Si annunciava come un convegno sul “ruolo della cooperazione sociale” quello tenuto ieri pomeriggio nell'affollata sala Monterosso di Villa Redenta a Spoleto, ma già dal tema si intuiva che vero oggetto della discussione sarebbe divenuta la questione dell'appalto per i servizi psichiatrici locali, che ha visto come protagonista la cooperativa Il Cerchio. La conferma di questo dubbio è arrivata già dalle prime battute, con il discorso introduttivo del sindaco di Spoleto Daniele Benedetti che si è detto rammaricato della vicenda, decisa dalla Asl senza sufficiente voce in capitolo da parte dell'amministrazione comunale. Nonostante che sulla vicenda, proprio nel corso della mattina, erano intervenuti i vertici della Asl3 (qui)
“Ci sono delle leggi insindacabili che regolano le gare d'appalto e che vanno rispettate”, ha detto Benedetti, che ha riconosciuto comunque il pregio dell'attività svolta dalla cooperativa. Il sindaco ha ricordato poi come il lavoro delle cooperative e i servizi sociali in generale soffrano anche a causa dei problemi legati al bilancio comunale.
La conferenza ha visto poi succedersi gli interventi dei relatori, tra cui Wladimiro Boccali, sindaco di Perugia e presidente dell'Associazione nazionale comuni italiani (Anci) Umbria, di Carlo di Somma, presidente di Federsolidarietà, Vladimiro Zaffini della LegaCoop e di Carlo Biccini del Forum Terzo settore. I relatori hanno riportato il discorso sul generale ruolo delle cooperative sociali (e questo era il titolo del Convegno), sull'importanza di investire in questo settore anche nell'attuale momento di crisi globale, in quanto un qualsiasi taglio significherebbe un'esclusione di molti, tra le fasce più deboli, dai servizi di assistenza erogati.
“Siamo di fronte alla fine delle politiche sociali dopo i tagli che ci sono stati. In Italia non se ne parla per niente”, ha detto Biccini. “Presto si arriverà alla congestione del welfare… torneremo al welfare dell'emergenza”.
Al termine del dibattito, si è tornati alla vicenda Cerchio con gli interventi programmati del pubblico. In particolare, Sandro Corsi della cooperativa ternana Actl ha alzato i toni della discussione, con un “intervento di attenzione solidale verso quello che è accaduto in questa comunità”.
“Le cooperative esportate in altre regioni non esportano altro che lo sfruttamento dei soci e la mancanza di rigurado verso le persone assistite”, ha detto Corsi a difesa del Cerchio, riferendosi alla cooperativa di Cesena vincitrice del conteso appalto spoletino.
“Queste amministrazioni come intendono valorizzare le cooperative sociali?”, ha poi chiesto provocatoriamente ai sindaci presenti.
Mentre Carlo Di Somma lasciava la conferenza, probabilmente per contestare il fine strumentale dell'appuntamento, il dibattito è proseguito tra vari esponenti di cooperative umbre e amministratori locali. Alcuni (pochi) hanno parlato della lora attività e del settore in termini generici, altri hanno portato avanti un botta e risposta sulla vicenda Cerchio.
Tra questi, il momento senz'altro più partecipato dell'intero incontro è stato il commosso intervento di un'infermiera che ha vissuto le vicissitudini dei servizi psichiatrici sin dai tempi dei manicomi, che ha raccontato degli inizi del Cerchio e dei suoi vent'anni con la cooperativa spoletina.
Più volte i vari inteventi hanno ricordato come molti dei presenti e la maggior parte delle realtà del settore lavora sul territorio da 20-30 anni. Ciò, come hanno ricordato molti, le ha portate a maturare una conoscenza del territorio di difficile sostituzione. Solo l'intervento di chiusura di Boccali è andato in controtendenza, suggerendo come questa lunga continuità possa anche far adagiare le cooperative nei confronti di una società in continua evoluzione.
“Non parlo del caso specifico (del Cerchio, n.d.r.) che non conosco”, ha detto Boccali. “In questi 30 anni é cambiata obbiettivamente la società e molte scelte sono nate dalla società che é diversa e che va riconquistata”.
(FRancesco De Augustinis)