Consulente per Paparelli, la Regione ci ripensa

Consulente per Paparelli, la Regione ci ripensa

Dopo la segnalazione di De Vincenzi il contratto non viene firmato

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La Regione ci ripensa e chiude così il “caso” della settimana di Ferragosto. Un “caso” non certo per l’importanza dell’incarico che si voleva affidare al consulente (diventato, suo malgrado, oltremodo famoso perché finito in una disputa tutta politico-mediatica), né per la spesa (16.600 euro lordi che non avrebbero mandato in default l’ente), ma per il duro scontro (politico-mediatico, appunto) tra il consigliere di opposizione Sergio De Vincenzi e Fabio Paparelli, trovatosi a guidare, dopo le dimissioni di Catiuscia Marini, una Giunta ora ridotta a soli tre membri.

Ad innescare la miccia, lunedì 12 agosto, è il consigliere regionale del Gruppo Misto. Che vede la determina dirigenziale con cui si autorizza il contratto, dal 1° luglio fino al 30 novembre, di un consulente esterno in supporto alla Giunta regionale, diventata da qualche giorno orfana anche dell’assessore Antonio Bartolini, approdato a Roma all’Aran. Determina con effetto retroattivo, perché firmata dal dirigente l’8 agosto per un incarico che, appunto, deve partire il 1° luglio.


Regione, fuori Bartolini dentro (ma solo negli uffici) il consulente


Esce Bartolini ed entra un collaboratore di Paparelli” evidenzia De Vincenzi. Che manifesta dubbi sulla legittimità (oltre che sull’opportunità dell’atto): tanto valeva, allora, nominare un assessore per lo scampolo di legislatura che resta fino alla elezioni di ottobre, se proprio i tre assessori rimasti a Palazzo Donini non ce la fanno.


Staff in Regione, Paparelli replica a De Vincenzi


Arriva però la replica sdegnata di Paparelli, che bolla l’uscita di De Vincenzi come “fake news“: per il suo staff la Giunta ha risparmiato in tutto 340mila euro. E comunque – viene spiegato in una nota in cui si certifica anche che la Regione Umbria ha perso, a vantaggio del Piemonte, la guida del Comitato delle Regioni a Bruxelles – quel contratto da 16mila euro non è stato perfezionato e mai lo sarà. “Fake news”, appunto, cioè “notizia falsa, non vera”. Non una questione di opportunità, ma una bufala.

Eppure, agli atti non compare alcuna determina dirigenziale che annulla quella dell’8 agosto. C’è invece la dichiarazione sostitutiva (firmata il 25 giugno) con cui il consulente accetta l’incarico che avrebbe effettivamente iniziato a svolgere dal primo luglio.

Non esiste nessuna fake news” replica allora De Vincenzi, che non ci sta ad essere indicato come bugiardo. E se chiede: forse il presidente Paparelli non è stato debitamente informato dal dirigente del Servizio organizzazione? Che nella determina autorizza l’attivazione della collaborazione richiesta dallo stesso Paparelli. Qualcosa non torna. E infatti De Vincenzi chiede a Paparelli ragione della determina e di quel contratto “fantasma” che non è passato al vaglio della Giunta. E che, evidentemente nel fine settimana, si è deciso di non attivare più perché quella figura non era poi necessaria, vista la mancata guida umbra al Comitato delle Regioni, cosa comunque decisa da tempo, comunque prima dell’8 agosto.

De Vincenzi ricorda poi che la Corte dei Conti già aveva bacchettato la Giunta regionale per aver utilizzato risorse esterne senza valorizzare quelle già presenti nell’ente. Ma qui siamo nel campo delle valutazioni politiche. Il contratto “fantasma” resta invece un “caso”.

Ed ecco che arriva la soluzione, anche in questo caso postuma: il 13 agosto lo stesso dirigente firma una determina (la n. 8166) con cui si afferma che in data odierna (quindi lo stesso 13 agosto) il professionista in questione, “d’intesa con il presidente della Giunta regionale“, ha manifestato la volontà di non procedere alla sottoscrizione del contratto d’incarico, “così come formulato” nella determina dell’8 agosto.

Le stanze di Palazzo Donini sono così vuote che anche le decisioni arrivano con l’eco. Ma fuori fanno un gran baccano.

Post epilogo

In Regione assicurano che si è trattato solo di un problema di tempi, complici anche le vacanze di Ferragosto, ma che comunque c’era la reciproca volontà di non dar seguito alla determina che autorizzava un contratto di consulenza ritenuto non più necessario.

Così il commento finale di De Vincenzi: “Con l’uscita di scena della Marini pensavamo di aver toccato il fondo. Eravamo certi di aver assistito al peggio, ma stiamo capendo che al peggio non c’è mai fine. Siamo in regime amministrativo ordinario ma la giunta, nonostante continui a perdere pezzi e a percepire il malcontento e lo sdegno degli umbri, segue imperterrita a licenziare atti assolutamente incongruenti con le disposizioni di legge.  La vicenda dell’assunzione con contratto retroattivo di un collaboratore del vicepresidente Paparelli, lo sta a testimoniare“.
E ancora, rispetto all’attacco di Paparelli: “Siamo del tutto convinti – prosegue De Vincenzi –  che sia Paparelli a dover chiedere scusa agli umbri per questo ennesimo colpo di mano che si è risolto soltanto grazie alla rinuncia della persona individuata. Ci dispiace che questa vicenda – aggiunge – si vada a sommare alla concessione dei premi di risultato ai dirigenti regionali, prassi contrattualmente legittima, ma che vede incentivata anche l’attività di coloro che risultano attualmente indagati per le note vicende di sanitopoli/consorsopoli. Una Giunta priva di soluzioni e senso della realtà che sta ulteriormente danneggiando il nostro apparato istituzionale. Prima andremo al voto prima chiuderemo questa vicenda politica a beneficio di tutti gli umbri”.

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