto del 7 maggio

Intanto, continuano frenetiche le riunioni (quelle informali e segrete più ancora di quelle formali) per decidere il voto sulle dimissioni della presidente dimissionaria Catiuscia Marini. La maggior parte dei consiglieri di maggioranza si sono espressi a favore di un voto che respinga le dimissioni di Marini. Per non dare una bocciatura a quanto fatto in questi anni, ma anche per consentire al centrosinistra di riorganizzarsi in vista del voto anticipato.

Marini, però, al momento sembra intenzionata a confermare la propria decisione.

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