Corruzione e peculato, chiuse indagini su sindaco di Norcia, assessori e vertici BCC | Pd "Dimettiti" - Tuttoggi

Corruzione e peculato, chiuse indagini su sindaco di Norcia, assessori e vertici BCC | Pd “Dimettiti”

Carlo Ceraso

Corruzione e peculato, chiuse indagini su sindaco di Norcia, assessori e vertici BCC | Pd “Dimettiti”

Chiuse le indagini sulla vicenda della apertura di una filiale della BCC di Spello e Bettona | Gli ndagati salgono a 6: c'è anche assessore Perla
Lun, 18/05/2020 - 23:17

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Corruzione e peculato, chiuse indagini su sindaco di Norcia, assessori e vertici BCC | Pd “Dimettiti”

La Procura della Repubblica di Spoleto ha chiuso le indagini sul caso di presunta corruzione per l’apertura della filiale della BCC a Norcia. Un atto propedeutico alla richiesta di rinvio a giudizio per la vicenda che coinvolge il sindaco Nicola Alemanno, l’assessore Giuseppina Perla, una funzionaria del Comune ed i vertici dell’istituto di credito di Spello e Bettona.

L’avviso di conclusione indagini è stato recapitato ai sei indagati nel fine settimana e contiene ipotesi di reato che vanno, a vario titolo, dalla corruzione al peculato, turbativa d’asta e falso. A condurre l’inchiesta i Pm Michela Petrini e Patrizia Mattei coordinati dal Procuratore capo Alessandro Cannevale, mentre le indagini sono state seguite dalla Guardia di finanza. Quanto all’ipotesi di abuso edilizio, invece, la Procura aveva già chiuso le indagini un anno fa.

Gli indagati salgono a 6, c’è anche Perla

A ricevere l’avviso, oltre al primo cittadino di Norcia, l’assessore Giuseppina Perla, la responsabile dell’area finanziaria del Comune Loretta Marucci, il presidente della Bcc Massimo Meschini, il d.g. dell’istituto Maurizio Del Savio e il vice d.g. Maurizio Carnevale.   

La novità rispetto all’avvio delle indagini (che a gennaio 2019 creano un gran clamore) è nel coinvolgimento dell’assessore Perla. Alla quale i giudici imputano, insieme ad Alemanno, l’uso personale della autovettura Alfa 159 del Comune per pranzi fuori o visite mediche. Al sindaco è contestato anche l’uso della carta di credito per un pasto di 40 euro di cui avrebbe chiesto il rimborso attestando “falsamente di aver partecipato ad un incontro presso la Usl Umbria2”.  

L’autorizzazione per la filiale Bcc di Norcia

Cuore dell’inchiesta però rimane l’autorizzazione concessa in via d’urgenza di aprire una filiale a Norcia, in piena emergenza sismica, alla banca umbra di cui Alemanno diventerà di lì a poco (febbraio 2017) socio personale e anche quale rappresentante legale della società Omnigis di Norcia.

Per gli inquirenti la concessione all’istituto di credito avrebbe portato al primo cittadino “molteplici vantaggi”. Alla banca invece la “possibilità di garantirsi un ruolo primario nei prossimi anni nella gestione dei finanziamenti per la ricostruzione post-sisma”, come pure di ottenere la gestione del servizio di tesoreria comunale.

Stando a quanto trapela al d.g. Del Savio viene contestato anche il reato di ostacolo alla vigilanza di Bankitalia.

Accuse che i diretti interessati smentiscono categoricamente. Dicendosi pronti a dimostrare la propria innocenza in giudizio. Ora tutti e sei hanno 20 giorni di tempo per presentare memorie difensive per chiedere di rivedere la propria posizione prima che la vicenda possa approdare davanti al Gup di Spoleto. Giudice che poi dovrà decidere se rinviare a giudizio o prosciogliere dalle accuse gli indagati.

Pd chiede le dimissioni del sindaco

La notizia della chiusura delle indagini ha scosso la politica locale con il Pd che chiede le dimissioni del primo cittadino. “Il Partito Democratico di Norcia esprime grande preoccupazione per le notizie apparse sulla stampa” si legge nella nota.

“La magistratura inquirente del nostro Tribunale ha formalizzato la conclusione delle indagini e gli indagati, tra cui appunto il Sindaco e un suo assessore, sono accusati di reati gravissimi. Non ci interessano i dettagli giudiziari della vicenda che gli indagati risolveranno in Tribunale, siamo garantisti e fino a prova contraria vige la presunzione di innocenza. Ma non possiamo esimerci dal fare alcune valutazioni sugli effetti politico -amministrativi di una vicenda senza precedenti per Norcia.

Gli altri procedimenti penali

Ricordiamo che questo non è il primo processo penale che vede coinvolto il Sindaco Alemanno. Presso il Tribunale di Spoleto sono in corso altri procedimenti che lo vedono imputato per falso ideologico e abuso edilizio per le vicende del Centro Boeri e del Centro di Comunità di Ancarano. Nella scorsa campagna elettorale il motto di Alemanno era “senza continuità non c’è futuro”, purtroppo stiamo sperimentando che l’unica continuità che ci sa proporre l’Amministrazione Alemanno è quella delle inchieste della magistratura, che certo non aiutano il nostro futuro. ​

Ci domandiamo, e lo domandiamo ai nostri concittadini, con quale serenità, lucidità e tranquillità d’animo possano proseguire nel loro mandato amministrativo il Sindaco e il suo assessore, dovendosi preoccupare di accuse penali di tale portata e gravità; qual è la credibilità di questi amministratori, e di conseguenza della città che rappresentano, se nei vari consessi istituzionali dove si discute di ricostruzione, rilancio economico e futuro, devono giustificarsi per i gravissimi reati di cui sono accusati; dove stanno il senso civico, l’opportunità politica e l’amore per la propria città. Per questi motivi, chiediamo al Sindaco Alemanno, se veramente tiene alle sorti di questa martoriata città, di non attendere il rinvio a giudizio ma, per una volta, dimostrare vero senso civico e fare un passo indietro liberando Norcia da questa cappa. Per il bene di Norcia: dimettiti”.

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