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Chiusura delle scuole, genitori e studenti protestano

Redazione

Chiusura delle scuole, genitori e studenti protestano

Lun, 01/02/2021 - 18:16

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Chiusura delle scuole, genitori e studenti protestano

Sulla chiusura delle scuole in diversi comuni umbri arrivano le prese di posizione di associazioni di genitori e di studenti

Mentre i sindaci di 23 Comuni dell’Umbria stanno emettendo o hanno già emesso le ordinanze di chiusura delle scuole elementari, medie e superiori per i prossimi giorni, arrivano le prese di posizione di associazioni di genitori e di studenti.

I genitori

Le Associazioni Age, ANFN, Articolo 26 e Generazione Famiglia esprimono la preoccupazione delle tante famiglie associate, a seguito della lettera inviata dalla Presidente Tesei ai sindaci di ventinove comuni umbri, avente ad oggetto la situazione epidemiologica in Umbria, in cui si rileva che i dati covid di questi comuni sono davvero preoccupanti. Fra le opzioni che la Regione ha individuato per contenere questa complicata situazione, c’è quella di valutare comune per comune “l’inibizione delle attività didattiche in presenza per le scuole primarie e secondarie di I e II grado, attraverso l’adozione di specifiche e temporanee ordinanze“. Purtroppo la pandemia non riguarda più solo l’aspetto sanitario ma è diventata una malattia del sistema economico, di quello sociale, ha cambiato i nostri stili di vita e le nostre relazioni. I giovani, in particolare, sono stati investiti da uno stravolgimento della loro quotidianità, in una fase molto delicata della loro vita. La chiusura delle scuole, spazi di socialità per eccellenza, luoghi di vita, di partecipazione, di dialogo, crea instabilità, senso di vuoto, spaesamento, ulteriore affievolimento dei legami amicali e affettivi, e perfino danni alla sfera psicologica nei ragazzi più fragili (come dimostrato dall’aumento degli atti di autolesionismo). Crediamo che, come adulti, siamo chiamati a farci carico di questi problemi e che continuare a scaricare la responsabilità, di uscire da questo guado, soltanto sui ragazzi non sia giusto, per questo occorre passare dall’emergenza alla convivenza con la pandemia, scegliendo di non fare una chiusura incondizionata di tutte le scuole, bensì chiusure chirurgiche, scuola per scuola: cioè, nello stesso comune, una scuola chiusa ed una aperta, a seconda della situazione. Comprendiamo quanto questa nostra richiesta possa essere di complicata attuazione per i sindaci, che ringraziamo per i grandi sforzi che hanno già fatto e che faranno, ma più forte ci sembra la responsabilità che abbiamo come comunità educante, in uno dei momenti più bui della nostra storia recente, e per questo non possiamo esimerci dal tenere fede a questo compito.

Gli studenti di Altrascuola

Sulle chiusure delle scuole interviene Matias Cravero, coordinatore di Altrascuola – Rete degli Studenti Medi Umbria.

“Come studenti comprendiamo la gravità della situazione nella nostra regione, ma ci troviamo ancora una volta a dover tollerare una decisione che sarebbe stata evitabile attraverso una gestione più responsabile di trasporti e sanità. La Giunta Tesei si è dimostrata totalmente incapace di prepararsi alla seconda ondata: il mancato aumento dei posti in terapia intensiva e i mancati investimenti in materia di trasporti si sono dimostrati la vera causa della drammatica situazione che ci troviamo oggi ad affrontare e che ci vede tra le pochissime regioni ad alto rischio”.

Prosegue Cravero: “Troviamo inoltre inconcepibile e irrispettosa la mancanza di chiarezza nelle comunicazioni relative a questa chiusura, che arriva dopo giorni di scaricabarile delle responsabilità e confusione. Dopo solo una settimana di apertura le scuole chiudono nuovamente: abbiamo già ribadito più volte i danni educativi e psicologici che stiamo vivendo a causa della didattica a distanza, ma la questione non si ferma più solo a questo”.

“Chiediamo che la giunta regionale si prenda la responsabilità politica delle proprie mancanze che hanno messo in pericolo non solo le studentesse e gli studenti ma la cittadinanza tutta, e che rischiano di mettere in ginocchio una regione che era stata in grado di affrontare positivamente la prima ondata dell’emergenza sanitaria”.

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