'Caso Lucentini', ricostruita la dinamica dell'incidente - Tuttoggi

‘Caso Lucentini’, ricostruita la dinamica dell’incidente

Claudio Bianchini

‘Caso Lucentini’, ricostruita la dinamica dell’incidente

Sull'episodio indagano anche i Ris | Ordinata perizia sugli stivali del collega
Mar, 19/05/2015 - 17:05

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‘Caso Lucentini’, ricostruita la dinamica dell’incidente

Si vanno delineando più chiaramente i fatti relativi alla tragica morte dell’appuntato scelto Emanuele Lucentini, avvenuta sabato scorso intorno alle sette del mattino al rientro dal turno di notte.

Nessun dubbio sembra esserci sul fatto che il carabiniere cinquantenne, originario di Tolentino nelle Marche ma da anni in servizio a Foligno e residente con la moglie a Spello, sia stato acccidentalmente colpito da un proiettile partito dalla sua stessa mitraglietta M12.

Sembrerebbe che Lucentini, sia sceso dall’auto di pattuglia appena parcheggiata nel cortile di via de Monasteri, dal lato passeggero mentre il collega sarebbe sceso con l’arma in mano per riportarla all’interno della caserma.

Stando alle notizie finora disponibili, le indagini vengono condotte con il massimo del riserbo e dell’accuratezza, il collega si sarebbe sporto all’interno dell’auto di servizio per prendere l’arma di Lucentini dal sedile passeggero.

Nel frattempo Lucentini si sarebbe trovato dietro al veicolo e proprio in quel fatale momento il collega sarebbe inciampato sui propri piedi, un movimento improvviso e inaspettato che avrebbe prodotto accidentalmente lo sparo.

Gli stivali del collega sarebbero già stati posti sotto sequestro da parte dell’autorità giudiziaria e dovrebbero essere sottoposti a perizia per tutti gli accertamenti tecnici necessari. Così come sembrerebbe inevitabile una perizia sulla stessa mitraglietta da cui è partito il colpo mortale.

Il militare è ora indagato, come atto dovuto, per omicidio colposo.

La perizia autoptica effettuata ieri dal professor Mauro Bacci e dalla dottoressa Anna Maria Verdelli, su disposizione della dottoressa Michela Petrini, sostituto procuratore della Repubblica di Spoleto, ha confermato che ad uccidere Lucentini è stato il proiettile, che seguendo una traiettoria obliqua dal basso verso l’alto, lo avrebbe colpito appena al di sopra dell’orecchio destro e fuoriuscito sarebbe andato poi ad urtare contro un albero a circa due metri di altezza, per poi fermarsi sul un muro della caserma.

In base a quanto appreso, dall’autopsia, alla quale ha preso parte anche il medico legale Sergio Scalise Pantuso per conto della famiglia dell’appuntato, sarebbe stata rilevata anche un’altra contusione, dovuta probabilmente all’impatto a terra dopo il ferimento a morte.

Le indagini sul caso sono condotte dalla Compagnia di Spoleto e dagli uomini del reparto operativo di Perugia, con l’intervento dei Ris.

I funerali si svolgeranno domani alle 16 nella Cattedrale di San Feliciano, la salma sarà poi tumulata nel cimitero cittadino. Mentre da questa mattina molti gli omaggi alla salma e le testimonianze di partecipazione al dolore, presso la camera ardente allestita nella Sala del Commiato in via Niccolò Alunno 44 in centro storico. 

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