Terminato a Spoleto il convegno nazionale “La Chiesa raccoglie le nuove sfide: stili di vita e dipendenze”. Nella mattinata di venerdì 3 ottobre i lavori si sono aperti con l'intervento di don Andrea Manto, medico, direttore dell'Ufficio nazionale per la pastorale della Sanità della Conferenza Episcopale Italiana. Il sacerdote, partendo dal documento della Cei “Chiesa, droga e tossicomania” del 2001, ha detto che è compito della Chiesa educare, prevenire e curare; Non le compete, invece, sostituirsi al legislatore o alle forze dell'ordine. “I drogati, ha affermato, vanno aiutati a scoprire, o ri-scoprire, la dignità della persona, che passa attraverso la libertà connessa alla verità e alla responsabilità”. Poi, si è tenuta una tavola rotonda. Moderati dal vaticanista de La Stampa, Giacomo Galeazzi, rappresentanti di vari centri di solidarietà d'Italia, dirigenti del Comune di Spoleto e della Asl numero 3 e don Giancarlo perego di Caritas Italiana, hanno ragionato sul tema educare, prevenire e prendersi cura. E' emerso che si deve tornare ad educare e non a punire chi fa uso di sostanze. La Chiesa, è stato detto, deve ‘abitare' i luoghi del disagio giovanile e familiare; la casa e la città devono tornare ad essere spazi del dialogo.
La sera precedente, il 2 ottobre, presso l'Oratorio del Sacro Cuore in Spoleto si è tenuto un dibattito tra l'arcivescovo di Spoleto-Norcia, mons. Riccardo Fontana, il presidente del Ceis di Spoleto, mons. Eugenio Bartoli, don Vito Stramaccia, direttore della Caritas diocesana, i ragazzi e le famiglie del territorio sulla prevenzione e le dipendenze. E' stato proiettato un video sul fenomeno droga a Spoleto dal titolo “IN-dipendenza, quando la dipendenza è OUT”. Nel filmato ci sono contributi di ragazzi spoletini che esprimono il loro pensiero sulla droga, di medici del Sert di Spoleto che fanno il punto sulla diffusione di droga in città, di ragazzi del Centro di Solidarietà di Spoleto che raccontano la loro personale storia di tossicodipendenza e il percorso di uscita che stanno facendo.