Carmen, il diritto all’incostanza sulla danza della Abbagnato a Spoleto59

Carmen, il diritto all’incostanza sulla danza della Abbagnato a Spoleto59

La coreografia onirica di Amodio conquista il Festival dei 2 Mondi | Applausi a scena aperta per l’étoile

share

Ribelle, sfrontata, ostinata, sensuale, maledettamente sensuale da convincere anche Giove Pluvio a lasciare che il destino di Carmen, straordinariamente interpretata da Eleonora Abbagnato, si compisse sul palco del Teatro Romano di Spoleto.

Secondo la visione onirica del geniale Amedeo Amodio che ‘scompone’ l’opera di Bizet e ripercorre a ritroso la tormentata vita della sigaraia di Siviglia: si parte quindi dall’energia che si rinnova alla fine di ogni spettacolo, dai camerini dove si festeggia la fine della  rappresentazione. Un sogno capace di portare il pubblico quasi a scegliere il personaggio preferito. Il sogno si sviluppa poi su un palco pressoché vuoto: solo due grandi pannelli mobili, come di calcestruzzo, a ricordare che il diritto all’incostanza rivendicato da Carmen non ha epoca. Sul retro i camerini dove i  ballerini cambiano i costumi (ricchi nella loro semplicità e nei colori non troppo sfarzosi di Luisa Spinatelli) davanti al pubblico, quasi a spingere lo spettatore a scegliersi il ‘proprio’ personaggio, a riconoscersi nella irriverente Carmen come nella donna-angelo Micaela, nel furente Don Josè come nell’appassionato torero Escamillo.

Poco importa che la Abbagnato, dalla carnagione e capelli chiari, sia visivamente poco mediterranea; la sua interpretazione schietta, selvaggia arriva diretta allo spettatore, con passi meno ricercati da quelli pensati da Roland Petit per quella “Carmen” con cui l’Abbagnato conquistò a Parigi il titolo di Etoile dell’Opera. Amodio e la Abbagnato regalano una donna più forte e consapevole della propria solitudine, ancor più del proprio destino. Disposta ad accettare anche la morte per non rinunciare ai propri sentimenti, rivendicando così il diritto all’incostanza nell’amore. Splendida la prova degli altri tre protagonisti, Alexandre Gasse, Giacomo Luci e Giorgia Calenda che ha saputo regalare una dolce, fragile Micaela. Applausi a scena aperta da parte del pubblico, in coda già due ore prima dell’apertura del teatro, che ha sfidato il maltempo per quello che era uno degli appuntamenti più attesi di questa 59ma edizione.

(Riproduzione riservata)

Foto Enzo Cositore©

share

Commenti

Stampa