Comunità montane e forestale, "gravi problemi finanziari" - Tuttoggi

Comunità montane e forestale, “gravi problemi finanziari”

Alessia Chiriatti

Comunità montane e forestale, “gravi problemi finanziari”

Bilancio delle comunità insolvibile / La provincia chiede l'assunzione di 23 invalidi
Gio, 02/10/2014 - 15:04

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Comunità montane e forestale, “gravi problemi finanziari”

Potrebbe entrare in sofferenza” l’Agenzia forestale regionale, nata due anni fa per sostituire le comunità montane dell’Umbria, anche se sta “sostanzialmente tenendo“. A comunicarlo è lo stesso amministratore unico dell’agenzia, Massimo Bianchi, nell’audizione al comitato del consiglio regionale per il monitoraggio e la vigilanza sull’amministrazione regionale. Una dichiarazione che dunque descrive un quadro affatto roseo e che va a sommarsi a quanto già di dissestato economicamente andava a sostituire.

Le comunità montane – E’ notizia di oggi il fatto che le comunità montane siano impossibilitate a chiudere i bilanci. “Gravi problemi di carattere finanziario, per quanto riguarda il patrimonio e il personale” sono stati infatti evidenziati nell’audizione dei commissari liquidatori delle comunità montane dell’Umbria di fronte al comitato del consiglio regionale per il monitoraggio e la vigilanza sull’amministrazione regionale.
Secondo i commissari – riferisce un comunicato della Regione – è necessario “aggiornare il piano di liquidazione, che dovrebbe scadere entro la fine dell’anno“. In particolare sono state evidenziate “difficoltà di liquidità, nelle dismissioni e nei trasferimenti regionali, che non consentono la chiusura dei bilanci“. Inoltre i commissari chiedono “un monitoraggio continuo della situazione e un interlocutore unico, altrimenti c’è un rischio-voragine difficile poi da arginare”.
I consiglieri regionali Andrea Smacchi e Lamberto Bottini, del Pd, insieme alla presidente del comitato, Maria Rosi, hanno deciso di dare un seguito all’audizione, con un documento da presentare alla giunta regionale.

L’Agenzia forestale regionale, dal suo canto, ha per problemi legati soprattutto al pagamento di stipendi e contributi e per l’acquisto di materiale, fatto riferito semore dall’amministratore unico Bianchi.
Fino ad ora – ha spiegato Bianchi, secondo quanto riferisce un comunicato della Regione – siamo riusciti ad andare avanti grazie al meccanismo di riscossione degli anticipi e della rendicontazione che abbiamo messo in campo. L’Agenzia ha circa1,8 milioni di debiti con i fornitori, che un anno fa era di 1,2 milioni. Però vantiamo crediti complessivi per più di 10 milioni di euro, tra cui 6,5 milioni da Por e Psr, e circa 2,5 milioni dalle convenzioni con i Comuni. Inoltre vantiamo 8 milioni di credito dalle Comunità montane, di cui 6 milioni per l’accantonamento del Tfr. Una situazione buona – ha ribadito Bianchi – su cui pende il grave problema dell’anticipazione di cassa che va risolto radicalmente e in fretta per evitare che diventi una criticità strutturale per l’Agenzia. Non è giusto che i nostri fornitori soffrano per questi problemi. Noi stiamo cercando di risolverlo autonomamente con le banche, per evitare conseguenze gravissime. Però l’operazione avrà comunque un costo. Sarebbe stato più semplice se la Regione avesse anticipato direttamente i soldi dalla sua cassa, risparmiando in termini di burocrazia e interessi”.
Altra criticità – ha spiegato ancora Bianchi – è la richiesta che abbiamo ricevuto l’anno scorso dalla Provincia per l’assunzione di 23 persone invalide, che per noi comporta un forte aggravio sul fronte degli stipendi. Lo stiamo risolvendo insieme alla Regione. A questo si aggiunge il peso, ancora gravoso, che l’Agenzia si porta dietro dalle comunità montane, del proprio personale inabile: 166 su 540 persone operative. Un tetto alto. Stiamo facendo una ricognizione per eventuali prepensionamenti”.
Bianchi ha annunciato infine che “il prossimo anno l’Agenzia farà lavori complessivi per circa 28 milioni di euro e su questi la Regione sta ottenendo un risparmio consistente rispetto a quanto spendeva negli ultimi anni con le comunità montane.
Nell’ultimo anno di vita queste si sono divise 4,2 milioni di euro relativi alla legge ’28/1999′ come supporto per progetti speciali per far lavorare i disabili. A noi erano stati promessi 3,5 milioni di euro che invece sono diventati 2,5″.

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