Covid, pressing sulla Regione che valuta il rinvio del ritorno in classe | Verso nuovi divieti in Italia

Covid, pressing sulla Regione che valuta il rinvio del ritorno in classe | Verso nuovi divieti in Italia

Massimo Sbardella

Covid, pressing sulla Regione che valuta il rinvio del ritorno in classe | Verso nuovi divieti in Italia

Dom, 03/01/2021 - 18:30

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Covid, pressing sulla Regione che valuta il rinvio del ritorno in classe | Verso nuovi divieti in Italia

Coletto e Fioroni, come la Lega, chiedono un rinvio | Il Governo vuole mantenere il 7, possibili nuovi limiti agli spostamenti in tutta Italia

Rischio Covid e scuola, pressing su Palazzo Donini, che valuta, insieme ad altre Regioni, il possibile rinvio del ritorno in classe, fissato a giovedì 7 gennaio per il 50% degli studenti.

I numeri ancora alti dei contagi in tutta Italia hanno spinto diversi governatori a manifestare dubbi sull’opportunità del ritorno a scuola. Tanto che il presidente della Conferenza Stato – Regioni, Stefano Bonaccini, ha chiesto uno specifico incontro con il Governo.

La Regione Umbria, già prima delle vacanze natalizie, ha assunto un atteggiamento molto prudente, con un’ordinanza che ha fissato regole più stringenti rispetto alla fascia di rischio dell’Umbria.

Gli assessori Coletto e Fioroni: rinviare il ritorno a scuola

E dopo l’assessore Luca Coletto anche il collega in Giunta Michele Fioroni auspica da parte del Governo un ripensamento rispetto alla data del 7 gennaio, per rinviare il ritorno in classe di “almeno quindici giorni per capire l’andamento dei contagi derivanti dalle festività, magari ipotizzando di terminare il primo quadrimestre in DAD, il che avrebbe un senso rendendo omogeneo didattica e valutazione per questo periodo, salvo poi effettuare, Covid permettendo, l’intero secondo semestre in presenza”.

Lo stop invocato dalla Lega

Pareri personali che non impegnano la Giunta, certo. Più impegnativa, sul piano politico, è la presa di posizione del gruppo consiliare della Lega, manifestata in una nota dal capogruppo Stefano Pastorelli: “Non possiamo permetterci di vanificare i tanti sacrifici fatti dai cittadini umbri durante le festività e gli sforzi profusi dal sistema sanitario regionale per giungere a risultati positivi in termini di numero di contagiati e indice RT. Non siamo solo noi a pensarla così, ma molte regioni, anche quelle guidate dalla sinistra, hanno palesato dubbi sull’effettiva possibilità di garantire la didattica in presenza in piena sicurezza e lo stesso hanno fatto i sindacati nazionali del mondo della scuola”.

Anche se la Lega ributta la palla al Governo centrale, mettendo nel mirino le ministre Azzolina e De Micheli. Ma appellandosi anche alla Regione, a cui propone di stipulare convenzioni con i titolari di taxi e Ncc (noleggio con conducente), al fine di integrare il trasporto pubblico locale, per garantire sia la mobilità che la sicurezza anti contagio.

“In attesa di una maggiore copertura dei vaccini su territorio regionale e di una integrazione tra trasporto pubblico e privato – conclude Pastorelli – ritengo necessario rinviare il rientro in classe degli alunni, posticipando l’inizio delle attività didattiche”.

Verso nuovi limiti agli spostamenti

Posizioni, quelle espresse dal gruppo consiliare della Lega, gruppo di maggioranza relativa a Palazzo Cesaroni, che in passato hanno anticipato le scelte della Giunta. A Palazzo Donini si attende di capire, nelle prossime ore, l’orientamento del Governo e delle altre Regioni. Con il premier Conte che sembra intenzionato a lasciare la data del 7 gennaio per il ritorno in classe (pur parziale), prevedendo piuttosto ulteriori misure restrittive sugli spostamenti tra regioni e nel ricevere parenti e amici a casa, mantenendo i limiti delle festività e con il weekend del 9-10 gennaio in zona arancione per tutta Italia.

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