“La nuova rottamazione, la quinta in pochi anni, cancella sanzioni, interessi di mora e aggio su debiti dal 2000 al 2023. Il governo la vende come aiuto alle famiglie in difficoltà. Falso: non esiste alcun criterio reddituale, nessun ISEE. Chi ha scelto strategicamente di non pagare, oggi salda a sconto. Per chi versa in condizioni di reale indigenza, l’incapacità di sostenere anche la rata agevolata si traduce in un’esclusione di fatto. Aggravante: possono accedere pure i cittadini già decaduti da precedenti rottamazioni non onorate. Un premio alla furbizia, non alla difficoltà economica.
Sul fronte locale (IMU, TARI, multe) la situazione è ancora più grave: il Comune può solo dire sì o no in blocco, senza scegliere chi tutelare né introdurre soglie di reddito. Una norma scritta male, che scarica sugli enti locali una scelta impossibile: o rinunciare a entrate che finanziano servizi essenziali, o abbandonare i cittadini in reale difficoltà, privandoli di alternative eque.
Chiediamo dunque, senza ambiguità, al Sindaco e alla Giunta:
1. Il Comune delibererà l’adesione entro il 31 luglio? Con quali dati a supporto?
2. Quanto vale il credito comunale coinvolto e quale sarà l’impatto sul bilancio?
3. Per i debiti a gestione diretta, dove un margine di discrezionalità esiste, il Comune introdurrà criteri sociali o si limiterà a copiare la sanatoria nazionale?
4. Quali strumenti alternativi — rateizzazioni straordinarie, fondi di sostegno — sono previsti per chi non può nemmeno permettersi la rottamazione?
I cittadini hanno diritto a risposte chiare, non a un ennesimo condono silenzioso”.
Comunità Riformista Umbria – Umbertide Partecipa