Crollo chiesa di San Giacomo, condannati in 2 | Accuse ridimensionate

Crollo chiesa di San Giacomo, condannati in 2 | Accuse ridimensionate

Assolti 4 degli imputati, motivazioni entro 90 giorni. A 6 anni dal crollo la sentenza di primo grado

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Due condanne e quattro assoluzioni per il crollo della chiesa di San Giacomo. Il giudice Delia Anibaldi ha pronunciato poco fa la sentenza di primo grado dopo quasi due anni di processo (qui tutti gli articoli), ritenendo colpevoli (ma con pena sospesa) Daniele Felici e Nicola Falcini. Entrambi sono stati condannati a un anno (pena sospesa), con il primo che dovrà versare una provvisionale di 15mila euro alla parrocchia di San Giacomo, costituita parte civile. Assolti invece gli altri 4 imputati. Il giudice ha quindi ridimensionato le accuse, anche se per conoscere le motivazioni della sentenza bisognerà aspettare 90 giorni.

È stata quindi notevolmente alleggerita la posizione di Daniele Felici (difeso dall’avvocato Salvatore Finocchi), direttore dei lavori, e di Nicola Falcini (difeso dall’avvocato Antonino Berardo), a cui sono state anche riconosciute le attenuanti generiche.

Assolto invece da ogni accusa Manuel Peretti (difeso dall’avvocato Salvatore Finocchi), responsabile dei lavori in fase di progettazione. Sia per lui che per Felici e Falcini la pubblica accusa aveva chiesto 2 anni e 6 mesi di reclusione (qui l’articolo).

Assolto anche Paolo Castellana (avvocati Carmelo Parente e Picchi), coordinatore per la sicurezza, per il quale il pm aveva chiesto 2 anni, mentre la difesa evidenziava una nullità della perizia nei suoi confronti. Così come Fabrizio Menghini e Andrea Giannantoni (avvocati Massimo Marcucci e Massimiliano Oggiano), progettisti strutturali, per i quali il pm aveva invece chiesto l’assoluzione. Questi ultimi tre erano presenti in aula e non hanno potuto nascondere la loro gioia al momento della lettura del dispositivo. Gli avvocati Finocchi e Berardo invece hanno annunciato che, dopo la pubblicazione delle motivazioni, presenteranno ricorso.

Era il 23 novembre 2010 quando, durante i lavori di consolidamento della chiesa di San Giacomo, un pilone della navata laterale di sinistra implose, facendo crollare il tetto. Gli operai della ditta Cesa che stavano effettuando l’intervento erano riusciti a mettersi in salvo perché il capocantiere aveva avvertito degli strani scricchiolii ed aveva intimato a tutti di uscire. Soltanto dopo sopralluoghi da parte di tecnici pubblici e privati e l’inizio della rimozione delle macerie all’interno la Procura della Repubblica di Spoleto aveva disposto il sequestro della chiesa (erano passati un paio di giorni dal crollo), nominando come consulente l’ingegner Nicola Augenti. Un’inchiesta che aveva portato inizialmente all’iscrizione di 11 persone nel registro degli indagati, divenute poi 7 al momento della chiusura dell’inchiesta. Diverso anche il capo d’accusa finale da quello iniziale: dalla rovina di edifici ed altri costruzioni si era passati al disastro colposo. In sede di udienza preliminare era stata prosciolta da ogni accusa un’altra persona.

Nel frattempo, la Curia arcivescovile ha da tempo avviato i lavori per il rifacimento della chiesa, affidandone la direzione all’ingegner Giuseppe Scatolini. La riapertura dovrebbe avvenire nella Pasqua 2017, mentre un anno fa era avvenuta una spettacolare messa a dimora della croce sovrastante il tetto.

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