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Cooperative di comunità, sulla legge regionale le associazioni escono allo scoperto

Redazione

Cooperative di comunità, sulla legge regionale le associazioni escono allo scoperto

Lega Coop organizza un'iniziativa pubblica, Confcooperative chiede operatività in tutti i Comuni e mette in campo ulteriori risorse
Mer, 27/02/2019 - 08:08

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Cooperative di comunità, sulla legge regionale le associazioni escono allo scoperto

Mentre prosegue spedito l’iter per l’approvazione della legge regionale che disciplinerà le cooperative di comunità, con l’istituzione di un Albo regionale volto a riconoscere i soggetti abilitati ad operare in Umbria ed a beneficiare di eventuali contributi, le associazioni di categoria del settore escono allo scoperto.

La Lega delle cooperative, dopo aver presentato ad Orvieto e Castiglione del Lago il libro “Imprese di comunità” scritto da Jacopo Sforzi e Pier Angelo Mori, ha organizzato per giovedì 28 febbraio un’iniziativa pubblica a Palazzo Cesaroni (ore 17) alla quale parteciperanno anche i consiglieri regionali Silvano Rometti e Carla Casciari, che hanno seguito con particolare attenzione l’iter della legge, discussa nei giorni scorsi in Seconda commissione nell’audizione con le associazioni di categoria. In quell’occasione Confcooperative non ha mancato di manifestare il proprio consenso sul testo di legge presentato, proponendo altresì alcune piccole integrazioni. “Le nostre osservazioni – spiega il segretario regionale di Confcooperative, Lorenzo Mariani – si sono soffermate sulla soppressione dei limiti di operatività della legge riservati nella proposta ai comuni con meno di 3.000 abitanti e alle cosiddette aree interne. A nostro avviso, la Legge deve trovare applicazione in tutto il territorio regionale e senza limiti di dimensione. In tale maniera infatti si renderebbe possibile la diffusione di cooperative di comunità anche nei territori del cratere del terremoto, andando a costituire una grande opportunità per il rilancio di quelle comunità territoriali, severamente provate dagli eventi sismici”.

Altro punto di valutazione riguarda gli aspetti finanziari. Aggiunge Mariani: “Abbiamo proposto di aggiungere ai 100.000 euro di dotazione anche la possibilità per la Regione di agire sulla leva fiscale con l’esenzione del’Irap alle cooperative iscritte all’Albo e la possibilità di impattare con i fondi ministeriali e del mondo della cooperazione destinati allo sviluppo di progetti di cooperazione“.

E proprio sul tema degli strumenti finanziari a supporto della nascita di cooperative di comunità, Confcooperative è già in campo insieme alle Banche di Credito Cooperativo del territorio (Bcc Umbria e Bcc di Spello e Bettona).

Con il nostro Fondo per la promozione della cooperazione (Fondosviluppo) – afferma il presidente di Confcooperative Umbria, Andrea Fora – abbiamo supportato nel 2018 ben 33 progetti nazionali di cui uno in Umbria. Supporteremo da subito la nascita di nuovi progetti di cooperazione di comunità con un contributo a fondo perduto per la costituzione e un contributo anticipato e generoso in abbattimento del tasso d’interesse agevolato praticato da una delle due Banche di Credito dell’Umbria“. La conferma arriva da Palmiro Giovagnola e Massimo Meschini, rispettivamente presidenti della Bcc Umbria e della Bcc di Spello e Bettona, che annunciano come “due banche cooperative come le nostre, che operano prevalentemente nelle zone rurali della nostra regione, non possono che essere interlocutori privilegiati con le comunità che intenderanno approcciare questa nuova opportunità per lo sviluppo dei loro territori. Le nostre filiali saranno a disposizione, insieme agli uffici di Confcooperative, per dare supporto a progetti di cooperative di comunità sostenibili dal punto di vista imprenditoriale”.

Fora chiarisce che “il risultato della iniziativa legislativa promossa dal consigliere regionale Silvano Rometti” viene fortemente condiviso da Confcooperative, “tenendo conto che quello delle cooperative di comunità è un fenomeno che si sta affermando in maniera dirompente in tutto il territorio nazionale, dove sono centinaia i progetti di sviluppo e di promozione delle identità culturali dei borghi o dei quartieri in maniera condivisa tra cittadini, commercianti, artigiani ed agricoltori“. Un testo che però, a giudizio di Confcooperative, può essere migliorato.

Su queste basi – conclude Fora – auspichiamo che l’iniziativa in discussione nell’Assemblea legislativa regionale trovi la condivisione ampia di tutte le forze politiche presenti in Consiglio per arrivare alla sua approvazione in tempi stretti“.

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