Benedetti saluta “Bella, grande Spoleto”, Vd / Clamoroso, espulso Brunini / Pd chiede emolumenti amministratori - Tuttoggi

Benedetti saluta “Bella, grande Spoleto”, Vd / Clamoroso, espulso Brunini / Pd chiede emolumenti amministratori

Redazione

Benedetti saluta “Bella, grande Spoleto”, Vd / Clamoroso, espulso Brunini / Pd chiede emolumenti amministratori

Ven, 11/04/2014 - 17:30

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La legislatura Benedetti si è di fatto conclusa ieri sera, intorno alle 22, al termine dell’ultimo consiglio comunale ‘ordinario’ che ha visto la convalida del Piano regolatore generale (con i soli voti della maggioranza, l’opposizione ha abbandonato l’aula) e l’approvazione all’unanimità dei project financing per la piscina comunale e l’asilo nido di San Giacomo. Per il parlamento della città resta ora solo l’ultima adunanza chiamata ad approvare il bilancio consuntivo 2013, quello che, stando ai rumor, registrerebbe un avanzo in parte corrente tale da comprimere il Piano di rientro triennale adottato per far fronte al ‘buco’. Non si conoscono al momento i dati ufficiali, su cui sono ancora al lavoro l’assessore al bilancio Zualdi con la dirigente Nichinonni, gli artefici del salvataggio delle casse comunali; certo è che il risultato di gestione deve esser a dir poco buono se il sindaco ha voluto indire una conferenza stampa per le 11 di domattina nel corso della quale anticiperà il dato economico.
L'ultimo consiglio – il primo cittadino ha risposto alle varie comunicazioni dei consiglieri, affrontando vari temi. Dalla ‘pace fatta’ fra i dirigenti Coccetta e Russo – autori la scorsa settimana di un epico scazzo nel corso di una cabina di regia – con tanto “di scuse al consiglio comunale e al Comune”; al rinnovato impegno, incalzato da un irriverente e poco garbato Aliero Dominici, a seguire le vicende che riguardano la Scs, ex holding della Bps (oggi Banco Desio), ovvero dei suoi 19mila soci. “I commissari di BANKITALIA – ha detto Benedetti – non hanno mai sottovalutato le problematiche della Scs, li incontrerò anche nei prossimi giorni per essere aggiornato sulla situazione”. Poi è stata la volta dei ringraziamenti che il sindaco ha esteso a tutta l’assemblea, citando quasi ad uno ad uno i membri. Parole di stima specie per Angelo Loretoni e per Fabrizio Cardarelli (“mi ha cresciuto da insegnante e anche in questa avventura politica”), i più “acerrimi ma leali avversari della mia giunta. Sono stati cinque anni complessi, difficili e solo chi li ha vissuti sa quale lavoro abbiamo svolto”. Una stoccatina c’è stata solo per Dominici, l’ex socialista che ha tentato più volte di mettere in crisi la maggioranza: “non mi mancheranno di certo i suoi interventi”. “auguro a tutti i consiglieri di continuare ad essere punto di riferimento dei cittadini e di pensare al bene della città”. Benedetti annuncia anche una seconda, prossima conferenza stampa “dove traccerò il bilancio di questi cinque anni; non sarà una iniziativa elettorale – dice con fare sibillino – ma una doverosa voglia di chiarire”.
“Grande, bella Spoleto” – Poi, una volta affrontato il tema del giorno sul Prg (“siamo chiamati a dare legittimità ad un atto che era già giusto” ha detto avendo al suo fianco il dirigente all’urbanistica Giuliano Maria Mastroforti) sui due project financing della piscina e dell’asilo nido, è passato al saluto finale (guarda il video): “vi chiedo di votare dando un segnale di fiducia alle associazioni di categoria sul Prg, aiutando lo sviluppo del nostro territorio sia sul piano sportivo che socio educativo…il mio non è un accorato appello, è un prendere in considerazione le cose su cui abbiamo lavorato da tempo per il bene della città e l’occupazione. Detto questo – ha concluso con voce ferma che tradiva una certa emozione – vi auguro tutta la fortuna del mondo e attraverso noi alla nostra grande, bella Spoleto”. L’applauso si leva dai banchi per quello che è l’ultimo discorso da sindaco di Daniele Benedetti. In aula, specie fra il centrosinistra, l’aria è grigia. Inutile nascondere che fra i consiglieri serpeggia il malumore per le scelte che sono state adottate in vista delle prossime elezioni. Tanto che, off the record, sono diversi i consiglieri che si dichiarano pentiti nel non aver sostenuto la seconda candidatura di Benedetti e di non essere disponibili a portare acqua al pozzo di Rossi.
