Biga di Monteleone, Fratelli d'Italia-An presenta mozione in Consiglio Regionale - Tuttoggi

Biga di Monteleone, Fratelli d’Italia-An presenta mozione in Consiglio Regionale

Redazione

Biga di Monteleone, Fratelli d’Italia-An presenta mozione in Consiglio Regionale

Il Capogruppo Franco Zaffini, "Sia inserita nella lista dei beni trafugati dall’Italia/La regione si attivi presso il Ministero della cultura"
Mar, 14/10/2014 - 13:14

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“La regione si attivi presso il Ministero della cultura affinché la Biga di Monteleone di Spoleto, illecitamente esportata in America dove dal 1903 è illegittimamente esposta al Metropolitan Museum di New York (Golden charriot), sia inserita nella lista dei beni trafugati dall’Italia, quale primo atto finalizzato a richiederne e ottenerne il rimpatrio, predisponendo al contempo un progetto contenente azioni e tempi ritenuti utili allo scopo, da sottoporre al Consiglio regionale entro il corrente anno.”

E’ quanto chiede il Capogruppo di FdI-Alleanza Nazionale Franco Zaffini con una mozione che impegna la GR ad attivarsi per riportare in Italia la pregevole Biga di epoca etrusca, dal valore oggi inestimabile, risalente al VI secolo a.c. e rinvenuta casualmente nel territorio di Monteleone di Spoleto da un contadino umbro agli inizi del secolo scorso (1902).
Zaffini, firmatario e convinto sostenitore della petizione online sottoscrivibile sul sito Tuttoggi.info a sostegno del rimpatrio della Biga, chiede un sussulto di orgoglio nazionale e spiega che il Metropolitan Museum of Art di New York trattiene illegittimamente il reperto poiché sembra non esistere alcun atto formale in grado di provare la regolare acquisizione della “Biga di Monteleone” da parte del Munseo newyorkese, titolo che, peraltro, sarebbe comunque illegittimo atteso che all’epoca era vigente l’Editto del Cardinal Pacca (1820) che vietava l’esportazione di reperti artistici e archeologici quali beni inalienabili, ancora prima della emanazione, nel 1902, della Legge Nasi relativa alla inalienabilità dei beni pubblici e al diritto di prelazione dello Stato sulle vendite private (emanata poche settimane dopo la presunta vendita della Biga).
Secondo Zaffini la Biga rappresenta una straordinaria e irrinunciabile testimonianza storica e archeologica, nonché un’importante fonte di sviluppo economico e turistico per l’Italia, per l’Umbria e la Valnerina- è impensabile rinunciarvi, anche perché in passato il Carlos Museum di Atlanta, per esempio, ha restituito all’Egitto la mummia di Ramses I nel 2004, dopo averla tenuta per 173 anni e il Museum of Fine Arts di Boston ha riconsegnato nel 2010 al Museo diocesano di Trento, 50 anni dopo l’acquisto, un pregevole ricamo basso medievale disperso durante la seconda guerra mondiale.

Ecco il testo integrale della Mozione:

MOZIONE

“Iniziative a sostegno del rimpatrio della Biga etrusca risalente al VI secolo a. C., ritrovata nel territorio del Comune di Monteleone di Spoleto nel 1902 e attualmente conservata al Metropolitan Museum of Art di New York”.

IL CONSIGLIO REGIONALE

Premesso che

Nel territorio del comune di Monteleone di Spoleto avvenne il ritrovamento di una pregevole Biga di epoca etrusca, dal valore oggi inestimabile, risalente al VI secolo a.c. e rinvenuta casualmente da un contadino umbro agli inizi del secolo scorso (1902).
Venduta per una cifra irrisoria, la biga passò di mano più volte, arrivando a Parigi e, da qui, a New York, acquistata dal primo direttore del Metropolitan Museum of Art, l’italiano Luigi Palma di Cesnola. Il clamore suscitato in Italia dall’esportazione dello straordinario reperto durò, tuttavia, poco. Seguirono decenni di silenzio fino alla richiesta di restituzione presentata dal Comune di Monteleone di Spoleto tra il 2002 ed il 2008, quando il contenzioso fu definitivamente archiviato dal Tribunale di Spoleto “ritenuto che non sussistessero gli estremi di reato essendo avvenuto il trasferimento del reperto all’estero nell’anno 1903…”.

Considerato che la Biga, “carro da parata e da corteo”, in legno di noce interamente rivestita di lamine di bronzo dorato, lavorato a sbalzo e con il corpo centrale chiuso da tre pannelli dai bordi arrotondati e curvilinei decorati con scene a carattere eroico, (descrizione dettagliata sul sito www.archeoambiente.net), è uno straordinario reperto archeologico, unico al mondo per bellezza e importanza storica, tant’è che nel 2007 il Metropolitan Museum of Art di New York riallestì la sezione di archeologia greco-romana ponendo la biga al centro del percorso espositivo.

Ritenuto che il MET trattiene illegittimamente il reperto poiché sembra non esistere alcun atto formale in grado di provare la regolare acquisizione della “Biga di Monteleone” da parte del Munseo newyorkese, titolo che, peraltro, sarebbe comunque illegittimo atteso che all’epoca era vigente l’Editto del Cardinal Pacca (1820) che vietava l’esportazione di reperti artistici e archeologici quali beni inalienabili, ancora prima della emanazione, nel 1902, della Legge Nasi relativa alla inalienabilità dei beni pubblici e al diritto di prelazione dello Stato sulle vendite private (emanata poche settimane dopo la presunta vendita della Biga).

Ribadito che la Biga rappresenta una straordinaria e irrinunciabile testimonianza storica e archeologica, nonché un’importante fonte di sviluppo economico e turistico per l’Italia, per l’Umbria e la Valnerina.

 Considerato altresì che in passato il Carlos Museum di Atlanta, per esempio, ha restituito all’Egitto la mummia di Ramses I nel 2004, dopo averla tenuta per 173 anni e il Museum of Fine Arts di Boston ha riconsegnato nel 2010 al Museo diocesano di Trento, 50 anni dopo l’acquisto, un pregevole ricamo basso medievale disperso durante la seconda guerra mondiale.

Tutto ciò premesso e considerato

IMPEGNA LA GIUNTA REGIONALE

Ad attivarsi presso il Ministero della cultura affinché la Biga di Monteleone di Spoleto, illecitamente esportata in America dove dal 1903 è illegittimamente esposta al Metropolitan Museum di New York (“Golden charriot”), sia inserita nella lista dei beni trafugati dall’Italia, quale primo atto finalizzato a richiederne e ottenerne il rimpatrio, predisponendo al contempo un progetto contenente azioni e tempi ritenuti utili allo scopo, da sottoporre al Consiglio regionale entro il corrente anno.

Il Consigliere
Franco Zaffini

 

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