Centrali Enel a Bastardo e Pietrafitta verso la riqualificazione | "No cattedrali nel deserto" - Tuttoggi.info

Centrali Enel a Bastardo e Pietrafitta verso la riqualificazione | “No cattedrali nel deserto”

Alessia Chiriatti

Centrali Enel a Bastardo e Pietrafitta verso la riqualificazione | “No cattedrali nel deserto”

Enel firma con la Regione Umbria un accordo quadro per riqualificare i siti | Futuro aperto a finanziamenti anche stranieri | In Italia "capacità produttiva di energia in eccedenza"
Gio, 10/11/2016 - 21:49

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Un futuro costruito sulla riqualificazione e sul cambiamento per la centrale Enel a carbone di Bastardo, frazione di Gualdo Cattaneo. Si aprirà a fine novembre, e sarà disponibile fino a fine giugno 2017, la procedura online nell’ambito del progetto lanciato da Enel, dal nome Futur-E, per presentare piani di acquisizione e riqualificazione per il futuro del sito della centrale. E’ questo il punto centrale dell’accordo quadro stipulato tra Regione Umbria ed Enel Italia Srl. La presentazione dell’accordo è avvenuto questa mattina in Sala Giunta a Palazzo Donini, alla presenza della presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, del Responsabili Affari Istituzionali in Italia di Enel Srl, Massimo Bruno, del vicepresidente della Regione Umbria, Fabio Paparelli, e dei sindaci di Gualdo Cattaneo, Giano dell’Umbria, Piegaro e Panicale. Enel, e con essa la Regione, è aperta a investitori anche stranieri: in particolare, ha fatto trasparire tramite le sue parole Bruno durante la conferenza stampa, sono giunte già alcune proposte, seppur in via informale, da parte di investitori inglesi. L’accordo quadro costituirà la cornice di un successivo Accordo di Programma, che avrà durata di tre anni, e che verrà stipulato entro il 30 giugno 2017.

Enel modifica dunque il suo business: perché quello dell’elettricità, in Italia e negli altri mercati maturi europei, sta vivendo una fase evolutiva che coinvolge aspetti economici, tecnologici, politici e sociali. “Il calo della domanda energetica – si legge anche nell’accordo quadro stipulato tra Regione Umbria e Enel – la minore attività del comparto industriale, il boom delle rinnovabili, le dinamiche regolatorie, la crescente sensibilità ambientale, hanno indotto una drastica trasformazione“. Tradotto vuol dire che Enel, presente in Italia con 22 impianti, ha compreso che sebbene le grandi centrali più efficienti rappresentino una risorsa fondamentale per soddisfare il fabbisogno e garantire la sicurezza del sistema, oggi la capacità produttiva del settore termoelettrico in Italia è in evidente eccedenza. Proprio su Futur-E è possibile visionare la mappa con i 22 siti, comprendere le potenzialità di ogni territorio e farsi avanti con le proprie idee. E tante ne sono già arrivate, delle più disparate per gli altri siti da riconvertire in Italia: ad Alessandria dovrebbe esser realizzato un sito per la pratica di sport estremi; a Piombino un outlet di abbigliamento. Ma è giunta anche un’idea di progettualità per l’utilizzo di alghe come alimenti. Insomma, il messaggio è chiaro: non lasciare abbandonate queste centrali, ma riconvertirle, creando sviluppo e ricerca sul territorio, coinvolgendo stakeholders e lavoratori locali, senza creare “cattedrali nel deserto“.enel

In Umbria, Enel è presente sul territorio con due impianti di produzione: la centrale di produzione Pietro Vannucci, nella frazione di Bastardo nel comune di Gualdo Cattaneo, e la centrale Franco Rasetti di Pietrafitta, nel comune di Piegaro. Una presenza storica, quella di Enel in Umbria, precedente alla nazionalizzazione del settore elettrico. Che “Enel non andrà via” lo ha detto lo stesso responsabile Massimo Bruno, durante la conferenza stampa di questa mattina. Né tantomeno Regione e Enel lavoreranno per creare “cattedrali nel deserto“, raccogliendo l’invito in tal senso lanciato dal sindaco di Giano dell’Umbria. Sul versante occupazionale, Enel garantisce che i dipendenti verranno tutti riassorbiti su centrali limitrofi o comunque nel comparto dell’azienda.

La situazione a Bastardo – L’impianto “Pietro Vannucci” di Bastardo è composto da 2 sezioni produttive da 75 MW ciascuna. Oltre alla strutture e alle apparecchiature connesse alla produzione in senso stretto è presente nel sito un’area di circa 2 ettari destinata allo stoccaggio del carbone fornito attraverso una catena logistica che parte dal carbonile ecologico di Enel presso il porto di Ancona. Di lì il trasporto si svolge in treno poi, dallo scalo intermodale di Foligno, via camion per l’ultima parte del tragitto di circa 20 km. Negli ultimi anni la produzione si è ridotta sensibilmente, perché è diminuita la richiesta da parte del mercato. Progettato negli anni sessanta come impianto a lignite, a seguito della nazionalizzazione dell’energia elettrica in Italia viene trasferito ancora in costruzione a Enel che lo converte in una centrale a olio combustibile. Nel 1988 avviene la seconda conversione a carbone e l’impianto entra in esercizio con la nuova configurazione nel 1991. Ecco dunque che la “Pietro Vannucci” rientra a pieno titolo nel progetto Futur-E. A fine novembre, proprio a Bastardo, verrà presentata la piattaforma online, per fare in modo di attrarre al meglio futuri investitori.