Gli interventi – fra gli interventi da segnalare quello del consigliere Wolfgang Bernelli che in extremis rientra nelle file di Forza Italia e quello durissimo di Cardarelli che ha attaccato frontalmente il Partito democratico per il modo “ignominioso” con cui il pomeriggio precedente ha organizzato la conferenza sulla Ims, “mettendo al tavolo la presidente Marini e l’assessore Riommi con il candidato Rossi e il segretario Bartocci” e “relegando fra le prime file il sindaco Benedetti. Una vergogna, non si specula così sui problemi degli operai e non si può mancare di rispetto alla prima autorità cittadina. Tutti sanno quale opposizione ho fatto al sindaco, ma mai è venuto meno il rispetto per la carica; è ignobile che il suo stesso partito lo abbia trattato in questa maniera”.
Brunini fuori dal Pd – fin qui la cronaca a ieri. Di poco fa invece la notizia che il Partito democratico ha deciso di defenestrare Massimo Brunini. Non ci sono al momento conferme ufficiali, ma l’incontro a piazza della Repubblica fissato per le 15 di oggi sarebbe terminato con la decisione, a dir poco clamorosa, di annullare la tessera all’ex leader maximo che fino all’ultimo ha cercato di sparigliare le carte del centrosinistra. Un confronto a 4: da una parte il segretario regionale Giacomo Leonelli e Dante Andrea Rossi; dall’altra Massimo Brunini e Francesco Tabano (il candidato a sua insaputa, come ha avuto modo di chiarire su queste colonne). Leonelli, a quanto può anticipare Tuttoggi.info, si è detto indisponibile a trattare sul nome del candidato Rossi, sul programma e sulla coalizione. Di più; il vertice del piddì ha fatto intendere di ritenere Brunini l’ideatore di tanti veleni e attacchi al partito comunicandogli che sarà avviato il procedimento per l’espulsione dal piddì.
Casse a secco – in attesa di conoscere la posizione di Sel – che Rossi continua a considerare dentro la coalizione – può così prendere avvio la campagna elettorale dei democratici. Anche se l’impresa appare ardua per il trio composto dal segretario comunale Andrea Bartocci, dal mandatario elettorale Marco Bolletta e, soprattutto, dal tesoriere (non addetto stampa come avevamo erroneamente pubblicato nell’edizione di ieri l’altro) Simone Sensi. Di soldi in cassa per affrontare la campagna ce ne sono davvero pochi. Così nelle ultime ore Bartocci e Sensi hanno recapitato una lettera a tutti i propri amministratori e consiglieri comunali con la quale chiedono di devolvere gli emolumenti dei mesi di aprile e maggio. Non un contributo, proprio due stipendi. Leggiamo: “Caro compagno, il Pd si accinge ad affrontare la sfida elettorale che si presenta carica di difficoltà….è dunque necessario il massimo impegno di ciascuno di noi” per questo “siamo a richiedere che le prossime indennità di aprile e maggio siano devolute nella massimo misura possibile. Ti invio fraterni saluti”. Insomma, il partito bussa cassa proprio fra coloro che ha fatto a pezzi nel segno della ‘discontinuità’. In ipotesi un modo per racimolare circa 20mila euro da sindaco, assessori, consiglieri e amministratori di società controllate. Che difficilmente aumenteranno il contributo che già versano al tesoriere. Non è dato sapere se analoga lettera è arrivata anche ai provinciali Capitani e Zampa e al regionale Cintioli. Come dire, discontinui sì, mica fessi.
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