Bullismo, sostanze stupefacenti, guida in stato di ebbrezza, la Polizia provinciale fa lezione agli studenti di Gubbio - Tuttoggi

Bullismo, sostanze stupefacenti, guida in stato di ebbrezza, la Polizia provinciale fa lezione agli studenti di Gubbio

Redazione

Bullismo, sostanze stupefacenti, guida in stato di ebbrezza, la Polizia provinciale fa lezione agli studenti di Gubbio

Ven, 20/04/2012 - 15:27

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Bullismo, sostanze stupefacenti, guida in stato di ebbrezza, la Polizia provinciale fa lezione agli studenti di Gubbio

Interessante incontro questa mattina tra la polizia provinciale e gli studenti dell’Istituto superiore “Matteo Gattapone” di Gubbio, al quale hanno preso parte il presidente della Provincia di Perugia, il comandante del comprensorio eugubino-gualdese Stefano Bennati e il maresciallo maggiore Fabio Mechelli. Si è parlato di problemi quali bullismo, consumo di sostanze stupefacenti, guida in stato di ebbrezza. A fare gli onori di casa la preside Patrizia Costanzo, che ha richiamato l’attenzione degli studenti su come tali problematiche influenzino i loro comportamenti sociali, ottenendo un ascolto attento e maturo. Il presidente della Provincia ha spiegato perché la polizia provinciale presta vigilanza nelle scuole: “Abbiamo invertito l’immagine di una polizia dedita a fare multe, terrorizzare con perquisizioni e controlli. La nostra polizia è stata invece investita del compito di tutela nei confronti degli studenti, di risolvere i loro problemi, per facilitare l’apprendimento e rendere la permanenza a scuola più tranquilla. Tra le difficoltà che limitano pesantemente la serenità degli studenti, e quindi le loro possibilità di successo a scuola, c’è sicuramente il bullismo. Chi subisce violenza fisica o verbale avrà sicuramente difficoltà psicologiche che ne limiteranno il rendimento scolastico. Il poliziotto diventa allora un amico a cui confidare fatti e disagi. Un amico a cui segnalare anche fenomeni legati allo spaccio o consumo di droga. L’obiettivo è chiaro: far frequentare la scuola sereni e tranquilli, correggendo o reprimendo chi attua comportamenti violenti o distorsivi”. Il comandante Bennati ha spiegato il comportamento tipico del bullo: “Agisce senza motivo, con l’unico intendo di intimidire e dominare il compagno. Pensa che con la prepotenza riesca a nascondere le sue incapacità e di avere successo. Il bullo è una persona che non riesce ad emergere con le proprie abilità intellettive e quindi scarica queste sue frustrazioni sul compagno, rendendogli la vita spesso impossibile. La molla che lo porta ad essere violento sono i modelli negativi di cui subisce l’influenza o la monotonia di una vita insoddisfacente. Agisce tramite offese verbali o fisiche. La violenza può essere diretta o indiretta (quando convince terze persone a usare violenza contro un altro compagno). Altro aspetto è il bullismo relazionale, ovvero formare gruppi che escludono o usano violenza su un singolo o un altro gruppo. I dati dicono che il bullismo interessa il 50% degli studenti. I luoghi dove viene esercitato sono più frequentemente la classe o i bagni. Il nostro invito è quello di segnalare immediatamente questi episodi, perché l’alleato più forte del bullo è la paura”. Parlando invece del consumo di sostanze stupefacenti, Bennati ha messo in guardia gli studenti: “I danni al cervello provocati dal consumo di droga sono irreversibili. “Ti sei fumato il cervello” non è un modo di dire: chi si droga diventa cerebralmente più limitato di chi non fa uso di sostanze. Siccome il processo di maturazione fisica del cervello si completa tra i 20 e i 21 anni, si capisce come il consumo di droga sia pericolassimo per un giovane che frequenta le scuole superiori. Il consumo di droga, anche di quelle leggere, pregiudica il successo nello studio e la riuscita nel mondo del lavoro. Le scuole purtroppo sono un punto preferito di spaccio”. Il maresciallo Mechelli ha parlato invece della guida in stato di ebbrezza: “In Italia su 952 incidenti stradali in media al giorno la stragrande maggioranza sono provocati da guidatori che sono alterati a causa del consumo o di alcool o di sostanze stupefacenti”. Ha poi spiegato i risvolti pesanti per la vita di un giovane che provocasse un incidente guidando ubriaco o drogato, che verrebbe poi sottoposto a sanzioni anche molto gravi in grado di pregiudicarne il futuro. La guida in stato di ebbrezza è un reato previsto dall'ordinamento giuridico italiano agli articoli 186 e 187 del Codice della strada, di competenza del Tribunale monocratico. Con una serie di modifiche normative, tra cui la legge 125 del 24 luglio 2008 e la legge 120 del 29 luglio 2010, le sanzioni previste sono state decisamente inasprite dal legislatore. Interventi normativi che purtroppo non hanno portato alla di munizione degli incidenti. Ecco quindi l’importanza di fare prevenzione, anche con questi incontri con gli studenti nelle scuole.

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