La situazione a Pietrafitta – Del tutto diversa, per Enel e per l’Umbria, la questione legata alla centrale Rasetti di Pietrafitta. L’impianto è costituito da un gruppo turbogas a ciclo combinato (PF5) da 365 MW, alimentato a gas naturale e da 2 gruppi turbogas a ciclo aperto (PF3-PF4) da 88 MW ciascuno, alimentati a gasolio. I gruppi sono formati da: turbina a gas, alternatore raffreddato ad aria, trasformatori elevatore con rapporto di trasformazione 15/130 kV. L’energia elettrica che veniva prodotta era immessa in rete alla tensione di 132 kV, con un allacciamento alla locale stazione elettrica di Terna. Pietrafitta ha ospitato il primo Enel idea factory organizzato nel novembre del 2015: un laboratorio di idee aperto ad amministratori, imprese e associazioni locali per immaginare insieme la migliore soluzione di riqualificazione dell’impianto nel rispetto del territorio. La progressiva riduzione della domanda elettrica ha portato alla cessione dell’esercizio dell’impianto dal 2014. Enel ha chiesto e ottenuto dal Ministero dello Sviluppo Economico l’autorizzazione a porre in sicurezza e a cessare l’esercizio dei gruppi turbogas PF3-PF4 dal 10 marzo 2014. Nel 2011 è stata rilasciata l’Autorizzazione Integrata Ambientale per l’intero impianto; per i gruppi turbogas PF3-PF4 il decreto ha previsto una durata massima di esercizio in generazione non superiore alle 300 ore/anno. La centrale, nata negli anni Cinquanta per sfruttare i bacini di lignite della zona, viene trasformata da Enel tra il 1978 e il 1996 con la costruzione di unità turbogas. Con l’esaurimento del giacimento lignifero Enel ha contribuito a trasformarlo in un lago artificiale. Ecco che dunque la riqualificazione di Pietrafitta seguirà un percorso diverso e non rientreà del tutto all’interno del progetto Futur-E. All’interno dell’area della centrale trova infatti sede un importante Museo Paleontologico, che dovrebbe così essere rivalorizzato. Da non dimenticare che sullo stesso territorio un’area di circa 250 ettari, costituente l’ex bacino minerario, limitrofa alla centrale di Pietrafitta, “è stata di recente sottoposta ad approfondimenti utili ad accertare la sussistenza di eventuali criticità di naturale ambientale e sanitaria”, si legge nello stesso accordo quadro.

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Il futuro di Enel in Umbria – Ma Enel in Umbria non è solo energia elettrica. E’ anche aiuto ai terremotati dopo il sisma di Norcia del 30 ottobre, è anche gestione delle emergenze. A breve verrà infatti firmato un protocollo a riguardo, è stato annunciato in conferenza stampa.”Il protocollo è già pronto”, ha detto Massimo Bruno. La presidente nella stessa occasione ha ringraziato Enel per come ha gestito l’emergenza relativa alla corrente elettrica nei centri colpiti dal terremoto. “Quando accadono queste disgrazie – ha affermato Bruno – abbiamo notato che spesso manca l’organizzazione per gestire l’emergenza, ma in questi casi invece la tempistica è fondamentale“. Inoltre, al passo con i tempi, Enel si è adattata al nuovo scenario ed è quindi pronta per affrontare nuove sfide, come la mobilità elettrica, lo sviluppo dell’infrastruttura di fibra ottica, l’efficienza energetica.

La replica di Squarta – Dopo la firma de protocollo di questa mattina, è arrivata la replica del consigliere regionale di FdI, Marco Squarta. Vaghi progetti di reindustrializzazione e riqualificazione. Cinquantuno lavoratori della centrale di Bastardo messi in mobilità. Un accordo quadro che si caratterizza per la straordinaria per l’assenza totale di contenuti”. Così Marco Squarta, capogruppo di Fratelli d’Italia all’Assemblea legislativa.

Secondo Squarta “un anno dopo l’inizio delle schermaglie, il finto braccio di ferro tra Enel e Regione sulla centrale Enel di Bastardo ha portato ad un risultato scarso e deludente per i lavoratori, che rischiano di dover lasciare l’Umbria per non perdere il posto di lavoro. E’ interessante scoprire che ‘la vocazione industriale dei territori verrà mantenuta’ però quando si parla di riconversione delle aree l’azienda ‘si impegna a promuovere un percorso utile alla acquisizione di progetti di reindustrializzazione e riqualificazione’. Cosa significa concretamente?”.

Il consigliere di opposizione evidenzia inoltre che “sul fronte della ricollocazione del personale viene spiegato in maniera fin troppo semplicistica che ‘avverrà nei termini concordati con le organizzazioni sindacali’. Anche su questo punto rimango perplesso. In ogni modo – conclude Squarta – l’accordo nazionale è insoddisfacente. Cinquantuno lavoratori della centrale di Bastardo lasceranno l’Umbria perché l’azienda ha deciso di metterli in mobilità. Trentasei entro la fine del 2016, 15 entro la fine del 2017. A Bastardo rimarranno soltanto in 15, un organico di presidio a guardia del fortino vuoto”.

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